Una bufala di nome Stonehenge








Vi riporto un articolo di Massimo Polidoro che è il cofondatore nonché Segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), è considerato uno dei principali esperti internazionali sul paranormale e le pseudoscienze.

Laureato in psicologia all’Università di Padova, si è specializzato nella psicologia dell’inganno e nei trucchi del paranormale e, grazie a queste sue competenze, conduce da anni indagini e ricerche su presunti fenomeni misteriosi o paranormali.

Uno studente riporta alla luce i documenti: la disposizione delle pietre è opera dei restauri di un secolo fa Londra. La disposizione dell’antica struttura megalitica di Stonehenge, in Inghilterra, costruita circa 5000 anni fa, è il frutto di restauri e rimaneggiamenti che risalgono agli anni Sessanta. Le modifiche al sito cominciarono agli inizi del Novecento e terminarono negli anni Sessanta, in piena Beatlesmania!

A sollevare il velo su questo fatto rimasto a lungo ignoto al grosso pubblico è stato uno studente di Bristol, Brian Edwards, alle prese con una tesi di storia. Ha trovato alcune fotografie, risalenti al 1901, che documentano le approssimative tecniche edilizie di un gruppo di operai vittoriani.

La disposizione di quei monoliti, che milioni di seguaci della New Age adorano come fosse un orologio neolitico o un osservatorio celtico, è dunque il frutto di rimaneggiamenti recenti. "Certo", ammettono gli archeologi dell¹English Heritage, "senza tutti questi lavori Stonehenge avrebbe un aspetto molto diverso.

Pochissime pietre sono ancora esattamente nel posto dove furono erette millenni fa". Ma le pietre sono tutte originali e le ricostruzioni riguarderebbero solamente elementi secondari. "Ogni fase della ricostruzione", dice Jean-Pierre Mohen, direttore dei Musei di Francia, un¹autorità in fatto di megaliti e preistoria europea, "è documentata. Possiamo rianalizzare criticamente gli interventi in qualsiasi momento. Sono documenti pubblici, chiunque li può vedere".

D¹altra parte, bastava osservare i dipinti di Constable e Turner, che raffigurano una distesa di enormi pietre rovesciate, sradicate dal tempo, smosse dalle intemperie, e non quel circolo perfetto che alcuni pseudoscienziati si ostinano a considerare come il regalo fantascientifico di una civiltà superiore, sbarcata da un’astronave sulla Terra migliaia di anni fa per regalarci la conoscenza.

La vicenda rappresenta un bell¹esempio di "indagine storica" sul genere di molte ricerche analoghe realizzate dal CICAP.
Per scoprire qualcosa di nuovo su un mistero, è la lezione che se ne trae, non bisogna essere docenti universitari e non sempre è necessario condurre estenuanti ricerche e sperimentazioni in laboratorio: a volte può bastare uno studente un po’ curioso… come quelli che aderiscono al CICAP.

di Massimo Polidoro

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