Stato contro Alcolisti 1-0








Con le nuove normative sulla circolazione stradale, la guida in stato di ebbrezza è punita molto pesantemente ed il rischio di farsi trovare positivi all’etilometro, espone il guidatore al problema più temuto: il ritiro della patente. La linea dura tenuta dallo Stato è in parte giustificata da un abuso generalizzato di alcolici da parte dei due sessi in quasi tutte le fasce di età, abuso che deve essere assolutamente attenuato per aumentare la sicurezza ed abbassare i rischi legati all’uso smodato e crescente di questa sostanza nei più giovani.

Di fatto lo stato non ne vieta l’uso in generale, ma ne limita l’abuso in situazioni di potenziale pericolo. Va da sé che mettersi alla guida di un veicolo, effettuare lavori pericolosi, manovrare mezzi e macchinari in stato di ebbrezza, può essere letale per noi e per chi ci è intorno. Il fatto che l’alcol ci fa sottovalutare il pericolo e ci allunga di molto i tempi di reazione, il rimedio migliore sarebbe proprio quello di non abusarne mai, soprattutto quando si devono fare attività in cui è richiesta oggettività, lucidità e prontezza di riflessi.

A differenza di quanto potrà sembrare, questa rigida normativa non si applica solo verso gli automobilisti, ma anche verso molti settori professionali come edilizia, operatori di macchine industriali ed agricole, dirigenze, autisti e controllori, corpo medico e infermieristico e molto altro ancora. Tutti questi sono soggetti ad analisi del sangue e controlli medici periodici che ne verificano e certificano lo stato di sobrietà da alcol e sostanze stupefacenti.
Per l’automobilista tutti questi controlli non sono ancora richiesti, ma viene usata una strumentazione elettronica (etilometro) per effettuare controlli rapidi e poco invasivi atti a verificare il solo stato di ebbrezza da alcol.

Come funziona l’etilometro
L’etilometro è uno strumento di misurazione utilizzato per determinare il valore dell’etanolo (alcol) contenuto nel sangue. In Italia sono omologati solo gli apparecchi in grado di misurare la concentrazione attraverso l’analisi dell’aria alveolare espirata.
L’etanolo, una volta ingerito, viene assorbito velocemente dallo stomaco e dall’intestino tenue e si distribuisce in tutta l’acqua corporea (che nel nostro organismo ammonta a poco più di mezzo litro per chilo di peso).
Il 90% dell’etanolo ingerito viene metabolizzato nell’organismo, mentre solo una piccola parte viene eliminato nelle urine, nel sudore e nell’aria espirata.
Considerato che il rapporto di etanolemia (concentrazione di etanolo nel sangue) e aria alveolare è relativamente costante e proporzionale, viene, per semplicità, misurato solamente questo parametro.
Sapendo che mediamente 80 mg di etanolo per 100 ml di sangue producono 35 µg di etanolo su 100 ml di aria espirata dai polmoni, lo strumento di misura ci riporterà il valore numerico (convertito in mg per litro) come richiesto dalla legge.

Ora, qualora la misura verrà effettuata e regolarmente ripetuta, (a parte i modi, più o meno originali, che si potranno inventare per evitare l’etilometro o per cercare di abbassare la lettura dello strumento) e dovessimo risultare positivi, siamo sostanzialmente rovinati.
Non valgono ricorsi né tentativi di negare l’evidenza perché contestare l’etilometro significherebbe ricorrere alle analisi del sangue vere e proprie che sarebbero molto più accurate e precise della lettura strumentale  contestata.

Come vengono fatte le analisi
Semplificando di molto, sappiate che successivamente al prelievo coattivo (effettuato per contestazione dell’etilometro) o per controllo successivo (da effettuare per riprendere la patente), tra le varie sostanze, viene misurata anche la transferrina carboidrato-carente (CDT), i cui valori, in seguito ad abuso alcolico cronico, aumentano nel siero e sono correlati e proporzionali al consumo di alcol anche a distanza di un mese. Solo dopo questo periodo di astinenza ASSOLUTA il catabolismo normale della proteina si riporta al livello fisiologico e non viene più rilevato alcun abuso alcolico.
Bisogna sapere anche che, per avere una positività al test di questa proteina occorre assumere quotidianamente circa 50-60 g di etanolo per almeno 2 settimane di seguito. Quindi occorre essere etilisti cronici (insomma bisogna impegnarsi).
Il controllo del CDT ha valenza legale ed è certificato dal laboratorio di analisi di una struttura sanitaria pubblica. Il dato rilevato inoltre potrà essere contestabile esclusivamente in sede giudiziale. Saluti

 




 

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