Rientrate nel 50 percento?

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SocialMediaUn recente sondaggio condotto da eDiscovery Journal ha rilevato che meno del 20 percento dei partecipanti dispone di un piano per conservare e raccogliere i social media. Si tratta di un dato preoccupante poiché, “entro la fine del 2013, al 50 percento di tutte le aziende verrà richiesto di esibire i materiali raccolti dai siti di social media per operazioni di eDiscovery”, secondo Gartner.

La conservazione del materiale proveniente dai social media non è questione da poco.
L’ambiente dei social media è dinamico e soggetto a continui mutamenti. Inoltre, può risultare complesso: un singolo post può incorporare più piattaforme diverse, ad esempio un post di Facebook che viene contemporaneamente inviato tramite Twitter e collegato a un video di YouTube.
A differenza dei sistemi e-mail e di documenti interni, i siti di social media, sono ospitati nel cloud.
Per giunta, i dipendenti possono utilizzare dispositivi o profili personali per effettuare attività correlate al loro lavoro. Ad esempio, un addetto alle risorse umane può collegarsi con i candidati tramite il proprio account LinkedIn.

Per prepararsi a queste sfide, le organizzazioni dovrebbero seguire una serie di best practice (è un inglesismo difficilmente traducibile che potrebbe significare Continua »

Usare la virgola può salvare la vita

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leopardiLeopardi scriveva: “Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l’avarizia de’ segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutto il periodo

Il futurista Filippo Tommaso Marinetti invece vagheggiava dicendo: “un mondo senza vittoria di Samotracia, senza chiaro di luna veneziano, e senza punteggiatura“.

Tra i due è certamente meglio attenersi al Leopardi, cosa che invece non fece quel negoziante che espose il seguente cartello: “Qui si vendono impermeabili per bambini di gomma”  bastava chiaramente usare una virgola per escludere che fossero i bambini ad essere gommosi invertendo totalmente il significato della frase: “Qui si vendono impermeabili per bambini, di gomma”.

Similmente bastava una virgola per non mangiare la nonna di Attilio quando scriveva la frase “Vado a mangiare nonna”  ben diverso da “Vado a mangiare, nonna

Vi sono anche cartelli demenzialmente simili, e frequentemente riportati sulle nostre pagine, di cui uno famoso era “Facciamo guanti con la pelle dei clienti” (in realtà non dice dove fosse la camera per la scuoiatura) come anche “Qui letti per sposi in ottone” dove una virgola prima di Continua »

Gli strumenti emotivi del trading on line

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optionwebGià da tempo abbiamo trattato l’argomento del trading on line su un vecchio articolo e molti hanno lamentata la difficoltà di non riuscire a tenere un sano controllo emotivo durante le operazioni di trading.

Vogliamo soffermarci allora su questo argomento che riveste un’importanza sempre più  rilevante nel fare una fruttuosa attività di trading on line con opzioni binarie.

Per strumenti emotivi intendiamo tutti quegli strumenti che non appartengono all’analisi tecnica vera e propria ma che si riferiscono alle caratteristiche emotive proprie necessarie per poter effettuare con razionalità e sicurezza un trading on line.

Da studi effettuati da tempo è risultato che il trading online è costituito dal 20% di tecnica e dall’80% di emotività.
Questo non significa che per fare del trading sia necessaria solo fortuna, ma che per riuscire a padroneggiare le tecniche ed evitare le perdite è necessario essere freddi e molto sicuri di sé.

Bisogna saper superare con leggerezza le difficoltà e la demotivazione che Continua »

La difficile storia dell’Alfa Romeo

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AlfaRomeo_LogoLa storia di questo marchio di fatto nasce con la Società Italiana Automobili Darracq che fu fondata a Roma nel 1906 per la produzione di auto economiche. In questo periodo storico fatto di fasi alterne di forte crescita e periodi di assestamento, la nuova azienda, si trovò subito in gravi di difficoltà.
Gli stabilimenti del Portello, già eretti a Milano, passarono dapprima in mano ad un gruppo di industriali (perlopiù appassionati automobilisti) col nome Alfa Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, per passare poi nel 1915 dopo la messa in liquidazione, in mano all’Ing. Nicola Romeo e di conseguenza alla sua azienda
“Ing. Nicola Romeo e Co.” che fabbricava macchinari e materiali per l’industria mineraria.

In pieno periodo di guerra, l’intera industria si dedicò alla produzione bellica e soprattutto ad autocarri e motori su espressa richiesta dello Stato.

Finita la guerra nel 1918 il nome della società fu cambiato in “Società Anonima Ing. Nicola Romeo e Co.” inglobando altre aziende in forte crisi. Vennero così assorbite le Officine Meccaniche di Saronno, le Officine Meccaniche Tabanelli di Roma e le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli.
La nuova società aveva per oggetto “l‘impianto e l’esercizio di industrie meccaniche, siderurgiche, agricole, minerarie, chimiche ed estrattive in genere, più specialmente… per l’esercito, l’aviazione, la marina e l’agricoltura… motori a scoppio per qualsiasi applicazione; aerei, automobili, locomotive e altri rotabili in genere“.

Come già espresso nell’Atto Costitutivo, la produzione dell’azienda non era limitata alle sole automobili, ma copriva una Continua »

I materiali a memoria di forma

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ViagraSono materiali, metallici o non metallici che vantano caratteristiche meccaniche molto particolari.

Normalmente, quando un metallo viene deformato, sia che si tratti della portiera di un’auto o del foglio di alluminio per alimenti, il suo cambiamento di forma diviene permanente e per farlo tornare alla forma originaria è necessario rilavorarlo a caldo o con ripressatura.

