I file PDF per la stampa professionale








Il Portable Document Format (abbreviato PDF), è un formato di file basato su un linguaggio di descrizione di pagina sviluppato da Adobe Systems nel 1993 per rappresentare documenti in modo indipendente dall’hardware e dal software utilizzati e, nel 2007, è diventato uno standard internazionale certificato (ISO 32000-1)

Il PDF eredita molte delle funzionalità del PostScript che è invece un linguaggio di descrizione della pagina (anch’esso sviluppato da Adobe).
Postscript (come descritto in un nostro precedente articolo) permette di descrivere una pagina come il risultato di un’esecuzione di un programma, che contiene istruzioni su come e dove disegnare linee, punti, lettere dell’alfabeto e altri elementi grafici. In questo modo, ogni apparecchio che sia capace di eseguire il programma (che disponga quindi un interprete Postscript), sarà in grado di riprodurre tale immagine al meglio delle sue capacità. Questo processo, tuttavia, richiede grandi risorse da parte del terminale e non è troppo diffuso nel pubblico meno esigente e non professionale.

Al contrario PDF, non è un linguaggio bensì un formato e per questo motivo non ha bisogno di dover essere interpretato. Al suo interno quindi i controlli di flusso sono stati rimossi (tipo i comandi if e loop), mentre comandi grafici (tipo lineto) e tutte le funzionalità come i caratteri, i layout e le misure rimangono invariate.

Questo significa che il processo di creazione o trasformazione di un PDF nella sua immagine grafica è semplicemente dato dalla lettura delle descrizioni, invece che dall’esecuzione di un programma tramite l’interprete PostScript. I vantaggi, rispetto al cugino Postscript, vengono elencati di seguito:

usabilità
– Per poter visualizzare un file PDF, occorre semplicemente disporre o scaricare il programma Adobe Reader (un software gratuito per la visualizzazione e la stampa sviluppato per le principali piattaforme hardware e sistemi operativi).

– Alcune funzioni incorporate nello specifico PDF consentono agli autori di ampliare l’utilità di un documento. E’ così possibile aggiungere segnalibri, miniature di ciascuna pagina, link interni ed esterni, campi per moduli, thread di articoli, pulsanti per la navigazione, note per l’annotazione di informazioni e visualizzazioni per ingrandire o ridurre le dimensioni di una pagina in modo che possa adattarsi allo schermo dell’utente. Un file PDF, per sua natura vettoriale, consente all’utente di ottenere un ingrandimento anche dell’800% sullo schermo, senza comprometterne la qualità e la visibilità.

dimensioni e prestazioni
– Nel Web i file più piccoli sono preferibili, perché la durata di un download dipende dalle dimensioni di un file; i file PDF possono essere ottimizzati in modo da ridurne le dimensioni e creare file fino all’80% più piccoli rispetto ad un equivalente file HTML.

– I file PDF possono essere “linearizzati” per consentire all’utente di iniziare a visualizzare il documento prima che sia stato interamente scaricato (una procedura simile allo streaming video su Internet).

– I file PDF possono essere inclusi nei siti Web senza soluzione di continuità. Questa combinazione di formati HTML e PDF consente agli autori di offrire il contenuto nel formato più adatto, a seconda delle esigenze tra contenuto e tecnologia. Inoltre, sui server Web più usati non ci sono penalità per compressione, traduzione o filtraggio per l’uso di file PDF.

protezione incorporata
– Gli autori dei file PDF possono impedire agli utenti di modificare, stampare e/o copiare il contenuto (di testo e grafica).

– Gli sviluppatori di software possono creare il proprio software per leggere, creare o modificare i file PDF senza dover ottenere permessi o licenze speciali. L’unica condizione imposta da Adobe è di rispettare le impostazioni di protezione del formato PDF.

