Alcuni consigli per non essere "rapinati" dalla propria banca








Gratuito apparente.

Ogni operazione bancaria ha un costo. Di conseguenza, è sempre meglio prelevare cifre più alte piuttosto che reiterare i prelievi. Anche le domiciliazioni (bollette, etc) rientrano tra questo tipo di operazioni. Alcuni conti correnti offrono un certo numero di operazioni gratuite, ma è meglio informarsi su chi offre un numero illimitato di operazioni. In genere, i conti online offrono condizioni migliori.

Allo sportello.

Anche le operazioni allo sportello si pagano, tuttavia è difficile accorgersene perché la commissione arriva soltanto a fine anno.

Le condizioni.

Spesso l’Istituto cambia le condizioni del CC dopo che il cliente l’ha già sottoscritto. Ovviamente è possibile recedere, ma questo in genere comporta costi e disagi. In questo caso, è sempre meglio scegliere banche che offrono condizioni bloccate.

Cambio del conto.

Se si decide di cambiare banca, è meglio non chiudere il vecchio conto prima di avere aperto quello nuovo. Di solito è possibile lasciare alcuni servizi alla vecchia banca (mutuo, prestito personale o contratto assicurativo), purché si regolino con modalità diverse dall’addebito in conto: pagamento in contanti, bonifico, etc. Se si vogliono trasferire dei titoli, bisogna prima attivare un conto titoli presso la nuova banca. In caso di assegni emessi e non ancora addebitati, si deve lasciare sul conto in chiusura la somma necessaria per pagarli. Bisogna inoltre fare richiesta alla vecchia banca affinché li paghi anche se saranno presentati all’incasso dopo la chiusura del conto.

Clausole.

Inutile dire che bisogna leggerle nel dettaglio. Se le clausole non piacciono, è possibile contrattarne di diverse ma si consiglia di evitare i contratti che prevedono il ricorso all’arbitrato in caso di controversia: costa.

Investimenti.

Nonostante la grande propaganda da parte degli operatori, i prodotti a rischio rendono più alle banche che al cliente. Se poi la performance del nuovo investimento è bassa, si rischiano penalità e l’eventuale vendita avviene al prezzo attuale, non a quello di sottoscrizione. Si consiglia di diffidare delle “nuove proposte” e di confrontare sempre con la rendita fissa garantita dei titoli di Stato, che oscilla tra il 3 e il 4,5%.

Finanziamenti.

Se si fa richiesta per un fido, bisogna chiedere il tasso di interesse annuo effettivo, la commissione di massimo scoperto e le eventuali spese in caso di liquidazione degli interessi debitori. In caso di acquisto a rate, bisogna invece diffidare delle carte revolving: il tasso è spesso superiore a quello dei finanziamenti bancari.

 




 

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