Conosci il valore delle emissioni del tuo smartphone?

Se siete sensibili alla vostra salute e al livello di radiazioni elettromagnetiche emesse dai vostri telefonini, iniziate a prendere coscienza che non tutti i dispositivi si assomigliano, anzi a volte, i più quotati commercialmente risultano anche i più pericolosi…

Ora benché tutti rientrano dentro i termini di legge (in verità molto ampi) in fatto di massime emissioni, mi sembra corretto che questi dati vengano pubblicati e possano essere analizzati da ogni utente per valutarli a seconda dei propri standard di pericolosità percepita.

Il parametro che deve essere tenuto in considerazione è il SAR ovvero il Tasso di Assorbimento Specifico (acronimo di Specific Absorption Rate).
Esso esprime la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano quando questo viene esposto all’azione di un campo elettromagnetico a radiofrequenza (RF).

Più precisamente, il SAR è definito come la quantità di energia elettromagnetica che viene assorbita nell’unità di tempo da un elemento di massa unitaria di un sistema biologico, sicché la sua unità di misura è J/s*Kg=W/kg (cioé Watt su chilogrammo).

Il SAR è un parametro che viene usato per misurare l’esposizione ai campi elettromagnetici con frequenza portante compresa tra i 100 kHz e i 10 GHz.

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Il recupero delle batterie al litio

Esempio di pacco Li-Po

Solitamente non mi presto a dar consigli su come recuperare attrezzature e strumenti in stato di obsolescenza o fin troppo degradati dal tempo, più per l’inutilità di un lavoro che durerebbe troppo poco e perché, spesso, “il costo della ricetta non varrebbe il prezzo della medicina“.

Tuttavia è da un po’ di tempo che mi imbatto in casi in cui si intravede un vantaggio economico interessante, in casi in cui, con un minimo di lavoro, si potrebbe ottenere un recupero quasi totale del dispositivo da riparare.

Sto parlando dei pacchi batterie al litio applicati su utensili da lavoro (trapani, avvitatori, smerigliatrici, ecc.), overboard, biciclette o mezzi elettrici di locomozione.

Esempio di BMS per LiPo a 4 elementi

In questi casi ho scoperto pacchi inservibili o diventati inutilizzabili non tanto per eccesso di usura delle batterie o per difetti, ma per uno stato irregolare di bilanciamento di carica tra le celle che impone al circuito di protezione della batteria (BMS) di interrompere la funzionalità e bloccarne l’uso (preciso che non si sta parlando di batterie a singoli elementi per smartphone né di accumulatori per laptop dove i problemi sono ben più variegati e diversi).

Ora, tenendo ben in mente il costo di tali batterie, chiunque si sarà fatto questa domanda:
ma è possibile che non vi sia un rimedio per poter recuperare il dispositivo per tirare avanti ancora qualche mese?

La risposta quasi sempre è affermativa, in verità quai sempre QUESTI PACCHI DI BATTERIE AL LITIO SI POSSONO RECUPERARE E RIPORTARE QUASI AL MASSIMO DELLA LORO EFFICIENZA CON POCA SPESA.

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Ripristinare in pochi minuti un sito violato

Oggi, giorno nefasto per i miei siti, ho ricevuto ben due attacchi a due domini che gestisco da anni.

Mi sono sempre trovato benissimo col mio provider 1&1 ma evidentemente questa volta l’attacco era veramente serio e aggressivo e il provider non ha potuto fare altro che notificarmi di aver rilevato delle violazioni a due domini che mi riguardano.

Entrambi i domini in questione sono gestiti con l’ottimo CMS WordPress, erano regolarmente aggiornati e perfettamente mantenuti, ma non c’è stato nulla da fare: gli attacchi sono andati a buon fine e stamane ho ricevuto dal provider questo messaggio via email:

Attacco al Suo contratto 1&1: informazioni importanti [Ticket XXXXXXXXXXXXX]

Vado subito a vedere lo stato dei siti in questione ed erano entrambi fuori uso da un paio di ore.

I vandali hanno violato l’accesso, hanno inseriti dei file php che hanno totalmente stravolto e bloccato la funzionalità dei siti mostrando, agli utenti, una notifica del tipo accesso negato.

Tra l’altro su uno dei due domini mi accorgo di una improbabile registrazione di nuovo utente attivato come amministratore.
Dapprima provo a cancellarlo poi tento di rimuovere i file .php che sono stati inseriti fraudolentemente, ma niente: il sito non si riattiva e temo di non poter far nulla se non ripristinare una copia di backup.

Successivamente provo a recuperare il backup settimanale e contattare l’ottimo servizio telefonico Continua »

Le batterie al Litio fra miti e leggende

Torniamo sul tema accumulatori soffermandoci questa volta sulla tecnologia litio o litio polimeri.
Sul web si trovano consigli di ogni tipo su come conservarli e su come farli durare di più; consigli, per la maggior parte, sparati a caso e senza alcun fondamento tecnico scientifico.
Proviamo quindi a fare chiarezza su un componente che ormai è onnipresente su ogni dispositivo moderno.

