La storia del sapone








Probabilmente ormai non ce ne accorgiamo, ma pochi sono, al mondo, i prodotti diffusi, utili ed importanti come il sapone.
Il sapone è parte integrante della nostra vita ogni giorno, dall’infanzia fino alla vecchiaia.

Ai primordi il sapone era considerato un genere di lusso, ma via via che si è diffuso, è diventato una necessità oltre che una esigenza quotidiana.

Un chimico del XIX secolo affermò che la quantità di sapone consumata da una nazione indica il suo grado di prosperità e di civiltà.
Oggi che ormai il sapone è considerato essenziale per l’igiene e la salute comune, vale la pena di citarne la sua particolare storia.

Anche se le prime testimonianze dell’utilizzo del sapone sembra risalgano dalla civilità babilonese, per tutta l’antichità precristiana si hanno pochissimi riscontri oggettivi che dimostrano il suo uso a scopi igienici e personali.
Eppure contenitori di terracotta, risalenti al 2800 a.C., che contenevano residui di sostanze simili al sapone sono stati ritrovati in Mesopotamia. Ad ulteriore conferma, è stata anche rinvenuta una tavoletta, risalente al 2200 a.C., incisa con caratteri cuneiformi, che descriveva il metodo per la preparazione del sapone utilizzando acqua, sostanze alcaline e olio di cassia.

Il papiro di Ebers (dal nome del suo acquirente europeo), datato intorno alla XVIII dinastia (siamo circa nel 1550 a.C.), contiene informazioni sugli usi igienici degli antichi egizi e dichiara che si lavassero con un prodotto ricavato dalla combinazione chimica di oli animali e vegetali con sali alcalini (prodotto molto simile al sapone). Altri papiri dell’antico egitto citano anche sostanze saponose utilizzate per la preparazione e la filatura della lana.

I greci e i romani usavano in genere oli profumati e degli speciali raschietti per la pulizia del corpo. Forse appresero anche l’arte di fare il sapone dai celti, ma non sembra che la utilizzassero.

Tuttavia, il sapone era già noto (latino sapo) e lo stesso Plinio il vecchio, nella sua historia naturalis cita il procedimento mediante il quale dalla cenere e dai grassi si potessero ottenere dei detergenti usati per la pulizia dei capelli. Plinio però disapprova fortemente l’uso del sapone e ne stigmatizza l’abbondante uso che addirittura ne facevano gli uomini galli e germani.

Gli arabi invece producevano regolarmente sapone partendo dall’olio d’oliva o di timo e furono anche i primi ad utilizzare la soda caustica; quindi, in pratica, furono gli inventori del nostro moderno sapone.

I riferimenti all’uso del sapone nei secoli successivi sono ancora rari. Nel medioevo, Italia, Spagna e Francia si affermarono come rinomati centri europei di fabbricazione del sapone ma, nonostante si cercasse di promuoverne la produzione e la diffusione su vasta scala del prodotto, pare che in Europa l’uso del sapone fosse totalmente sconosciuto alle masse.
Si ha notizia che ancora nel 1672, un signore tedesco mandò in dono ad una nobildonna, sua amica, una confezione di sapone italiano, del quale pensò bene di includere una dettagliata spiegazione su come usare quel prodotto misterioso e sconosciuto.

Seguirono ricerche per rendere il prodotto più economico e quindi più diffusamente utilizzabile; nel 1789 Nicolas Leblanc (1742-1803) scoprì come ottenere dal sale comune della soda di buona qualità (componente fondamentale per produrre sapone) e da quel momento fu disponibile a basso prezzo ed in grande quantità.
Il procedimento Leblanc rimarrà in uso fino al 1870, quando verrà soppiantato dal metodo solvay adottato ancora oggi. Nel 1823 il  chimico francese Michel Eugene Chevreul pubblica “Recherches chimiques sur les corps gras d’origine animale” che era un saggio riguardante la reazione della saponificazione. Tutto questo consentì finalmente la produzione del sapone in grosse quantità ed a costi ridotti e l’igiene personale venne resa finalmente accessibile a tutti gli strati della popolazione.
Già dalla metà del 1800 l’usanza del bagno periodico in casa diventerà di uso comune anche per i ceti medio-bassi.

Saponi sintetici

Dall’inizio del 1900 per la penuria di oli e grassi (animali e vegetali) durante le due guerre mondiali, due chimici tedeschi (Hermann Geissler ed Hermann Bauer), inventarono il Persil nome proveniente dai suoi principali componenti: perborato e silicati. Era un sapone in polvere che fu commercializzato dalla società tedesca Henkel. Per gli stessi motivi volti a  cercare alternative ai grassi naturali nel 1946, negli Stati Uniti, apparve il primo detergente sintetico per bucato.

Saponi ed agricoltura

Sempre all’inizio del 1900 gli agricoltori a seguito della crescente domanda di derrate agricole, iniziarono a proteggere le proprie colture con il sapone molle (un prodotto saponoso).
Esso era un preparato (completamente innocuo per l’uomo e per gli animali domestici) che migliorava la produzione rinforzando le difese naturali delle piante contro gli insetti. Il suo utilizzo in fase preventiva eliminava il rischio di possibili uova presenti sulla pianta e veniva impiegato con successo in frutticoltura, orticoltura e piante varie.

