Il Glider è il logo degli hacker

glider

Come il pinguino sta a linux, il divoletto sta a BSD, il cammello sta a Perl, uno gnu alla FST, agli hacker?

Fino all’ottobre 2003 non c’era un simbolo che rappresentava l’intera comunità. La proposta è stata il Glider del Gioco della Vita.

Da subito è diventato molto popolare e anche se non ha ancora raggiunto (ad oggi), una accettazione universale (molti hacker sono contrari per principio all’idea di avere un simbolo).

Oltre la metà degli hacker, a cui è stata proposta l’idea, hanno subito esclamato Wow! (fico!) senza bisogno di altre spiegazioni.

Il glider non è coperto da copyright e non è un marchio registrato.

Il modo di usarlo è consigliato dagli stessi promotori a questa pagina. L’idea è un simbolo che, quando esposto, nel sito web, indossato nell’abbigliamento, mostrato agli altri in qualche modo o maniera, indica che si approva la cultura hacker. Attenzione è una cosa diversa dall’affermare che sei un hacker (quello è un titolo che generalmente deve essere conferito dagli altri, piuttosto che autoproclamato).

Usando questo simbolo, esprimi rispetto per gli obiettivi degli hacker, per i loro valori, e per il loro stile di vita. L’idea di usare i simboli del Gioco della Vita come logo è stata in qualche modo anticipata da alcuni hacker Argentini.

Tratto da: The Glider: Proposal for a Hacker Emblem (scritto da Eric S. Raymond. Traduzione di Iron Bishop e Snowdog)

Alcune precisazioni

Un hacker (termine americano che potrebbe esser tradotto in italiano con smanettone) è una persona impegnata nell’aggirare creativamente (o superare con mezzi alternativi) le limitazioni imposte sistemi o attrezzature tecnologiche (solitamente nell’ambito informatico, elettronico o ingegneristico, ma aperto anche a tutti gli aspetti tecnicistici della vita).

Gli hacker oggi sono comunemente considerati pirati informatici (forse per i ripetuti errori dei media e dei giornalisti più sempliciotti e disinformati), ma in realtà, nell’accezione del termine originale, erano semplicemente coloro che si divertivano a ficcare il naso nei sistemi altrui (principalmente su computer, ma anche dispositivi e sistemi di controllo).
In questa attività frammista di goliardia, curiosità, sfida e dimostrazione di potere e conoscenza, vi  era (anzi vi è tutt’ora) una sorta di codice deontologico che proibisce loro di fare dei danni, ma semmai utilizzare il dispositivo a fini non di lucro, dimostrare il proprio passaggio in qualche maniera più o meno vistosa e lasciare tutto com’era senza fare danni o modifiche al sistema.
Una sorta di curiosi specialisti che entrano sui sistemi giudicati sicuri dal produttore e ti dicono: “ehi, ciao ciao, guarda che il tuo sistema, tanto sicuro non lo è perché io sono qua dentro senza alcuna autorizzazione”

I veri pirati invece vengono definiti cracker i quali, nonostante siano forniti delle stesse caratteristiche (curiosità e capacità tecniche), si approfittano dei sistemi forzati per danneggiarli, trarne profitto o approfittare del sistema per fare danni aggiuntivi.

Saluti

 

 


 

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