Ufficiale il riconoscimento europeo IGP per il ciauscolo

ANCONA – Un lungo cammino positivamente concluso. Il riconoscimento da parte dell’Unione europea dell’Indicazione geografica protetta per il Ciauscolo rappresenta un ulteriore passo nella politica regionale di promozione delle tipicità e delle eccellenze nelle Marche. Marchio QM, tracciabilità delle produzioni, politica delle denominazioni d’origine protetta, sono tappe di un medesimo itinerario verso l’eccellenza. Eccellenza sempre più riconosciuta anche da Bruxelles. La cultura della qualità, da sempre portata avanti dalla Regione Marche, permette ancora una volta il raggiungimento di un obiettivo importante, con effetti positivi sia per i produttori sia, indirettamente, per tutta la regione, che vede crescere la sua immagine e la sua attrattività. Il Ciauscolo, analogamente alle altre tipicità territoriali, non è solo un prodotto buono e genuino, ma racchiude in sé tradizioni e valori culturali delle zone rurali in cui è realizzato. Questo il commento di Paolo Petrini, vice presidente della Giunta regionale e assessore all’Agricoltura, al riconoscimento europeo accordato al noto salume marchigiano. La richiesta era stata inviata agli uffici di Bruxelles nell’ottobre del 2006, mentre dal dicembre dello stesso anno lo Stato italiano aveva accordato una tutela transitoria. Un traguardo che arriva a conclusione di un lungo percorso avviato dalla Regione Marche a metà degli anni ’90, che ha visto i produttori marchigiani prima aggregarsi intorno ad un progetto unitario di valorizzazione di questo prodotto, poi dividersi in due fazioni contrapposte e infine convergere sull’attuale impostazione di Igp. Questa sigla indica che la produzione di Ciauscolo sarà possibile solo nella regione Marche e precisamente in un’area che comprende quasi per intero la provincia di Macerata, parte della provincia di Ancona e territori delle province di Fermo e Ascoli Piceno. La materia prima per confezionare il prodotto deve essere selezionata e di provenienza esclusivamente nazionale (la zona di approvvigionamento è la stessa del prosciutto di ‘Parma – San Daniele’ e si estende su 11 regioni italiane). Inoltre, tutte le fasi del processo produttivo sono regolamentate da un disciplinare di produzione nel quale si coniugano tradizione e modernità, attraverso l’esame dell’effettivo rispetto delle procedure e degli standard. Il controllo viene effettuato da un organismo di certificazione indipendente, a sua volta esaminato dall’Unità territoriale per la Vigilanza della Regione Marche. La produzione di questo tipico salume marchigiano – di cui si hanno notizie certe sin dal 1850 – si attesta sulle 600 tonnellate l’anno. Maggiori info potete consulatare il seguente link andando nell’apposita pagina dedicata






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