La macchina ad aria compressa

Intorno al 2001 fu presentato dall’ingegnere francese Cyril Guy Nègre un motore ad aria compressa di nuova concezione che prometteva rendimenti elevatissimi rispetto ai motori già esistenti (oltre il 70%).

Fu creato uno stabilimento in Italia per la sua produzione e la distribuzione di una city car con questo motore (Eolo auto), ma il progetto, pur avendo superato alcune sperimentazioni, non ha avuto seguito, secondo alcuni per difficoltà tecniche, secondo altri la colpa va fatta risalire alla casta dei petrolieri che hanno voluto mettere a tacere la cosa per via di interessi commerciali.

Il problema vero però è che, nonostante l’alta pressione sulle bombole (200 – 300 Bar), in realtà la densità di energia per unità di volume e di peso, è molto scarsa (30-40 Wh/kg) cioè simile a quella erogabile dalle comuni batterie al piombo usata dnelle auto (30-50 Wh/kg). Inferiore quindi agli accumulatori ricaricabili al nichel-cadmio (80-100 Wh/Kg) e molto inferiore alla tecnologia al litio-polimero (100-130 Wh/Kg).

Se confrontati questi valori con la densità energetica dei combustibili tradizionali tipo benzina e gasolio, il cui valore è di oltre 10 KWh/kg (quindi da 100 a 1000 volte superiore) non è minimamente possibile un paragone. E’ proprio questa sproporzione di densità energetica che rende accettabile, per il momento, l’utilizzo Continua »

L'illusione dell'anello di Koffka

Una famosa illusione ottica è l’anello di Koffka. E’ possibile vedere un’animazione molto convincente qui.

Chi fosse interessato a questi effetti e alle illusioni ottiche in generale, vi propongo questo bel sito, oppure anche questo.

Intanto eccovi due immagini molto ambigue:


quante zampe ha questo elefante?


Qui un volto di uomo o una bella donna?

Guardate ora attentamente questa Continua »

Immagini reversibili

La figura di sinistra, una volta ruotata mostra un altro soggetto. Guardate.

qui sopra un cavallo diventa una rana, sotto un marinaio, un volto di donna

… qualcosa non torna?

Le due figure usano gli stessi pezzi… eppure…

C’è qualcuno che ha la soluzione?

La Legge di Murphy

Credo che fu un giorno poco fortunato per Arthur Bloch (sembra sia lui l’autore) quando disse "se qualcosa può andare storto di sicuro lo farà". E da qui nacque in realtà la legge di Murphy vera e propria, che ha dato il titolo a tutto il pensiero murphologico, ne trovate una esposizione completa qui.

"Si tratta di un compendio di frasi umoristiche il cui intento è essenzialmente quello di deridere ogni negatività che il quotidiano ci propone.
Il meccanismo è ogni volta lo stesso: immagini e scenette frustranti, nelle quali è facile per molti ritrovarvisi, vengon descritte da Bloch con frasi didascaliche, confezionate spesso e volentieri in forma statistico-matematica, così da liberare il vissuto dal contingente, dal personale, e donargli un adito di validità universale.
Negli Stati Uniti la legge di Murphy è talmente famosa, da trovare posto nel Funk and Wagnalls Standard College Dictionary.
" (Wikipedia)

Da qui un interessante corollario al rovescio è che, se un problema è capace di aggiustarsi da solo, lo fa generalmente dopo che è stato dato l’allarme e sono state già messe Continua »

L'involuzione del digitale

Per fortuna che c’è chi non ha alcuna intenzione (né ora né mai) di soppiantare l’idea di stereofonia pura in cambio dei vari mostriciattoli multicanale, ovvero i recenti sistemi 5+1, home theatre e finti dolby surround, che tutto fanno, tranne che suonar bene.
Spesso sono complicati da montare e non danno nemmeno lontanamente quell’idea di ascolto di qualità che si ha con un impianto tradizionale stereo HI-FI. Molti i puristi che si rivoltano a questa tendenza di mercato, molti quelli che tornano al buon vecchio HI-FI di 10 o 20 anni fa. Anche la rete sta facendo la sua parte vi segnalo un sito che fa una vera campagna per il vero stereo con tanto di adesioni ed associazioni.
Portroppo però pochi sono i giovani che sanno di cosa parliamo, un po’ come con il cibo fast-food dilagante, pochi di loro sanno riconoscere il vero sapore di un pollo allevato a casa, come non sanno distinguere la qualità di una bella fotografia fatta con il sistema tradizionale pellicola e carta fotografica, e tantomeno la buona qualità di un brano musicale da quello riprodotto dal loro MP3 portatile. Badate, io non sono un tradizionalista, solo che considero una involuzione tecnologica ciò che tende a soppiantare quello che è buono per offrire qualcosa di più scadente.
Se pensiamo che dagli ultimi 20 anni, esattamente dall’ingresso del CD in poi, nel settore consumer audio e video, il fattore qualitativo si è paurosamente impoverito, con la folle corsa verso la miniaturizzazione, si sta cercando di rendere digitale un mondo puramente analogico per poi ri-rendere di nuovo analogico un contenuto digitale.
Non è forse una pazzia? Se si considera che per ogni conversione si perde Continua »

I microfoni

E’ la bestia nera dei tanti che sognano di poter trasferire quello che esce dai loro strumenti su di un supporto.

Il microfono, nella sua storia è stato forse il più decantato, disprezzato, idolatrato, odiato apparecchio, ma in definitiva, altro non è che il più “sincero” tra i dispositivi necessari per effettuare una registrazione.

La sua funzione è solamente (si fa per dire) convertire in segnale elettrico le onde di pressione che lo investono.

Quello che gli viene chiesto è invece di convertire in segnale elettrico quello che noi “sentiamo”, ci sfugge però che i nostri due microfoni naturali (le orecchie) sono solo il primo stadio, tutti gli altri che concorrono alla percezione del suono sono a carico del nostro cervello.

Fino a quando qualcuno non sarà capace di impiantarci un bel jack sulla nostra testa a cui collegare un registratore tutto quello che potremmo chiedere ad un microfono è di fare il microfono..

Ora tutti i microfoni di uso comune basano il loro funzionamento su di una membrana destinata a raccogliere le onde di pressione e un sistema associato per convertire gli spostamenti della stessa in segnale elettrico, entrambi gli aspetti sono responsabili delle caratteristiche di ogni microfono; citiamo le fondamentali:

1) Linearità della risposta: capacità di restituire un segnale elettrico proporzionale alla intensità del suono in tutta la banda udibile, espressa tramite un grafico che riporta sull’asse delle ascisse la frequenza e su quello delle ordinate la “quantità” del segnale in opportuna unità di misura.

2) Il rumore: rumore di “fondo” tipico del microfono, costituito da un insieme di segnali casuali distribuiti in tutta la banda audio; qualsiasi sia il livello di tale spettro, è sempre presente all’uscita del microfono e va ad aggiungersi a quello proprio di tutti i componenti della catena di registrazione, tanto più è alto tanto maggiore sarà la percentuale miscelata al segnale utile e tanto “peggiore” sarà la qualità di registrazione; di solito viene espresso come “rumore equivalente” in dB (decibel), o in rapporto segnale/rumore.

3) La caratteristica direttiva: espressa graficamente su un diagramma (polare) dove si può leggere (in dB) la caduta di Continua »

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