La difficile storia dell’Alfa Romeo

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AlfaRomeo_LogoLa storia di questo marchio di fatto nasce con la Società Italiana Automobili Darracq che fu fondata a Roma nel 1906 per la produzione di auto economiche. In questo periodo storico fatto di fasi alterne di forte crescita e periodi di assestamento, la nuova azienda, si trovò subito in gravi di difficoltà.
Gli stabilimenti del Portello, già eretti a Milano, passarono dapprima in mano ad un gruppo di industriali (perlopiù appassionati automobilisti) col nome Alfa Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, per passare poi nel 1915 dopo la messa in liquidazione, in mano all’Ing. Nicola Romeo e di conseguenza alla sua azienda
“Ing. Nicola Romeo e Co.” che fabbricava macchinari e materiali per l’industria mineraria.

In pieno periodo di guerra, l’intera industria si dedicò alla produzione bellica e soprattutto ad autocarri e motori su espressa richiesta dello Stato.

Finita la guerra nel 1918 il nome della società fu cambiato in “Società Anonima Ing. Nicola Romeo e Co.” inglobando altre aziende in forte crisi. Vennero così assorbite le Officine Meccaniche di Saronno, le Officine Meccaniche Tabanelli di Roma e le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli.
La nuova società aveva per oggetto “l‘impianto e l’esercizio di industrie meccaniche, siderurgiche, agricole, minerarie, chimiche ed estrattive in genere, più specialmente… per l’esercito, l’aviazione, la marina e l’agricoltura… motori a scoppio per qualsiasi applicazione; aerei, automobili, locomotive e altri rotabili in genere“.

Come già espresso nell’Atto Costitutivo, la produzione dell’azienda non era limitata alle sole automobili, ma copriva una Continua »

I materiali a memoria di forma

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ViagraSono materiali, metallici o non metallici che vantano caratteristiche meccaniche molto particolari.

Normalmente, quando un metallo viene deformato, sia che si tratti della portiera di un’auto o del foglio di alluminio per alimenti, il suo cambiamento di forma diviene permanente e per farlo tornare alla forma originaria è necessario rilavorarlo a caldo o con ripressatura.

Una lega a memoria di forma (LMF) in inglese Shape Memory Alloys (SMA), è invece una lega metallica speciale che tiene memoria della sua forma originale e, anche se viene deformata, ritorna nuovamente alla sua forma programmata, quando viene successivamente riscaldata.

Questa caratteristica particolare ha portato l’industria ad interessarsi molto proficuamente a questi materiali.

I primi ricercatori ad accorgersi del fenomeno furono Chang e Read quando nel 1932, analizzando una lega di oro e cadmio, notarono che il materiale era facilmente deformabile fino a una certa temperatura, superata questa, subiva una modifica della struttura cristallina e la conseguente riacquisizione della forma originaria.
Nel 1963 anche William Buehler osservò una caratteristica simile in una lega nichel-titanio (poi ribattezzata Nitinol).
Successivamente, la ricerca scientifica sulle LMF fu ampliata, estendola anche ad altre leghe del rame, del ferro e dell’alluminio.

Anche Taher A. Saif, Jagannathan Rajagopalan e Jong H. Han dell’Università dell’Illinois, studiando questo fenomeno, scoprirono che, conferendo al metallo una particolare microstruttura, questo si trasformava in un Continua »

Gli imbrogli dell’economia

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goldcontinua dal post precedente

Abbiamo detto che nelle economie antiche l’oro, i preziosi ed altri beni considerati rari (o particolarmente belli) assunsero la funzione di moneta.
Un minimo volume facilmente trasportabile come un piccolo pezzo d’oro bastava per pagare una mandria di bestiame, un raccolto di grano o un intero rotolo di seta.
Un sistema di pagamento ideale perchè era maneggevole e duraturo e non degradabile come le precedenti merci di baratto.

