La Legge di Murphy

Credo che fu un giorno poco fortunato per Arthur Bloch (sembra sia lui l’autore) quando disse "se qualcosa può andare storto di sicuro lo farà". E da qui nacque in realtà la legge di Murphy vera e propria, che ha dato il titolo a tutto il pensiero murphologico, ne trovate una esposizione completa qui.

"Si tratta di un compendio di frasi umoristiche il cui intento è essenzialmente quello di deridere ogni negatività che il quotidiano ci propone.
Il meccanismo è ogni volta lo stesso: immagini e scenette frustranti, nelle quali è facile per molti ritrovarvisi, vengon descritte da Bloch con frasi didascaliche, confezionate spesso e volentieri in forma statistico-matematica, così da liberare il vissuto dal contingente, dal personale, e donargli un adito di validità universale.
Negli Stati Uniti la legge di Murphy è talmente famosa, da trovare posto nel Funk and Wagnalls Standard College Dictionary.
" (Wikipedia)

Da qui un interessante corollario al rovescio è che, se un problema è capace di aggiustarsi da solo, lo fa generalmente dopo che è stato dato l’allarme e sono state già messe Continua »

L'involuzione del digitale

Per fortuna che c’è chi non ha alcuna intenzione (né ora né mai) di soppiantare l’idea di stereofonia pura in cambio dei vari mostriciattoli multicanale, ovvero i recenti sistemi 5+1, home theatre e finti dolby surround, che tutto fanno, tranne che suonar bene.
Spesso sono complicati da montare e non danno nemmeno lontanamente quell’idea di ascolto di qualità che si ha con un impianto tradizionale stereo HI-FI. Molti i puristi che si rivoltano a questa tendenza di mercato, molti quelli che tornano al buon vecchio HI-FI di 10 o 20 anni fa. Anche la rete sta facendo la sua parte vi segnalo un sito che fa una vera campagna per il vero stereo con tanto di adesioni ed associazioni.
Portroppo però pochi sono i giovani che sanno di cosa parliamo, un po’ come con il cibo fast-food dilagante, pochi di loro sanno riconoscere il vero sapore di un pollo allevato a casa, come non sanno distinguere la qualità di una bella fotografia fatta con il sistema tradizionale pellicola e carta fotografica, e tantomeno la buona qualità di un brano musicale da quello riprodotto dal loro MP3 portatile. Badate, io non sono un tradizionalista, solo che considero una involuzione tecnologica ciò che tende a soppiantare quello che è buono per offrire qualcosa di più scadente.
Se pensiamo che dagli ultimi 20 anni, esattamente dall’ingresso del CD in poi, nel settore consumer audio e video, il fattore qualitativo si è paurosamente impoverito, con la folle corsa verso la miniaturizzazione, si sta cercando di rendere digitale un mondo puramente analogico per poi ri-rendere di nuovo analogico un contenuto digitale.
Non è forse una pazzia? Se si considera che per ogni conversione si perde Continua »

I microfoni

E’ la bestia nera dei tanti che sognano di poter trasferire quello che esce dai loro strumenti su di un supporto.

Il microfono, nella sua storia è stato forse il più decantato, disprezzato, idolatrato, odiato apparecchio, ma in definitiva, altro non è che il più “sincero” tra i dispositivi necessari per effettuare una registrazione.

La sua funzione è solamente (si fa per dire) convertire in segnale elettrico le onde di pressione che lo investono.

Quello che gli viene chiesto è invece di convertire in segnale elettrico quello che noi “sentiamo”, ci sfugge però che i nostri due microfoni naturali (le orecchie) sono solo il primo stadio, tutti gli altri che concorrono alla percezione del suono sono a carico del nostro cervello.

Fino a quando qualcuno non sarà capace di impiantarci un bel jack sulla nostra testa a cui collegare un registratore tutto quello che potremmo chiedere ad un microfono è di fare il microfono..

Ora tutti i microfoni di uso comune basano il loro funzionamento su di una membrana destinata a raccogliere le onde di pressione e un sistema associato per convertire gli spostamenti della stessa in segnale elettrico, entrambi gli aspetti sono responsabili delle caratteristiche di ogni microfono; citiamo le fondamentali:

1) Linearità della risposta: capacità di restituire un segnale elettrico proporzionale alla intensità del suono in tutta la banda udibile, espressa tramite un grafico che riporta sull’asse delle ascisse la frequenza e su quello delle ordinate la “quantità” del segnale in opportuna unità di misura.

2) Il rumore: rumore di “fondo” tipico del microfono, costituito da un insieme di segnali casuali distribuiti in tutta la banda audio; qualsiasi sia il livello di tale spettro, è sempre presente all’uscita del microfono e va ad aggiungersi a quello proprio di tutti i componenti della catena di registrazione, tanto più è alto tanto maggiore sarà la percentuale miscelata al segnale utile e tanto “peggiore” sarà la qualità di registrazione; di solito viene espresso come “rumore equivalente” in dB (decibel), o in rapporto segnale/rumore.

