Un display quasi perfetto








Il nostro interesse per le nuove tecnologie di display è risaputo e già conosciuto da anni e possiamo confermarlo col fatto che il primo nostro articolo parla proprio di display e nuove tecnologie.

Dopo anni di ricerche, forse ormai si è arrivati verso il traguardo atteso: forse da oggi la visualizzazione di un dispositivo portatile non sarà più il punto debole di tutta la catena digitale.

Finora la tecnologia ci aveva abituati ad avere stampe splendide con colori e risoluzioni quasi incredibili fin oltre ai limiti di percezione dell’occhio, ma il display era sempre stato il punto debole. La scarsa luminosità  e la scarsa risoluzione (quasi mai superiore ai 100 DPI) non permetteva di apprezzare appieno le nostre immagini nella loro completezza né i nostri elaborati prima di darli alla stampa.

Il salto lo fa Samsung, leader mondiale indiscusso sui display, con un pannello OLED da 10″ (specifico per i tablet) chiamato, a ragione, Retina Display.  Ebbene questo display in tecnologia OLED e presentato al SID 2011 (Display International Symposium) di Los Angeles di quest’anno,  è il primo display al mondo che riesce a riprodurre fedelmente una immagine alla risoluzione perfetta per i nostri occhi, l’unico display che riesce a raggiungere i fatidici 300 DPI (Dot per Inch – Punti per Pollice); risoluzione considerata ideale per una riproduzione fotografica perfetta.

In questo display il pixel (l’unità minima dell’immagine) è più piccolo di quanto qualsiasi occhio umano sia capace di vedere e l’immagine si presenta uniforme, plastica e senza reticolo, esattamente come una vera fotografia.

Il Retina Display è uno schermo in grado di portare sui 10 pollici di un tablet una definizione pari a 2560×1600, i profani tengano conto che un display tradizionale per PC da scrivania da 19″ (cioè grande quasi 4 volte tanto) normalmente raggiunge la risoluzione massima di 1280×1024 quindi poco più di 85 DPI di densità. Senza farvi qui i conti (perché sono argomenti già trattati), vi assicuro che un buon display professionale e molto costoso non supera quasi mai i fatidici 100 DPI.
Le applicazioni

Al momento non sappiamo quando Samsung porterà il Retina Display sul mercato, né quale sarà il dispositivo che potrà vantare tale primato, con molta probabilità non sarà impiantato né su iPad né sui tablet della concorrenza, ma sarà una esclusiva implementazione sui propri dispositivi già fra i più interessanti in commercio  (vedi demo).

Per chiarezza vi elenco alcune caratteristiche descrittive di questi dispositivi confrontate col più diretto ed agguerrito concorrente (tratto da jacktech)

… Il Galaxy Tab da 10.1 pollici è più sottile del modello presentato al recente Mobile World Congress di Barcellona e addirittura della tavoletta di Apple: 8,6 mm contro gli 8,8 mm dell’iPad 2. Ed è anche più leggero pur avendo uno schermo più ampio da 10.1 pollici (595 contro i 601 grammi dell’iPad 2).

Samsung vince anche sul versante doppia fotocamera da 3 e da 2 MPixel rispettivamente frontale e posteriore (contro l’accoppiata 1 MP e Vga dell’iPad 2). Completano il quadro delle caratteristiche tecniche il processore dual core Tegra 2 da 1Ghz, tre configurazioni di memoria (16, 32 e 64 GB) e sistema operativo Android 3.0 Honeycomb. La connettività prevede sia il Wi-Fi che il modulo 4G HSPA+.

Se design, stile e prestazioni sono un elemento importantissimo, lo è anche il prezzo. L’altra sorpresa del Galaxy Tab da 10.1 pollici è infatti proprio il costo: 499 dollari per la versione Wi-Fi da 16GB e 599 dollari per quella da 32GB. Samsung non ha ancora svelato il prezzo del modello top di gamma da 64GB, ma l’arrivo della tavoletta coreana è previsto entro il mese di giugno.

Samsung, oltre a un rinnovato Galaxy Tab da 10.1 pollici, ha annunciato anche un nuovo modello con display da 8,9 pollici ancora leggero (470 grammi), ma spesso uguale (8,6 mm). Le caratteristiche tecniche sono le stesse del “fratello maggiore” con un processore dual-core da 1 GHz, doppia fotocamera (3/2 MP), tre tagli di memoria (16, 32 e 64 GB) nelle versioni con WiFi e 4G HSPA+. Il Galaxy Tab da 8.9 pollici arriverà entro l’estate con prezzi compresi tra i 469 dollari (16GB) e 569 dollari (32GB).
La storia

Ching Tang, ricercatore Kodak, durante un esperimento notò l’emissione di un alone di luce verde da parte di un particolare materiale organico messo sotto tensione elettrica. Era il 1985 e nasceva, quasi per caso, il primo dispositivo OLED.

OLED sta per Organic Light Emitter Diode. Si tratta di un dispositivo elettronico costituito da una serie di film sottili di materiale organico interposti tra due elettrodi. Con una bassa tensione (2-10V tipicamente) applicata agli elettrodi, il sandwich di polimeri organici emette luce.

L’ emissione della luce si basa sul fenomeno della elettroluminiscenza. A differenza dei display LCD attuali, dove la luce proviene da una retroilluminazione e si colora passando attraverso la griglia di cristalli liquidi, negli OLED, ogni punto del display emette luce propria.

La cella base consiste, come si vede in figura, di strati sottili di materiale organico inseriti tra elettrodi metallici (trasparenti o non). Il sandwich organico comprende uno strato di iniezione di lacune, uno strato di trasporto di lacune, uno strato emissivo ed uno strato di trasporto di elettroni. Quando viene applicata una tensione di 2-10 V agli elettrodi, le cariche si ricombinano nello strato emissivo emettendo luce. Per ottenere migliori performance o emissioni colorate, si usano poi materiali particolari opportunamente drogati.

La tecnologia, rispetto ai tradizionali LCD, vanta totale assenza di retro-illuminazione offre quindi migliore visibilità, minor consumo, minor peso, minor ingombro e maggiore angolo di visuale.

Negli OLED non è necessaria la lampada per la retroilluminazione e il relativo telaio, questo comporta una forte riduzione del peso complessivo ed un minore ingombro.

L’efficienza energetica a parità di luminosità è superiore negli OLED di quasi un fattore 10 rispetto agli LCD. Infatti la griglia degli LCD assorbe la luce anche in modo considerevole. Ad esempio, un LCD che visualizza una immagine nera consuma la stessa energia di una immagine molto luminosa. Negli OLED si consuma solo per la luce che realmente si emette, ed i fenomeni di assorbimento sono molto più contenuti.

E’ sempre possibile aumentare la luminosità mantenendo bassi i consumi, in più l’assenza di una griglia di trasmissione della luce porta a valori estremi di angolo visuale.

– Dispositivi così piccoli, leggeri e sottili permettono la creazione di display avanzati utilizzabili in una enorme quantità di applicazioni. Già adesso sono stati sperimentati OLED trasparenti per applicazioni di Augmented Reality, OLED flessibili, OLED accatastati per ottenere display dalle caratteristiche sempre più avanzate.

Saluti, a presto

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