Per evitare di dover pesare ogni volta i pezzi di metallo che venivano scambiati con le merci, venne inventato il conio dei metalli che era una garanzia data da un’ente credibile (o dallo Stato). Si creava così una moneta di una determinata forma, materiale e peso che garantiva che quel pezzo fosse esattamente del valore indicato nella punzonatura.
Lo Stato, quale massimo garante dell’economia di quel territorio, diventò subito (e per legge) l’unico ente autorizzato a battere moneta tramite le proprie zecche.  Quale unico autorizzato, iniziò ben presto a barare sul peso delle proprie monete (soprattutto quando aveva bisogno di denaro per coprire le proprie immense spese),  le monete cominciarono a perder peso e contenere una quantità di oro (o di altro metallo) diversa da quella dichiata sulla facciata o ad essere forgiate da una lega di più metalli più economici (per giustificare l’inghippo dicevano che l’oro e l’argento erano troppo teneri e da soli tendevano a consumarsi e rovinarsi facilmente).

Di conseguenza a questo fatto, i commercianti, accorgendosi del trucco attuato dallo Stato, controllavano il peso del metallo contenuto nella moneta, ne valutavano il vero valore ed aumentavano Continua »

La nascita della moneta

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monetaG1Pensare ad una società umana in cui non esiste la moneta oggi è ormai inconcepibile.  E’ normale, per noi, pagare un bene o stimarne il valore in valuta corrente ed ormai è così ovunque nel mondo.

Conosciamo dalla storia che la moneta esiste fin dai tempi degli antichi Greci e quindi la vediamo come presente da sempre nella storia dell’uomo e, comunque, ci appare come una costante di ogni civiltà evoluta.

Tralasciando i dettagli possiamo dire che la moneta non fu inventata, ma fu il punto di arrivo di una complessa evoluzione dei mezzi di scambio durata millenni.

Da quello che risulta dalle fonti, sembra che nessun popolo antico, abbia saputo inizialmente sottrarsi alla legge naturale del baratto. Sappiamo che popoli, anche antichissimi, riuscirono ad instaurare legami economici, a volte molto complessi, pur non conoscendo l’uso della moneta, ma basando le transazioni sullo scambio delle merci.

Ma questa forma di commercio presentava enormi inconvenienti a partire dal fatto che era sempre necessario avere con sé gli oggetti o le merci da scambiare ma le merci si potevano deteriorare ed erano ingombranti da portare in viaggi commerciali.

Si decise allora di scegliere una merce che potesse svolgere le funzioni proprie della moneta, serviva una moneta naturale variabile secondo i tempi ed i luoghi però sempre orientata verso un Continua »

I ritmi circadiani

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metronomoSecondo la biofisica l’uomo non è soltanto un composto chimico regolato da reazioni chimiche, ma, come ogni altro organismo vivente, emette e riceve radiazioni.

L’ing. Georges Lakhovsky (1870 – 1942) riteneva (probabilmente a ragione) che quello che noi attribuiamo all’istinto animale, come il senso d’orientamento degli uccelli e dei pesci, sia il risultato dell’emissione e della ricezione di onde elettromagnetiche e in modo particolare delle radiazioni cosmiche.

Una cellula è schematicamente costituita da un protoplasma cellulare circondato da una membrana cellulare. Nel protoplasma è immerso il nucleo costituito da un filamento tubolare contenente liquido conduttore avvolto in sostanza cromatica isolante.

Essa può essere considerata un circuito oscillante microscopico avente una determinata lunghezza d’onda assai corta. Il nucleo ricorda da vicino il circuito oscillante di Hertz poiché è un vero circuito elettrico dotato di auto induzione e capacità quindi suscettibile a oscillare e di risuonare con altissima frequenza. La bobina di induzione è rappresentata dalla spira continua di filamento nucleare, il condensatore è dato dalla capacità tra i due estremi del filamento stesso.

Tutti gli esseri viventi, in quanto costituiti da quegli oscillatori elementari che sono le cellule, sono assimilabili a circuiti oscillanti ad altissima frequenza in grado di emettere e ricevere radiazioni elettromagnetiche.
In questa particolare ottica energetica sosteneva che le malattie siano causate Continua »

Carbyne, più duro del diamante

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carbyne1Fino ad oggi c’era un solo candidato di spicco, tra i più quotati, per essere considerato come il più interessante materiale del futuro: questo era il grafene.

Ora invece sembra spuntare un agguerrito concorrente che sembra stracciare quelle caratteristiche tanto conclamate come superiori.

