La linea di Cavandoli








Un semplice sfondo nero ed una linea bianca, uno degli spot pubblicitari più belli mai apparsi in televisione.
Era la famosa Linea animata di Osvaldo Cavandoli: il testimonial della Lagostina.
L‘essenzialità del tratto, l’originalità del personaggio ed il carattere un po’ brontolone, ma irresistibile, segnano il successo mondiale della Linea e la sua ascesa nell’Olimpo dei personaggi animati.
Il piccolo protagonista (l’omino della linea), discute animatamente con la mano del suo creatore che gli sta creando i più assurdi scenari e ci rendiamo conto come questa essenzialità riesca a creare infiniti mondi e situazioni.
Come in un bassorilievo sumero, la Linea non ha dimensioni.
Come una rappresentazione egizia, appare sempre di profilo.
Come nel design industriale, è fatta di un solo tratto.
Si tratta di un capolavoro postmoderno che ha esercitato una grande influenza su tutta l’animazione contemporanea.
La sua linea ha avuto una vita molto lunga, fu proposta per Carosello dal 1957 al 1977 come protagonista assoluta della sua campagna pubblicitaria per la Lagostina. Cavandoli ne realizzò 35 film pubblicitari de La Linea Lagostina della durata di 2′ 30″, sulla musica “Io cerco la Titina” doppiati da Carlo Bonomi, il quale presta la propria voce al personaggio in quel borbottio milanese-multilingue che lo caratterizza perfettamente.
Purtroppo il 3 marzo 2007 il genio che l’ha creata, è scomparso e con lui, inevitabilmente, anche la sua creazione.
Cava era nato a Maderno del Garda nel 1920. Nel ’38 inizia a lavorare all’Alfa Romeo come disegnatore meccanico. Nel ’42 entra nello studio dei fratelli Pagot per la realizzazione de I fratelli Dinamite, primo lungometraggio animato italiano. Negli anni ’50 apre lo studio Pupilandia, creando film pubblicitari e pupazzi animati come Lancillotto e la Mucca Carolina.
A differenza di altri personaggi come Calimero ed altri “testimonial animati”, il suo personaggio non apparirà più in Tv dopo il 1977 (la fine della campagna pubblicitaria) perché, nell’immaginario collettivo, è associato immediatamente alla famosa pentola e, trasmetterlo, significherebbe fare pubblicità indiretta alla stessa.
Non mancano, però, chi ricordano il solo personaggio, perché la “Linea” è stato forse il primo testimonial che ha cannibalizzato il prodotto che avrebbe dovuto promuovere!
Nel web troverete una grande quantità di materiale su questo tema, ai più giovani segnalo alcuni filmati dimostrativi e qualche scritto del capolavoro di questo grande artista.

film1 film2 film3 articolo1 articolo2 Un saluto a tutti

 




 

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