3) La caratteristica direttiva: espressa graficamente su un diagramma (polare) dove si può leggere (in dB) la caduta di Continua »

Stereofonia

Un nome… stereofonia… significherà poi qualcosa?
E se si cosa?
In questi tempi, similmente al medioevo, in cui ci si trova circondati da maghi, astrologhi, cartomanti e creduloni di tutti i generi, ogni volta che si parte da un dato certo e verificabile bisogna prima di tutto guardarsi bene intorno… domanda semplice: che cosa è la STEREOFONIA?
Rrisposta semplice: la configurazione fisica del nostro sistema uditivo

Prima di andare avanti è il caso di mettere un paletto: la parte che ha la maggiore responsabilità nel nostro apparato uditivo è il cervello, che perciò anche quando si sta ascoltando qualcosa è il caso di lasciare acceso.

Quando invece si parla di impianti di riproduzione sonora la definizione Stereofonia viene presa in Continua »

Home Recording

Qualche anno fa ho deciso di realizzare uno studio di registrazione ad uso esclusivamente personale.
Tale decisione è stata dettata dall’esigenza e dalla voglia di crescere musicalmente, attraverso il delicato percorso che l’incisione di un CD comporta.

Avendo a disposizione un ambiente vuoto in un casa di campagna (realizzata in tufo con murature di circa 65 cm di spessore, e dalle dimensioni 5,57 m di lunghezza, 4,46 m di larghezza e 3,34 m di altezza), dopo essermi documentato da varie fonti bibliografiche e con l’aiuto di 2 persone care quali Piero Rossi di Multimaster (con ore di telefonate appassionanti), e Antonio Posillipo (mio angelo custode), ho iniziato a provvedere all’isolamento acustico dell’ambiente mediante pannelli in cartongesso (1 cm di spessore) abbinati a lana di roccia (spessore 2 cm) disposti sulle pareti.

Successivamente ho fatto realizzare delle tube traps in spugna, disponendole agli angoli e lungo i punti di connessione tra le superfici verticali e orizzontali, per poi aggiungere dei pannelli fonoassorbenti bugnati dallo spessore di 2,5 cm e ricoprendo parzialmente la parete dietro i monitor e il soffitto.

Il passo successivo è stato quello di realizzare una pedana in legno di abete con struttura Continua »

Le reti peer to peer sono sicure?

Le reti peer to peer, abbreviate con la sigla P2P, (del genere emule, gnutella, ecc. per capirci) nella maggioranza dei casi, vengono implementate con software opportuni, ed usate per scaricare i film, la musica, i files, le foto, ecc.
Molte sono le voci (anche discordanti) sul problema.
Io, dal mio piccolo, nel lavoro di assistenza ai computer domestici, noto che, con assoluta regolarità, tutte le macchine con software per il P2P istallato, sono sempre e totalmente inquinate da spyware, malware e rootkit oltre che da virus ed affini.
Molti dicono che dipende dall’ignoranza dell’utente che non è attento al momento dell’istallazione e, incoscientemente, condivide l’intero hard disc.
Il fatto è che, spesso, anche con una buona istallazione del software, nessuno ci potrà proteggere dai contenuti che scarichiamo e spesso sono proprio questi inquinanti e portatori di problemi.
Oltre questo chi, effettivamente, usa queste reti per usi legali?
Chi è che si limita solo a scaricare [//]files non protetti da diritti d’autore?
Credo, sinceramente nessuno.
Quindi perché lamentarsi?
E’ come il concetto di andare a rubare a casa del ladro, potremmo mai rivolgerci alle forze dell’ordine per far valere i nostri diritti se già noi stessi siamo rei?
Comunque, polemiche a parte, per chi voglia approfondire il discorso ed avere maggiori informazioni sul tema può visitare altervista, shininews, vendicator

I display del futuro

Giravo per il web a cercare le ultime tecnologie e le evoluzioni sui display per dispositivi mobili (cercavo in particolare i famosi display plastici flessibili da utillizzare sugli e-book). Notavo che di passi avanti se ne son fatti, ma le promesse di una prossima commercializzazione (fatte nel 2005 circa) non sono state mantenute (un pò come le celle a combustibile in sostituzione delle batterie ricaricabili). Per quel che ne so, solo poche aziende si sono cimentate su prodotti con display flessibile (ne trovate una demo qui della PolymerVision nonché da Philips su questo sito e su questo
Tra le atre nuove tecnologie, molto interessanti sono i pannelli OLED (li trovate qui) che promettono display a colori molto brillanti senza retroilluminazione, meno spessi degli LCD, molto più leggeri ed economici (ma pur sempre in vetro). Oppure la tecnologia Canon SED che promette un display piatto come un LCD, ma con le caratteristiche del CRT cioè altissimo contrasto e luminosità, larghissimo angolo visuale e alta velocità. Caratteristiche simili sono promesse anche dalla Continua »

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