Primo successo mondiale dal LHC del CERN

Ieri, 30 marzo 2010, dopo meticolosi preparativi per la stabilizzazione dei due fasci, si è ottenuto il primo importante traguardo nel lungo tragitto di ricerca che il Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra dovrà percorrere.
Come da programma, si è ottenuta la prima collisione di particelle accelerate a potenze mai raggiunte finora: ben 7 TeV (7.000 miliardi di elettronvolt). Due fasci di 3.500 miliardi di elettronvolt ciascuno sono stati fatti scontrare in un settore ben definito dell’enorme anello (lungo 27 Km) e posto a 100 m di profondità a confine tra la Francia e la Svizzera .
Anche se, sembra tutto facile, sarebbe come riuscire a sparare due aghi dagli estremi dell’Oceano Atlantico a velocità incredibili per farli poi scontrare, di punta, esattamente a metà strada!
Voi capirete il livello di difficoltà e di controlli necessari per ottenere tale operazione e quanto sifisticate e perfette debbano essere le apparecchiature per la guida ed il controllo. La macchina però ha risposto molto bene all’esperimento, e, tra gli applausi dei ricercatori, si è riusciti nella collisione semplicemente ai primi tentativi.

L’energia complessiva utilizzata ieri (finora mai raggiunta da nessun laboratorio al mondo), è solo il primo passo per la ricerca dei fenomeni previsti (ancora in teoria) dalle leggi fisiche, ma finora impossibili da verificare e dimostrare con gli strumenti e le tecniche esistenti.


L’esperimento fa parte di un progetto di ricerca sui primi istanti di vita dell’universo, l’origine della massa, l’unificazione delle forze, la materia oscura, ecc. Tra le tante, ci sarebbe quello di riuscire a dimostrare o fotografare il Bosone di Higgs (la particella di Dio) che dovrebbe dare origine alla massa oppure all’antimateria, ma
tutto questo è previsto per i prossimi mesi (si pensa tra 18 e 24).

Gli studi dei fisici ora vertiranno sull’accumilo dei primi risultati di queste collisioni (registrate con strumentazioni sofisticatissime e velocissime), per poi iniziare l’analisi dei dati acquisiti e sviluppare anzi riscoprire, dei nuovi modelli standard sui quali lavorare per le scoperte successive.

Qui trovate una animazione sul funzionamento del super acceleratore di particelle, vi aiuterà a capire le dinamiche complesse che si dovranno seguire per riuscire a far scontrare due treni di particelle che viaggiano a velocità pazzesche ed in direzioni opposte.
Per approfondimenti qui trovate la documentazione rilasciata alla stampa (in inglese)
Mentre qui, sul sito dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare troverete molti i dettagli delle operazioni.

Per farvi rimanere aggiornati vi segnalo il “diario di bordo” del LHC (in italiano) che trovate qui aggiornato con tutte le operazioni salienti effettuate giornalmente.

Un buon lavoro a tutti i ricercatori.

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