Le case di paglia








Le balle di paglia sono un materiale molto economico, altamente isolante – sia dai rumori sia dal freddo e dal caldo – resistente alle vibrazioni sismiche, ecocompatibile e “traspirante”, in quanto non intrappola l’umidità dentro l’edificio, distribuendola uniformemente nell’ambiente. Inoltre se il progetto è eseguito bene non serve manodopera particolarmente specializzata per realizzarlo. In Gran Bretagna esiste un’associazione che si occupa di case di paglia di cui è membra Barbara Jones, che ha scritto un libro (tradotto in italiano) che si intitola Costruire con le Balle di Paglia. In Italia esiste la bella esperienza dell’Azienda agricola La Boa a Belfiore di Pramaggiore, in provincia di Venezia, con l’edificio principale costruito proprio in base ai dettami del libro scritto dalla Jones. Stefano Soldati, titolare dell’azienda agricola La Boa, quando ha affrontato la ristrutturazione della sua casa a due piani a Pramaggiore di Portogruaro si è fatto due conti. Prima era costruita in laterizio di pessima qualità, e la vecchia casa soffriva di notevoli problemi di umidità e le fondazioni erano continuamente esposte al rischio di inondazioni, data la vicinanza di un canale che tracima ogni anno. Secondo l’architetto incaricato alla progettazione, una ristrutturazione era praticamente impossibile: più economico e più sicuro demolire tutto e ricostruire su nuove fondazioni. Perché la paglia è stato a quel punto che Stefano ha pensato alle case in balle di paglia costruite da Barbara Jones, architetta britannica conosciuta tempo addietro durante un workshop. Stefano, da permacultore accorto, ha cercato di valutare vantaggi e svantaggi dell’uso della paglia per la sua casa. Stefano si è consultato col suo architetto, che ha subito valutato i possibili svantaggi della paglia. Il rischio di incendi, il primo che viene in mente, è assolutamente pari (se non minore, in certi casi) a quello di qualsiasi altro materiale, per via dell’intonaco e dell’estremo grado di compressione della paglia, che riducono l’ossigeno libero necessario per la combustione. Anche la resistenza statica è assolutamente sufficiente, presentando, tra l’altro, il vantaggio di una maggiore elasticità rispetto ad altri materiali come il cemento, i mattoni o la pietra, risultando quindi meno pericolosa in caso di terremoti o cedimenti del terreno. La paglia sembra però un materiale facilmente degradabile: quanto durerà una casa costruita in paglia?







Nessuno lo sa con esattezza, ma sicuramente può durare almeno un secolo, in quanto esistono case in paglia costruite da più di cento anni che godono di ottima salute, e che probabilmente continueranno ad esistere per molti anni ancora. Una pressa di paglia, infatti, non è altro che fibra compressa, che assume quindi le stesse caratteristiche del legno. L’importante è osservare bene, in fase di progettazione e di costruzione, alcuni accorgimenti fondamentali volti soprattutto ad evitare i ristagni di umidità tra la paglia e gli altri materiali impiegati. Ciò che più sorprende di una casa in paglia è che l’aspetto finale può essere assolutamente indistinguibile da una normale casa in muratura. Nessuna preoccupazione, quindi, dal punto di vista estetico. Ottenere i permessi Come ottenere il permesso a costruire? In realtà la normativa italiana non impone l’uso di questo o quel materiale, ma stabilisce che le caratteristiche della costruzione rispondano ad alcuni requisiti prestazionali di staticità, resistenza al fuoco ed agli agenti atmosferici, nonché di salubrità. Si tratta, dunque, di compilare le relative schede con le caratteristiche del materiale che s’intende usare a firma di un tecnico abilitato, il quale stilerà anche l’apposita dichiarazione di conformità del progetto. Superate le prime perplessità, l’architetto propose una struttura portante in legno, non strettamente necessaria dal punto di vista strutturale, ma probabilmente indispensabile per poter ottenere i relativi permessi. In questo modo la costruzione non differisce molto da una normale casa con struttura portante in legno, in cui si è scelta la paglia come materiale di tamponatura… Se siete interessati eccovi alcune fonti e dimostrazioni in Italia qui e qui. Un saluto




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