Ultimamente, per la elevata versatilità dello standard, l’utilizzo di file PDF non si ferma alla visualizzazione o all’archiviazione, ma è sempre più frequente l’utilizzo per i centri servizi e litografie per la stampa diretta dei propri file, ma guardiamo un po’ di storia per capirne le problematiche.

tipi di file
Il problema di dover utilizzare file preparati da terze persone nelle litografie e nei centri servizi, presenta da sempre numerosi problemi dovuti a vari motivi:
– gli operatori grafici hanno usanze e metodi che spesso mal si adattano alle richieste qualitative che un buon prodotto litografico deve offrire perché il modo di lavorare e di trattare gli elementi della pagina perché le immagini, le risoluzioni ed i formati sono differenti è c’è una differenza sostanziale tra le periferiche personali da ufficio e quelle dei sistemi fotolito.
– un operatore grafico, che non ha esperienza in ambito litografico, non percepisce quindi tutti i problemi che possono insorgere in fase di produzione e di stampa

Fino a poco fa (ed ancora oggi) si usano i formati di file nativi, ad esempio i formati di QuarkXPress, Adobe Photoshop, Adobe Illustrator, Adobe InDesign, FreeHand e CoreDraw (prevalenti in ambiente creativo) o Microsoft Word (prevalente in ambiente ufficio) che hanno il vantaggio di essere completamente modificabili anche nelle fasi di produzione più avanzate, purché si abbia disponibile l’applicazione usata originariamente per creare e correggere quel lavoro.

Questi formati possono però essere poco affidabili e creare enormi problemi per lo stampatore:
– Un layout, può cambiare erroneamente quando il file viene trasferito su altro computer (o piattaforma) a causa di elementi esterni come i driver di stampa.
– Chi riceve i file deve conoscere a fondo le diverse applicazioni e deve spesso disporre di diverse versioni, su diverse piattaforme.
– E’ frequente il rischio di ricevere set di informazioni incomplete, a causa di immagini o font mancanti.
– Anche il collegamento della grafica con i relativi componenti esterni è una potenziale fonte di errori.

Problemi simili si possono avere con i file raster (sviluppati come alternativa indipendente rispetto ai formati proprietari) perché essi sono difficili da modificare o correggere e possono essere molto pesanti. Inoltre, gli strumenti necessari per creare e lavorare con questi formati sono costosi e complessi. Di fatto questi formati si sono rivelati molto più adatti per la rappresentazione affidabile della pellicola digitale più che come veri sostitutivi ai formati nativi.

Nasce il PostScript
Il PostScript è stato inventato da Adobe come formato di stampa universale e consente ad una stampante collegata ad un Personal Computer di stampare i documenti creati su tale macchina. La comunità delle arti grafiche ha di conseguenza utilizzato il PostScript per usarlo anche per lo scambio dei file.
Dato che il PostScript può rappresentare il testo come testo e la grafica al tratto come vettori, i file risultano più compatti e possono essere ridimensionati senza perdita di qualità se stampati con diversi dispositivi e diverse risoluzioni di output.

Il passo successivo (una vera manna) è quindi il PDF perché ha tutte le prerogative di qualità del Postscript senza i difetti di un linguaggio.

Il PDF è tutto compreso
Un file PDF contiene (o può essere impostato per contenere) tutti i componenti necessari alla visualizzazione del file. Non occorre più preoccuparsi di file a parte per immagini, font, ecc. Spariscono quindi le questioni legate al ri-collegamento degli elementi necessari al documento.

E’ multipiattaforma
Il formato PDF è stato ideato per mantenere il suo aspetto identico su qualsiasi piattaforma di computer. Sono così finiti gli incubi di formattazione dei documenti creati dal grafico su PC e elaborato poi su Mac.

E’ compatto
In genere, un file PDF è notevolmente più piccolo rispetto allo stesso documento in un altro formato di file. Gli elementi del file sono compressi tramite gli algoritmi più adatti e secondo il tipo di elemento, le immagini possono essere ricampionate alla risoluzione più adatta.