Da uno studio pubblicato da alcuni ricercatori giapponesi (Mingjie Liu, Vasilii I. Artyukhov, Hoonkyung Lee, Fangbo Xu, Boris I. Yakobson) su Arxiv è spuntato fuori un serio superconcorrente.

Si tratta di un supermateriale chiamato carbyne sempre basato sul carbonio, ma molto più resistente del grafene e addirittura più duro del diamante.

Questo materiale è strutturato da una catena di atomi di carbonio congiunti alternativamente e sequenzialmente da legami alternativamente tripli e singoli o da legami doppi .

I ricercatori, autori della ricerca, dichiarano che per spezzare una singola catena atomica (all’interno della struttura molecolare di questo speciale materiale) occorre una forza superione di almeno 10nN (nanoNewton) rispetto a quella necessaria per Continua »

IgroDry una ricerca esemplare

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ricerca4Il settore del trattamento dell’umidità muraria è in subbuglio.

In esclusiva mondiale entra in commercio a fine agosto IgroDry 2301 uno tra i prodotti più esclusivi ed innovativi per il trattamento dell’umidità dei muri.

Già trattato su queste pagine nel novembre scorso, possiamo ora definire con maggiori dettagli le grandi caratteristiche di questo prodotto.

Iniziamo col dire che si tratta di una molecola molto speciale a base acqua ottenuta da un processo altrettanto innovativo che vanta caratteristiche da fare invidia ai migliori prodotti dichiarati ecologici e non inquinanti, ma le analisi chimiche l’hanno definito ancor più sicuro tanto da dichiararlo eco-biologico.

E’ un liquido molto fluido e limpido di colore paglierino scarico con riflessi verdastri lievemente fluorescenti che risana le murature affette da umidità di risalita, con poche applicazioni a pennello, senza necessità di rimuovere gli intonaci ammalorati.

La funzionalità del prodotto si svolge in varie fasi:
- essendo polarizzato elettricamente, tende a legarsi e sostituirsi Continua »

Come si capisce se una banconota da 7 euro è falsa?

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YanswE’ una grande fonte di ispirazione per i puristi della lingua, ma anche un indicatore imparziale sullo stato mentale dei giovani d’oggi. Il tema è già stato trattato qualche anno fa, ma vorrei aggiornarlo con queste ultime chicche che ho selezionato con interesse ed attenzione.

Ne esce un giudizio abbastanza preciso: non vi è dubbio che i cervelli migliori fanno le fughe all’estero, ma i peggiori possiamo vantarci di saperli tenere ben stretti qui in Italia!

Capirete bene il perché leggendo quanto scrivono questi giovani dementi su Yahoo Answers con un mix di stupidaggini, cazzate, scorrettezze grammaticali e sintattiche degne delle più arretrate popolazioni del pianeta.

Uno studio semiserio fornito da qualche burlone, ha dichiarato che su 2 milioni di utenti di Yahoo Answers:

il 75% sono persone in calore
il 60% sono troll (persone che scrivono appositamente stronzate tanto per cazzeggiare)
il 17% sono bimbiminkia, poser, truzzi o salutisti (sono generi giovanili non catalogabili tra gli umani con forme intellettive funzionanti)
il 17% sono praticanti della caccia al truzzo e al bimbominkia (gia trattato), detti anche anti-Tokio Hotel, in teoria veri rockettari/metallari/punkettari ma in realtà solitamente poser ma anche fan dei Finley
il 35% sono utenti che passano più tempo a segnalare a manetta che a chiedere e rispondere
il 5% è lo staff in incognito
il 5% sono dei bot che rispondono alle domande cercando su google le prime tre parole della domanda e copia-incollando il testo senza neanche leggerlo
lo 0,2% sono persone a cui è rimasto ancora un neurone
lo 0,0001% sono utenti che fanno domande serie
lo 0,0001% sono utenti che invece rispondono con risposte serie
il restante 0,0001% di sodio serve per addizionare l’acqua minerale troppo povera di sali

Se qualcuno, sfoggiando la propria intelligenza, andrà a criticare questo studio obiettando che le percentuali non funzionano (infatti la base numerica supera i 210 punti), noi possiamo confermare che lo studio è serissimo e l’incongruenza è dipesa dal fatto che chi fà Continua »

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