Per fortuna arriverà Apophis








Ora che ormai le previsioni dei Maya sul 2012 sembrano svanite, cresce la paura per Apophis, l’asteroide che potrebbe abbattersi sulla terra il 13 aprile del 2036. Il capo dell’Agenzia Spaziale russa Anatoly Perminov lancia l’allarme: il pericolo è serissimo!

Sembra proprio che la specie umana non riesca a vivere tranquilla se non trova un imminente pericolo che la domina e le tiene testa. Non avremo per caso paura di noi stessi o dei nostri vicini?

La notizia comunque è vecchia si tratta di un asteroide di 320 metri di diametro e di 200 miliardi di tonnellate di peso che è già stato conosciuto ed individuato dal 2004.
Lo chiamano amichevolmente Apophis, alias 99.942 e catalogato come 2004 MN4, è già una vecchia conoscenza delle agenzie spaziali e degli astrofisici mondiali perché percorre una traiettoria che periodicamente si avvicina paurosamente all’orbita terrestre e qui vi potrebbe precipitare quindi impattare.

Ma non dovremmo lasciarci prendere dal panico, anche perché altri casi di asteroidi, dati in rotta verso la Terra, man mano che si sono avvicinati e si è potuto studiarne la traiettoria con più precisione, non hanno rappresentato alcun pericolo e l’allarme è rientrato.
Sarà così anche questa volta?

Certo se l’impatto ci dovesse essere, sarebbe decisamente catastrofico, molto più potente e distruttivo di qualunque altro evento conusciuto dall’uomo sulla terra.
L’atomica di Hiroshima sarebbe un moscerino in un occhio, l’eruzione del Krakatoa* una piccola prova generale.

* Il Krakatoa è un vulcano dell’isola indonesiano conosciuto per le sue eruzioni estremamente violente, soprattutto per quella che si verificò il 27 agosto 1883 con energia equivalente a 500 megatoni, provocando il suono più forte mai udito sul pianeta (un boato che arrivò a quasi 5000 km di distanza). L’esplosione ridusse in cenere l’isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò un’onda di maremoto (tsunami) alta 40 metri che viaggiava alla velocità di 1120 km/h.

Dai calcoli di Anatoly Perminov, Apophis, che prende il nome dal dio egizio Apopi (considerato la divinità del buio e del caos) soprannominato ‘il distruttore’ , dovrebbe schiantarsi in un’area compresa tra l’Arabia e il Giappone, o tra il Madagascar e la Nuova Guinea, o in Siberia.
Ma secondo gli ultimi calcoli potrebbe anche finire nell’oceano Pacifico, tra la California e le Hawaii, generando un gigantesco Tsunami, pari a 100.000 volte l’effetto della bomba atomica che distrusse Hiroshima nell’agosto del 1945.
Per Anatoly Perminov, inoltre, nel 2029 l’asteroide potrebbe essere così vicino alla Terra da poter essere individuato anche ad occhio nudo. Sette anni dopo, l’impatto definitivo.
E allora, senza mezzi termini, Perminov ci è andato giù duro: “La vita di centinaia di migliaia di persone è in serio pericolo. Bisognerà investire centinaia di milioni di dollari e costruire un sistema teso a prevenire l’impatto, piuttosto che stare ad aspettare, o peggio ancora a litigare, su quello che accadrà”.

Il mondo è avvisato. Bisogna rimboccarsi le maniche. Mettendo da parte perplessità e dubbi. E magari riconoscendo che già un anno fa l’allarme Apophis era stato lanciato anche da un ragazzino di 13 anni Nico Marquardt (genietto tedesco che ha osservato l’asteroide col telescopio dell’istituto di astrofisica di Potsdam, a Babelsberg) ed aveva calcolato che le probabilità di impatto dell’asteroide distruttore erano molto diverse da quelle calcolate dalla NASA.

Gli scienziati di Houston avevano stimato che c’era una probabilità su 45mila che il pericoloso Apophis potesse colpire la Terra. Nico, senza timori reverenziali, aveva replicato che la probabilità è ben più allarmante. Una su 450!