E’ facile da usare ed economico
Per creare un file PDF occorre solo il software di grafica di cui si dispone o un componente di Adobe Acrobat (acquistabile a basso costo).

E’ strutturato
L’architettura di base di un file PDF è stata accuratamente studiata. Nel file vengono registrati la forma e gli attributi di ogni elemento, compreso testo, font, colori, curve di Bézier, grafica vettoriale e immagini raster. Le forme e gli attributi sono accessibili singolarmente e possono essere modificati, senza toccare nessun altro aspetto del file.
E’ quindi possibile apportare modifiche dell’ultimo minuto al file tramite appositi strumenti di modifica.

E’ adattabile
Adobe ha sviluppato il formato PDF come un formato di scambio di documenti tra computer di diverse piattaforme. Con l’avvento di Internet è divenuto il formato preferito per la pubblicazione di documenti per i quali era importante mantenere intatta la formattazione grafica. La comunità delle arti grafiche adotta inoltre questo formato per la trasmissione di lavori di stampa.
Questi diversi tipi di utilizzi richiedevano ai file alcuni requisiti essenziali: spazi colore usati, risoluzione delle immagini, possibilità di inserire annotazioni nel documento, specifiche tecniche di stampa (sovrastampa, box di definizione della pagina), protezione, e così via.
Le specifiche PDF si sono quindi evolute in modo da comprendere questi elementi.

Un formato che risponde ad esigenze così diversificate ha, allo stesso tempo, anche alcuni punti deboli come vedremo di seguito.

– Ogni file PDF deve essere generato tenendo conto del suo utilizzo finale. Le impostazioni di creazione infatti possono differire notevolmente in base all’utilizzo del file da cui dipendono; ad esempio la risoluzione delle immagini, l’incorporazione dei font e gli spazi colore. Uno dei principali ostacoli per stampatori ed editori nell’adottare il formato PDF è fare comprendere a chi genera il documento l’importanza di impostare le opzioni corrette per ogni singolo caso.

– Il formato PDF fa sembrare tutto così semplice che gli utenti si meravigliano: “Ma se lo vedo bene sullo schermo e lo stampo bene con la mia stampante a getto d’inchiostro, perché non riuscite a stamparlo sulla vostra macchina da stampa?”
Non va dimenticato che prima della rivoluzione del desktop publishing solo i professionisti con esperienza erano in grado di preparare i documenti per la stampa finale. Oggi, chiunque può creare dei file pronti per la stampa, compreso progettisti grafici alle prime armi spesso ignari degli aspetti tecnici della procedura di stampa.

Altri limiti del PDF sono di natura tecnica molto particolareggiata, o dovuti alle limitazioni stesse dei prodotti usati per creare o elaborare i file PDF. Tali questioni vengono spesso risolte da nuove revisioni dei prodotti, che però introducono, a loro volta, nuove problematiche. E’ una situazione inevitabile, legata alla varietà e alla complessità dei processi di progettazione grafica e di stampa.

In conclusione, per fare sì che il formato PDF diventi effettivamente il formato perfetto per le arti grafiche è necessario arrivare a un buon livello di standardizzazione. Qualcuno deve cioè definire nei minimi dettagli i requisiti che rendono un file PDF effettivamente pronto per la stampa.
Negli ultimi due anni la tecnologia Enfocus Certified PDF è diventata per molte aziende parte delle procedure operative standard per il formato PDF. Tale tecnologia è stata ideata e sviluppata da Enfocus Software, sviluppatore leader nel campo del PDF per il settore delle arti grafiche. Dalla sua fondazione nel 1993, Enfocus ha seguito la sua missione di fornire strumenti abbordabili per formati standard di documenti per le arti grafiche. L’azienda è stata una delle prime a riconoscere il potenziale del formato PDF per questo settore e dal 1997 si è concentrata esclusivamente sul PDF.

Maggiori informazioni e dettagli si potranno trovare qui

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