Di accumulatori al litio ne troviamo dentro molti dispositivi, dai computer portatili, agli smartphone, ai tablet, ai navigatori satellitari, ai lettori MP3, ai cordless, alle auto; quasi ogni tipo di dispositivo elettronico portatile oggi è alimentato con elementi ricaricabili al litio.

Un accumulatore capiente e affidabile è oggi talmente fondamentale che gran parte degli sforzi economici industriali è legata proprio al loro sviluppo, all’utilizzo e al prolungamento della vita di questo componente. Continua »

Un Wi-Fi da record

È italiano il record per il collegamento più lungo per una connessione internet Wi-Fi.

Ermanno Pietrosemoli e Marco Zennaro, due ricercatori toscani dell’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste, hanno utilizzato tecnologie piuttosto comuni e una banda libera sui 5 Ghz per collegare la Toscana (Monte Amiata) e la Sardegna (Monte Limbara).
Si è trattato di un collegamento senza fili lungo oltre 300 km che ha battuto ogni record in fatto di connessione internet Wi-Fi.

Sono riusciti a far collegare due utenze tra Toscana e Sardegna alla velocità di ben 354 megabit al second (176 Mbps in una direzione e 179 Mbps nell’altra direzione) utilizzando soltanto 5 GHz di spettro.
Un aiuto importante all’esperimento è stato fornito da:
CISAR (Centro Italiano Sperimentazione e Attività Radiantistiche) che, in soli 3 giorni, ha messo a disposizione dei due ricercatori le torri per installare le varie attrezzature
Ubiquiti Networks che ha fornito la strumentazione necessaria di trasmissione/ricezione e monitoraggio.

E’ un significativo record per l’Italia che supera notevolmente quello Continua »

Il segnale orario RAI passerà alla storia

Quei bip ci hanno accompagnato da tempo immemorabile, dal 52 esimo secondo: una stringa di dati, poi bip, bip, bip, bip, bip, un secondo di sospensione poi il bip del sessantesimo.

Però, dal 31 dicembre non ci sarà più.

Il Segnale orario Rai Codificato (SRC) sarà trasmesso per l’ultima volta il 31 dicembre del 2016, sempre dalla sede Rai di Torino.
Finirà un pezzo di storia, non sentiremo più il caratteristico trillo poi i soliti sei bip che precedevano l’annuncio dell’ora esatta.

Praticamente in tutta la vita della RAI, c’è sempre stato, ogni giorno, almeno un momento in cui veniva distribuito il segnale orario di riferimento e di sincronizzazione.

La RAI ha infatti scelto di sospendere la ricezione del segnale da parte dell’INRIM, a decorrere dal 1o gennaio 2017, in quanto le trasmissioni digitali non sono in grado di garantire l’accuratezza dell’informazione di tempo entro il secondo, quindi non possono più essere considerate idonee a tale scopo.

Con l’avvento delle trasmissioni digitali e i processi di copressione e decompressione del segnale audio video, si possono avere infatti ritardi anche superiori al secondo, sui tempi di distribuzione del segnale e sulla relativa decodifica.
Tali tempi sono infatti variabili sia sull’intera Continua »

La propulsione elettrica del futuro

autoelettrLa propulsione elettrica

E’ da più di un secolo, che si propongono alternative elettriche più o meno vantaggiose ai tradizionali motori a combustione interna per la mobilità civile, pubblica ed industriale.

Purtroppo però…
– nonostante gli evidenti ed innegabili vantaggi di efficienza, semplificazione meccanica e affidabilità funzionale dei veicoli integralmente elettrici
– nonostante l’interesse degli Stati verso nuovi sistemi di mobilità
– nonostante la tecnologia abbia proposto infinite soluzioni
– nonostante i sistemi di accumulo (batterie) si siano molto evoluti ed alleggeriti
– nonostante siano migliorate le autonomie chilometriche e le potenze sviluppate

… non si sono mai raggiunti dei risultati ambìti dall’utenza consumer, che è solitamente poco disposta ad accettare compromessi e limiti imposti dai sistemi di accumulo esistenti fino ad ora (scarsa autonomia chilometrica, costi più elevati di acquisto, difficoltà nei rifornimenti).

Il vero problema che ha frenato la diffusione dei mezzi elettrici dedicati al trasporto civile è principalmente il grande limite sul rifornimento; una ricarica è sempre stata troppo complicata e troppo lenta (anche pericolosa se si cerca di velocizzarla).
– Non è possibile aspettarsi che un cittadino possa disporre di un garage o di un posto auto riservato con presa elettrica per la ricarica del proprio mezzo.
– Non è neanche possibile aspettarsi che un Continua »

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