Intanto beccatevi ‘sta simulazione





Ora… i migliori commenti che ho trovato su apophis2036.it

Il fatto che un avanzo di stella abbia il potere di cancellare la terra mi dà un fastidio metafisico, ancestrale.
Simile al fastidio che mi dà sentire le gambe molli se per caso decido di dimenticarmi di mangiare.
L’uomo dipende dalla materia, da un pezzo di pane, da un sasso impazzito che rotola inesorabile contro un pianeta tutto intero.
Apophis mi ricorda che siamo soltanto materia e non altro, come invece certe volte presumiamo.

Giovanni Gadotti

E’ un sasso a forma di patata. Molto antiestetico, vecchio milioni di anni. Dicono.
Si pensa sempre a una fine cinematografica, bella da vedersi. Invece sarà una cosa squallida, magari.
Sasso contro sassi. E poi tutto un deserto, nient’altro.

Daniela

Se fosse, spero che potremo avere, come nel film Armageddon, le tecnologie atte a poterlo fermare o a fargli cambiare rotta.
Vabbè che nel 2036 se sarò vivo e se veramente l’asteroide colpirà la terra, avrò 84 anni e penso che sarò abbastanza rincoglionito da non capire cosa starà succedendo e mi divertirò un mondo con il botto che farà, (se non sarò anche sordo) guardando fuori dalla finestra…

Claudio Simonetti

Apophis è un Cane Stellare che arriva, si pianta sulla terra di muso e esplode con un enorme peto spaziale ehehehehe!

Riccardo, 17 anni

Ci hanno spiegato che la violenza dell’impatto dipenderà dall’angolo di inclinazione e dalla composizione reale dell’asteroide, e su questo argomento ancora nessuno ha potuto dare certezze. Pare comunque che la sua energia potrebbe risultare cinque volte quella sprigionata dall’esplosione del Krakatoa, e, in paragone, circa cento volte quella sprigionata dalla caduta dell’ asteroide di Tunguska, in Siberia, che il 30 giugno 1908 vaporizzò un’intera foresta di conifere di 2150 chilometri quadrati. E’ proprio l’idea che qualcosa possa vaporizzare anche una piccola parte del nostro pianeta a disturbarmi. Vaporizzare non è la stessa cosa che incenerire, è… meno graduale. E’ questa possibilità di passare direttamente dallo stato solido a quello aeriforme a gettarmi nel panico. Come successe ad alcune vittime di Hiroshima e Nagasaki, di cui restarono soltanto le ombre fotografate sui muri. Allora penso al teletrasporto di Star Trek, e mi dico che, dopo Apophis, magari mi ri-solidifcherò sulla luna, insomma in un mondo non necessariamente peggiore di questo.

Valerio, 17 anni

Molti dicono che questa eventualità non è più realistica, che si è trattato solo di un falso allarme degli astrofisici americani, come al solito preoccupati più dello scoop scientifico che dell’effettivo stato delle cose.
Sinceramente mi dispiacerebbe. Visto che di qualcosa si deve morire, preferirei morire di un impatto stellare o quasi-stellare piuttosto che del progressivo avvelenamento a cui il pianeta terra sembra destinato.

Enrico

Finalmente verrà il giorno in cui tutti quanti guarderemo il cielo.
E’ speciale quello che si prova quando tutti insieme si sta coi nasi per aria a guardare il cielo.
Non tutti se ne ricordano

Io ringrazio sempre mio padre, quando le sere di agosto mi portava nella parte buia della pineta dietro la chiesa di Piandellanoce, a guardare le stelle cadenti.

Anche Apophis è una stella cadente. O meglio, un pezzo cadente di stella. Cadente sopra di noi.
Non importa. Forse pure lei avrà una scia come le stelle di san Lorenzo e sarà bella da guardarsi

Magari sarà una delle ultime cose belle che vedremo. Per un momento. Una supercometa.

Dudù

Un saluto e… a presto (comunque prima del 2036)




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