L'autarchia di Facebook un perfetto sistema di controllo globale

Parte prima

Ormai da anni, per pura curiosità, sto seguendo e partecipo a vari social network con particolare attenzione verso quelli più in voga. Un po’ per approfondimento un po’ per curiosità, mi inscrivo e ci dedico un po’ di tempo (in verità senza troppa passione) a volte partecipo anche ad alcune delle miriadi di boiate che vi girano.

Lo scopo è di capire cosa accade intorno a noi, quali sono i meccanismi che portano al successo un portale e perché poi, di colpo, tutto sprofonda nel nulla; capire quali siano i meccanismi psicologici che fanno sì che migliaia di persone vanno (come pecore) tutte verso una medesima direzione senza porsi alcun problema né farsi domande; poi, con la stessa velocità, si diradano e si disperdono senza direzione definita per il web alla ricerca di altri punti di accentramento.
Ho sempre pensato che, come per le dinamiche di un locale alla moda, un social network segua simili regole o tendenze, ma non ne sono ancora certo, qui si parla di spostamenti sociali ben più macroscopici che vengono indotti da qualche ragione a noi occulta, ma di sicuro ben controllata.

Chi non ricorda Second Life? Per anni ha spopolato per il web, per anni la gente ci ha perso migliaia di ore a giocarci su, a costruirsi una identità virtuale e poi, di colpo, più nulla, qualcuno nemmeno se ne ricorderà più, eppure il momento di massimo picco di interesse risale a meno di 5 anni fa!
Ora è la volta di Facebook, la moda del momento, sembra che non si riesca più a farne a meno, c’è chi vi appone centinaia di foto, chi ci inserisce le sue idee e tutti i suoi scazzi, chi ci colleziona amicizie e chi lo usa per rimorchiare.

Di fatto rappresenta l’ultima generazione di strumenti capaci di produrre un enorme movimento di interessi dal nulla…
Con il semplice pretesto di favorire la socializzazione ed il consolidamento di amicizie esistenti, ci si registra, si forniscono notizie personali e, in un attimo, abbiamo la nostra scheda, il nostro account e la nostra identità.

Badate che da qui inizia l’inganno, da questo momento l’utente incauto inizia, giorno dopo giorno, a costruire un proprio profilo sempre più dettagliato. Partecipa ai gruppi di interesse, alle pagine fan per una cantante o per un prodotto, alle campagne contro la caccia o a favore della sedia elettrica, inserisce le proprie idee e convinzioni.
In pratica ognuno di noi crea una schedatura automatica del tutto veritiera e gratuita per qualcuno che saprà ben sfruttarla e che più tardi citerò.

Come un sistema multilevel (o catena di sant’Antonio) ogni utente ne attira altri e poi altri ancora, il sistema si espande esponenzialmente ed ognuno mette dentro la propria schedatura, tutte le informazioni senza nemmeno preoccuparsene…
Al momento milioni e milioni di individui hanno dichiarato la loro preferenza musicale, la loro preferenza per i cibi, il loro indirizzo, la religione e l’orientamento politico…

Cominciate a capire?

Ogni nuova applicazione che viene accettata, presuppone di acconsentire all’accesso ed al trattamento dei propri dati personali ed è sconcertante la naturalezza con la quale il sistema ti porta a farti accettare questa truffa.
Ogni utente si sente tranquillamente a casa perché chatta o comunica con gli amici che conosce senza pensare che dietro c’è qualcuno che tira i fili a tutte queste marionette e fa razzia di dati sensibili, di notizie, di informazioni delicate e riservate…

Vi cominciate a preoccupare?

Non è finita qui. Oltre al regime oligarchico di Facebook (e spiegherò poi il perché) che controlla, a succhiare informazioni sensibili contribuiscono anche le innumerevoli applicazioni fatte ad hoc che girano tra gli utenti, a partire dalle varie fattorie, ai giochini, i baci virtuali, i test, le dediche e varie altre infinite minchiate. Di fatto chiunque, un po’ smaliziato, può sviluppare una applicazione originale e contribuire a prelevare dati sensibili dalla massa.
Ora qualcuno dirà: a me cosa importa se un “grande fratello” conosce le mie foto, i miei gusti alimentari o il mio orientamento politico, io sono limpido e trasparente e non ho nulla da nascondere. Questo può esser vero solo in parte, perché chi possiede i dati, conosce anche il vostro nome, la via, il telefono, la città… conosce la vostra faccia e quella dei vostri amici, ora non so se vi sembra poco?
Vorrei vedere se siete disposti a fornire altrettanti e dettagliati dati anche all’incaricato che passerà a casa vostra (tra poco) per l’imminente Censimento dello Stato 2011 che sarà effettuato dall’ISTAT!

Milioni di utenti rincoglioniti rispondono comunque ai test, scrivono sulle bacheche altrui, scrivono cosa fanno e cosa pensano in questo momento, riportano per filo e per segno la serata appena trascorsa, il locale frequentato e le voglie della propria compagna, sprecano tempo a casa o al lavoro in giochi dementi e cretini per rifornire i furbi che si rivendono poi queste succulente informazioni (recapitare in automatico già belle aggregate per fascia di età, professione, titolo di studio, preferenza politica, ecc.) alle multinazionali le qualii affinano le strategie di mercato sempre più agguerrite e si arricchiscono alle nostre spalle…

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