Parola d'ordine: ricaricare








La grande diffusione del personal computer, disponibile ormai quasi per ogni famiglia, ha incrementato enormemente anche il mercato delle stampanti a getto di inchiostro.
Più o meno sofisticate, più o meno affidabili, questo tipo di stampanti utilizzano una tecnologia molto affidabile e semplice per ottenere stampe di alto pregio con macchine dai costi facilmente abbordabili anche dal grande pubblico.

La grande diffusione di queste macchine da stampa, ha costretto l’industria a produrre in larga scala cercando di contenere al minimo i prezzi.
Oggi siamo arrivati al punto che, a volte, costa di meno acquistare l’intera stampante che le cartucce dell’inchiostro per usarla.

E’ una politica difficile da comprendere e che personalmente rifiuto, ma noto alcuni punti chiave che vorrei porre all’attenzione per farvi entrare in questa ottica commerciale:
– ogni modello di stampante rimane sul mercato non più di un anno
– ogni nuovo modello (anche se della stessa marca) richiede prodotti consumabili diversi dai precedenti
– ogni nuovo modello prevede driver sempre più complessi e pesanti che richiedono sistemi di calcolo sempre più potenti

Si può ora desumere alcune interessanti ipotesi.
– la vendita di una stampante, benché sottoprezzo, obbliga l’utente a tenersi aggiornato sulle tecnologie informatiche spingendo fortemente il mercato dei personal computer. Un esempio sono le interfacce parallele e seriali universalmente utilizzate fino a pochi anni fa ed ora di fatto scomparse.
– una nuova stampante focalizza maggiormente l’interesse su una determinata marca o un determinato sistema operativo. Ne sono un esempio l’esclusione di molte stampanti di fascia bassa ai sitemi operativi su base linux come scelta strategica (semplicemente perché non ne viene fornito il driver) o ne vincola determinate funzionalità semplicemente per accordi economici tra aziende.

Quindi, nella realtà, la vendita delle stampanti di fascia bassa, benché a prima vista antieconomico, indirizza fortemente i consumatori verso determinati target di interessi già predeterminati dalle aziende, disinteressandosi fortemente alla questione economica ed ecologica del prodotto venduto.

L’utente ovviamente corre ai ripari, per quanto interessato al risparmio sull’acquisto, si rifiuterà poi di acquistare un ichiostro originale che ha un costo simile alla propria stampante, come buttar via l’intero apparecchio ancora efficiente e perfettamente funzionante, solo per l’alto costo dei suoi consumabili. Cerca allora soluzioni più economiche per allungare la vita alla propria stampante: è da qui che inizia il mercato degli inchiostri compatibili e dei rigenerati in genere.

La denominazione di prodotto compatibile comprende tutti i consumabili non sottoposti a brevetto e quindi riproducibili (sono generalmente serbatoi d’inchiostro che alimentano la testina già presente nella stampante).

Le cartucce con testina integrata, sono chiamate rigenerate in quanto normalmente sono sottoposte a brevetto (vengono quindi recuperate, lavate, testate poi ricaricate). Questo tipo di cartucce sono state le prime ad apparire sul mercato (verso la metà degli anni ’90), la loro ricarica veniva effettuata iniettando l’inchiostro da un foro praticato sul cappuccio fino al riempimento.
I risultati ottenuti non erano granché soddisfacenti, ma comunque adeguati al periodo.

Lentamente poi, con il diffondersi di una richiesta sempre più grande, si iniziarono ad usare macchine semiautomatiche per la rigenerazione delle cartucce. Queste, provocando un vuoto d’aria, iniettavano per depressione l’inchiostro, esattamente come avviene nella lavorazione del prodotto originale.
Con questa procedura si eliminava quella quantità di aria che, nella lavorazione manuale, impediva di poter riempire completamente la cartuccia (un po’ come il problema che si ha nella ricarica degli accendini).

Inizia un mercato primordiale dove il prodotto alternativo era un adattamento molto più economico e vantaggioso per gli utenti dei sistemi di stampa inkjet.
In questo periodo, la qualità era piuttosto scadente, la durata della ricarica ben al di sotto delle cartucce originali e la produzione fortemente localizzata ed affidata a produzioni senza alcun criterio industriale.
In ogni caso, benché fortemente carenti a livello di affidabilità le cartucce compatibili hanno un enorme successo ed inizia la comparsa del prodotto compatibile sul mercato e sullo scaffale.

La produzione odierna si è naturalmente evoluta ed affinata con la produzione d’inchiostri ad altissimi livelli di qualità addirittura superiori a quelli originali.
La richiesta oggi è sempre più crescente, la vertiginosa vendita di stampanti orientata verso l’utente privato, ha selezionato anche gli stessi rigeneratori riducendone il numero a poche unità che detengono circa l’85% della distribuzione globale.

Il mercato del web offre centinaia di siti che propongono prodotti rigenerati e ricaricati, il mio consiglio però è evitare sempre siti dubbi e poco affidabili, i professionisti del settore si riconoscono da siti web ben fatti, che mostrano foto chiare sia dei prodotti che delle attrezzature usate per la produzione.

Saluti

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