Purtroppo anche qui, nel 1947, negli Stati Uniti fu registrato il primo pesticida di sintesi prodotto per uso agricolo (notevolmente più inquinante e tossico). Essendo molto più reattivo del sapone molle quest’ultimo fu ben presto accantonato da molti agricoltori per ottenere maggiore produzione. Gli unici che continuarono con i sistemi tradizionali furono le moderne aziende agricole e biodinamiche.

Fu quindi a partire da quegli anni, dovuto all’esagerata produzione di detergenti sintetici e pesticidi, che si arrivò alla eutrofizzazione e all’inquinamento globale delle acque del nostro pianeta (ndr).

Produzione industriale

Ad oggi esistono ottimi saponi industriali (da non confondere con quelli sintetici) che, sebbene prodotti con metodi seriali, non si discostano di molto dai saponi che si possono produrre in casa.

Per la maggioranza delle saponette così non è per questi svantaggi:

– Nella maggioranza dei saponi, la glicerina (parte pregiatissima di un sapone) viene rimossa per essere riutilizzata come sottoprodotto. Questo fa sì che i saponi industriali secchino maggiormente la pelle (perché la glicerina idrata naturalmente la pelle).
– Alcuni saponi antibatterici (pubblicizzati come tali) uccidono anche i batteri che vivono simbioticamente sulla nostra cute e sono utili alla pelle per preservarne la salute. Pensate che contengono Triclosano un componente che, se esposto alla luce solare, si decompone addirittura in diossina.
– Molti detergenti contengono additivi come il Sodium Laureth Sulfate (SLS) che sono tensioattivi, cioè sostanze necessarie per diminuire la tensione superficiale e quindi l’adesione delle particelle di sporco e di grasso, permettendone la rimozione più facile con l’acqua. Ora l’SLS è assodato essere un irritante per la pelle ed è un additivo ampiamente utilizzato anche in shampoo, schiume da bagno, dentifrici etc.

Produzione domestica

Forse non tutti sanno che il sapone che usiamo tutti i giorni, potrebbe essere prodotto con facilità e senza difficoltà, con semplicissimi metodi (e molta soddisfazione) direttamente a casa nostra. I componenti richiesti sono pochi, semplici e diffusissimi e le procedure più facili che cucinare un piatto di pasta.

Ma prima… alcune precisazioni

La pubblicità ci ha ormai convinti che il sapone ideale per la pelle debba avere un pH pari a 5,5 (ma questa è una affermazione ampiamente errata).

Il pH rappresenta una scala di misura dell’acidità di una soluzione acquosa, grossomodo varia da 0 (soluzione molto acida) a 14 (soluzione molto basica), in questa scala l’acqua distillata ha un pH di 7 (neutro). Nel caso del sapone, che normalmente è un solido, la misura del pH ha senso solo se lo si discioglie in acqua (quindi la sua concentrazione dipende da quanta acqua viene aggiunta). Per questo parlare di pH di una saponetta è piuttosto impreciso.

Alcune stime: il sapone è chimicamente un sale che libera ioni OH- in acqua (quindi da origine a soluzioni basiche). Nel caso di saponi prodotti in casa, il pH del sapone disciolto assume valori tra 8,5 e 10 (aumentando l’acqua con cui lo si scioglie questi valori possono scendere ancora). Il sapone è quindi basico, ma la pelle tollera perfettamente tali valori (nonostante quanto detto dai mass media)

Il fatto che il sapone abbia un pH alcalino ne garantisce la sua sterilità e ne favorisce la conservazione per lungo tempo in quanto non permette la proliferazione batterica. Viceversa i detergenti con pH quasi neutro devono giocoforza contenere sostanze aggiuntive antibatteriche o antifungine per evitare il deteriorare la contaminazione del prodotto.

Tornando alla produzione precisiamo che sono ormai affermati due procedimenti: il metodo a caldo e il metodo a freddo.

Il metodo a caldo è un procedimento piú semplice, offre un risultato generalmente migliore, ha tempi di stagionatura più brevi e permette agli ingredienti aggiunti di non venire aggrediti chimicamente dalla soda. Di contro richiede un tempo maggiore di preparazione e, se non si controlla attentamente il calore, non offre risultati omogenei oltre a poter degradare gli ingredienti aggiunti.

Una volta terminata la produzione e tagliato il sapone (o formato su degli stampi), è sempre necessario un periodo di stagionatura che va da uno a qualche mese in luogo fresco ed asciutto (questo permette il processo di saponificazione). Passato tale periodo il vostro sapone sarà ottimo e perfettamente utilizzabile.

Non abbiamo ora intenzione di addentrarci sulle modalità di produzione né sui componenti, in quanto vi sono altri siti che lo spiegano molto dettagliatamente. Il mio consiglio è quello di provare questi sanissimi ed antichi prodotti così vi accorgerete che tutte le immondizie chimiche che usiamo oggigiorno diventeranno di colpo obsolete e superate.

Un saluto… schiumoso

Ora  un elenco di alcuni dei molti siti che potrete trovare in rete

Fare il sapone in casa …  molto completo e semplice (che io consiglio)
Il mio sapone … sito ben fatto e molto completo
Opera del sapone … altro sito molto dettagliato e completo
I Cosmetici della Patty … alcune precisazioni cosmetiche sul prodotto

infine per l’agricoltura, ad uso protettivo delle piante, troviamo… saponemolle.net  e  biogarden

 

 

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