Un Paese di merda

Mi sono incappato in un articolo del grande Ascanio Celestini di qualche mese fa e voglio porgerlo alla vostra attenzione. Non è un lavoro personale (tranne che correggere alcuni errori di battitura e qualche virgola) quindi, come si dice, non è farina del mio sacco e lo dichiaro apertamente.
Direte ma allora perché lo hai inserito? Perché è un gran testo, perché parla chiaro e perché lo voglio avere tra i più bei articoli del blog (forse è una mia fissazione).
Ora a prescindere della ripetizione ossessiva della parola merda, io credo ci sia molto da imparare e molto da riflettere su quanto scritto e forse ci farebbe bene tornare un attimo coi piedi per terra per guardare un po’ obiettivamente la storia contemporanea italiana (e forse mondiale).

Un Paese di merda (di Ascanio Celestini)

Il leader della sinistra incontra il leader della destra per discutere di regole democratiche. Se davvero gliene importasse qualcosa le rispetterebbero e basta. Invece si incontrano per legittimarsi a vicenda, in un paese dove la politica è delegittimata. Il governo di destra ha fatto la riforma Biagi?
Quello di sinistra, invece di cambiarla come aveva dichiarato nel programma, ha fatto il condono alle aziende che precarizzano il lavoro. Il governo di destra ha fatto le leggi ad personam? Quello di sinistra né le ha modificate né ha risolto il conflitto di interessi. Il governo di destra ha portato l’Italia in guerra? Quello di sinistra ha aumentato i finanziamenti all’eroica impresa militare alla faccia dei pacifisti. Da un governo all’altro non è cambiato nulla.
Bene. Sono felice di vivere ancora in un paese
di merda.
Da dove deriva questa mia felicità?

Mi presento: io sono un industriale di merda, produco merda, distribuisco merda, vendo merda all’ingrosso e al dettaglio.
Mi è bastato osservare quanta merda c’è nel mondo, esso è un elemento presente a ogni livello della nostra società: ci sono persone che vivono in quartieri di merda, abitazioni che lasciano la mattina per andare a fare lavori di merda alle dipendenze di padroni di merda. Per molti la vita stessa è una vita di merda e tutta questa merda è in balia degli eventi. Così io l’ho raccolta e ne ho fatto un prodotto tutelato. Oggi la merda ha un marchio e io sono il padrone. Forse avrete fatto caso che abbiamo già incominciato da tempo a sostituire numerosi oggetti, concetti, realtà con concetti, oggetti, realtà di merda.
Vi ricordate come era la scuola qualche anno fa?

Be’, adesso è diventata una scuola di merda. Vi ricordate come erano gli ospedali? Oggi sono ospedali di merda. Io sono un industriale di merda, io produco merda, io distribuisco merda, vendo merda al dettaglio e all’ingrosso. La merda da me prodotta è ovunque. Tra pochissimo tempo sarà indispensabile come ora è il petrolio e come il petrolio io incomincerò a produrne sempre di meno e ad applicare restrizioni e controlli in maniera da far salire il prezzo: 50 dollari un barile di merda, 60, 70, 80, 100 dollari un barile di merda. Servirà sempre più merda per fare prodotti di merda, da trasportare su strade di merda, con automobili e camion e aeroplani di merda che producono un’aria di merda.

Finanzieri e politici di merda gestiranno banche di merda e assicurazioni di merda, con i quali la gente perderà capitali e dignità. Il contribuente affogherà nei propri debiti, sarà con la merda fino al collo. E ciò, tutto ciò accadrà nel sofisticato silenzio della confusione mediatica. Ci sarà un momento che qualcuno dovrà fermarsi, ma non lo farà. Non lo faranno gli intellettuali che parlano un linguaggio di merda, né i giornalisti pagati dagli editori di merda per scrivere su giornali di merda.

La merda sarà ovunque e sarà indispensabile per fare ogni cosa. Allora noi chiuderemo il rubinetto. Sarà complicato, perché la merda a differenza del petrolio è inesauribile e prodotta da tutti. Ovviamente la chiesa sarà al nostro fianco: una schiera di sacerdoti, stregoni, dai maggiori monoteismi ai più piccoli animismi e superstizioni di carattere etnico e regionale saranno con noi. Parleranno ai poveri, li convinceranno a usare cinture di stiticità, mutande blindate che occludono l’ano, li convinceranno a non cagare come li hanno convinti a non farsi le pippe. Diranno: chi caga diventa cieco. Col tempo la razza si evolverà e continueranno a cagare soltanto i ricchi.

Chi continuerà a detenere il potere della defecazione diventerà la nuova aristocrazia, una classe che avrà nel proprio stesso corpo una zecca inesauribile.
Produrrà capitale ogni mattina dopo il caffè e la sigaretta. Saranno i nuovi nobili e come nel passato si distingueranno per una decisa peculiarità naturale e organica. Una volta era il sangue blu, da quel momento sarà la merda. I poveri invece non avranno accesso a questo prezioso capitale, i poveri nasceranno senza culo.

Ricordo una vecchia battuta, diceva: la vita è come la scaletta del pollaio, corta, in salita e piena di merda.
E allora vi annuncio che anche io ho fondato un nuovo partito e quella scaletta sarà la nostra bandiera, il nostro simbolo. Quelle galline cafone saranno il mio staff elettorale, la futura classe dirigente.
Gioite, il futuro è una merda e lo stiamo costruendo per voi.

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