Una lega a memoria di forma (LMF) in inglese Shape Memory Alloys (SMA), è invece una lega metallica speciale che tiene memoria della sua forma originale e, anche se viene deformata, ritorna nuovamente alla sua forma programmata, quando viene successivamente riscaldata.

Questa caratteristica particolare ha portato l’industria ad interessarsi molto proficuamente a questi materiali.

I primi ricercatori ad accorgersi del fenomeno furono Chang e Read quando nel 1932, analizzando una lega di oro e cadmio, notarono che il materiale era facilmente deformabile fino a una certa temperatura, superata questa, subiva una modifica della struttura cristallina e la conseguente riacquisizione della forma originaria.
Nel 1963 anche William Buehler osservò una caratteristica simile in una lega nichel-titanio (poi ribattezzata Nitinol).
Successivamente, la ricerca scientifica sulle LMF fu ampliata, estendola anche ad altre leghe del rame, del ferro e dell’alluminio.

Anche Taher A. Saif, Jagannathan Rajagopalan e Jong H. Han dell’Università dell’Illinois, studiando questo fenomeno, scoprirono che, conferendo al metallo una particolare microstruttura, questo si trasformava in un Continua »

Gli imbrogli dell’economia

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goldcontinua dal post precedente

Abbiamo detto che nelle economie antiche l’oro, i preziosi ed altri beni considerati rari (o particolarmente belli) assunsero la funzione di moneta.
Un minimo volume facilmente trasportabile come un piccolo pezzo d’oro bastava per pagare una mandria di bestiame, un raccolto di grano o un intero rotolo di seta.
Un sistema di pagamento ideale perchè era maneggevole e duraturo e non degradabile come le precedenti merci di baratto.

Per evitare di dover pesare ogni volta i pezzi di metallo che venivano scambiati con le merci, venne inventato il conio dei metalli che era una garanzia data da un’ente credibile (o dallo Stato). Si creava così una moneta di una determinata forma, materiale e peso che garantiva che quel pezzo fosse esattamente del valore indicato nella punzonatura.
Lo Stato, quale massimo garante dell’economia di quel territorio, diventò subito (e per legge) l’unico ente autorizzato a battere moneta tramite le proprie zecche.  Quale unico autorizzato, iniziò ben presto a barare sul peso delle proprie monete (soprattutto quando aveva bisogno di denaro per coprire le proprie immense spese),  le monete cominciarono a perder peso e contenere una quantità di oro (o di altro metallo) diversa da quella dichiata sulla facciata o ad essere forgiate da una lega di più metalli più economici (per giustificare l’inghippo dicevano che l’oro e l’argento erano troppo teneri e da soli tendevano a consumarsi e rovinarsi facilmente).

Di conseguenza a questo fatto, i commercianti, accorgendosi del trucco attuato dallo Stato, controllavano il peso del metallo contenuto nella moneta, ne valutavano il vero valore ed aumentavano Continua »

La nascita della moneta

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monetaG1Pensare ad una società umana in cui non esiste la moneta oggi è ormai inconcepibile.  E’ normale, per noi, pagare un bene o stimarne il valore in valuta corrente ed ormai è così ovunque nel mondo.

Conosciamo dalla storia che la moneta esiste fin dai tempi degli antichi Greci e quindi la vediamo come presente da sempre nella storia dell’uomo e, comunque, ci appare come una costante di ogni civiltà evoluta.

Tralasciando i dettagli possiamo dire che la moneta non fu inventata, ma fu il punto di arrivo di una complessa evoluzione dei mezzi di scambio durata millenni.

Da quello che risulta dalle fonti, sembra che nessun popolo antico, abbia saputo inizialmente sottrarsi alla legge naturale del baratto. Sappiamo che popoli, anche antichissimi, riuscirono ad instaurare legami economici, a volte molto complessi, pur non conoscendo l’uso della moneta, ma basando le transazioni sullo scambio delle merci.

Ma questa forma di commercio presentava enormi inconvenienti a partire dal fatto che era sempre necessario avere con sé gli oggetti o le merci da scambiare ma le merci si potevano deteriorare ed erano ingombranti da portare in viaggi commerciali.

Si decise allora di scegliere una merce che potesse svolgere le funzioni proprie della moneta, serviva una moneta naturale variabile secondo i tempi ed i luoghi però sempre orientata verso un Continua »

I ritmi circadiani

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metronomoSecondo la biofisica l’uomo non è soltanto un composto chimico regolato da reazioni chimiche, ma, come ogni altro organismo vivente, emette e riceve radiazioni.

L’ing. Georges Lakhovsky (1870 – 1942) riteneva (probabilmente a ragione) che quello che noi attribuiamo all’istinto animale, come il senso d’orientamento degli uccelli e dei pesci, sia il risultato dell’emissione e della ricezione di onde elettromagnetiche e in modo particolare delle radiazioni cosmiche.

Una cellula è schematicamente costituita da un protoplasma cellulare circondato da una membrana cellulare. Nel protoplasma è immerso il nucleo costituito da un filamento tubolare contenente liquido conduttore avvolto in sostanza cromatica isolante.

Essa può essere considerata un circuito oscillante microscopico avente una determinata lunghezza d’onda assai corta. Il nucleo ricorda da vicino il circuito oscillante di Hertz poiché è un vero circuito elettrico dotato di auto induzione e capacità quindi suscettibile a oscillare e di risuonare con altissima frequenza. La bobina di induzione è rappresentata dalla spira continua di filamento nucleare, il condensatore è dato dalla capacità tra i due estremi del filamento stesso.

Tutti gli esseri viventi, in quanto costituiti da quegli oscillatori elementari che sono le cellule, sono assimilabili a circuiti oscillanti ad altissima frequenza in grado di emettere e ricevere radiazioni elettromagnetiche.
In questa particolare ottica energetica sosteneva che le malattie siano causate Continua »

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