Mi sento fuori dal coro

Oggi molti blogger scioperano per il DDL Alfano che impone l’obbligo di rettifica

E’ già da tempo che vari governi tentano di disciplinare il mondo di interner ed in particolare quello dei blog. La libera informazione, in effetti, può dar fastidio a molti ed è quasi sempre poco gradita da chi vorrebbe controllarla.

Semplificando di molto, posso ricordare che ci sono già stati molti altri tentativi di mettere le mani su internet e sono stati anche molto più pesanti: imbavagliare l’intera blogsfera italiana con l’obbligo di registrazione della testata del blog in tribunale o la firma di un giornalista responsabile non sono forse provvedimenti di controllo? Su questo è giusto opporsi e lottare.

Ma qui si parla di equiparare i diritti di chi scrive (che ha molta più influenza) rispetto a chi viene citato che non può farsi sentire e non può controbattere, questo mi sembra sacrosanto!

Ho letto questa frase da un collega che sciopera, ve la riporto:
“La vera informazione in uno Stato democratico è quella senza bavagli che esprime il buon senso, che non discrimina, che non offende arbitrariamente, che non contiene istigazioni alla violenza e al razzismo, ma che parla della verità, non delle solite tematiche che hanno lo scopo di nascondere i veri problemi ai cittadini italiani e al mondo intero. Spero che questo sciopero avrà i risultati previsti, altrimenti si finirà che parlare di un semplice argomento sulla rete diventi un vero e proprio reato che non ha nessun fondamento a mio avviso, perché libertà di espressione è un diritto di rango costituzionale….”

Ecco… io non ci vedo nulla di male sull’obbligo di rettifica di un testo lesivo. E’ una prassi consolidata ormai da secoli: in caso di calunnia provata o di altri reati connessi alla stampa, si ricorre dal giudice e nel caso vi fosse reato riconosciuto, di conseguenza viene imposta la rettifica all’articolo o al testo pubblicato.
Ora, se ho ben capito, la critica alla legge Alfano sarebbe solamente per i tempi molto ristretti di reazione (massimo 48 ore), ma va anche detto che probabilmente per l’esecuzione della rettifica vi dovrà essere un provvedimento disciplinare obbligato da parte di qualcuno (tipo un Giudice di Pace un Garante o simili) e qui i tempi si allungherebbero, parleremo sicuramente di settimane.

Concludendo, io sono d’accordo sulla protesta quando vengono tolte delle libertà sacre della democrazia, ma va anche riconosciuto che molti blogger (sapendo di essere immuni da tutto) ci danno giù molto pesanti, e si permettono di dire ciò che vogliono calpesatando anche i diritti degli altri (soprattutto di quelli che non la pensano allo stesso modo), questo va condannato. Saluti






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