Come preparare un bel catalogo a basso costo

Pubblicità

Questo è un settore di punta a cui stampolampo.it crede fortemente, siamo in grado di fornire cataloghi completamente a colori su carta patinata anche sotto i 1000 € per 2000 pezzi (il prezzo dipende dal numero di pagine, dalle dimensioni, dalla complessità della grafica, ecc).

Siamo convinti che spendere in un catalogo è molto di più di un investimento pubblicitario.
A differenza del volantino o del pieghevole, un catalogo non si butta, si sfoglia, si tiene da parte, perché poi ci servirà.

Rappresentanti, piccole aziende, artigiani, imprenditori, associazioni sportive, enti, comuni, potrebbero avere una marcia in più semplicemente con questo strumento fatto apposta per loro.

La preparazione grafica richiede del tempo, quindi più ci viene semplificata e più risparmierete. Gran parte del lavoro potrebbe essere svolto da voi, sul posto, trovando immagini, scovando fotografie o scattandone di nuove (con una buona macchina da 5 Mpix si possono già ottenere buoni risultati).

Per prima cosa bisogna decidere [//]bene i contenuti e pensare come organizzarli. Le idee chiare sono fondamentali per ottenere un catalogo sobrio, gradevole e divertente.

Successivamente vanno selezionate le immagini, è fondamentale intramezzare lo scritto, i listini o tabelle, con belle immagini, illustrazioni o figure magari realizzate da voi stessi, foto scattate nella vostra realtà o più semplicemente attinenti al tema che si sta trattando nelle pagine.

Poi in ultimo, si inizia la realizzazione grafica. Tratto da stampolampo.it per dettagli e maggiori precisazioni riferirsi alle pagine del sito.




La passione del radioascolto

Il BCL è un appassionato dell’ascolto, soprattutto delle stazioni internazionali di radiodiffusione che affina il suo gusto nella ricezione di stazioni, anche rare (DX), divertendosi a girare la manopola di sintonia del ricevitore per esplorare una quindicina di gamme su cui si svolge il traffico broadcasting mondiale.

Per questo il patito del radioascolto è un appassionato della radio che ha un suo ruolo nel variegato mondo del radiantismo. Utilizza apparecchi radio riceventi multibanda, talvolta anche portatili, e sperimenta antenne diverse alla ricerca di risultati sempre più interessanti.

Ama le levatacce e le “notti DX” per sperimentare l’ascolto in assenza dei rumori industriali e per cogliere le ore più idonee alla propagazione, fenomeno per cui le onde elettromagnetiche, in presenza di certe condizioni fisiche, rimbalzano in modo più o meno lungo trasportando i segnali radio a distanze spesso notevolissime dal punto ove è situato il trasmettitore.

L’approccio al radioascolto, per molti incomincia con una piccola radio domestica, oppure con un ricevitore multibanda portatile.
Molto spesso sono questi i primi passi per entrare nel radiantismo proprio attraverso il radioascolto.
Cominciano i dubbi, le prime esigenze di essere informati sulla Legge, conoscendo correttamente quello che la Legge prevede e richiede per chi intende praticare il radioascolto come hobby. Oggi, l’Art. 160 del Codice Postale 2003 cita testualmente: “Per le stazioni riceventi del servizio di radiodiffusione il titolo di abbonamento tiene luogo della licenza”.

Essendo stato abolito dal 1998 l’abbonamento al servizio di radioaudizione, la Legge ci consente la libera detenzione di apparecchi radioriceventi e la vigente legislazione, riconosce dunque all’appassionato di radioascolto il diritto all’ascolto. Lo si evince anche leggendo il DPR n. 64 del 27 gennaio 2000 contenente il “Regolamento recante norme per il recepimento di decisioni CEPT in materia di libera circolazione di apparecchiature radio”. di Alfredo Gallerati, IK7JGI

Oggi in rete è possibile fare Continua »

Dove sono i miei dati? On line!

Zitto zitto senza far scalpore è andato in pensione il floppy.

Eppure meritava una cerimonia solenne per i tanti servigi che ci aveva fornito (seppur con qualche incazzatura per la corruzione dei dati). Non basta, fra poco ci saranno altre vittime illustri come il mitico disco rigido (il masterizzatore già è moribondo data la concorrenza delle penne usb per il trasferimento dei dati off-line). Sto dicendo cavolate?
Forse, ma Asus ha messo in vendita da poco un mini-notebook della serie EEE dal costo di 299 euro nel quale fa spicco la mancanza dell’hard-disk!
Ovvero c’è una memoria allo stato solido (flash per semplificare) di 5 Gigabyte che ospita il sistema operativo (linux) e lascia qualcosa per la memorizzazione locale.
Dove li metto i dati? On line!
La possibilità su internet di avere hard disk virtuali non è nuova, ma la spinta che sta dando Google con il servizio “documents” e “Gigamail” è strepitosa.

Non sottovalutiamo i servizi del cosiddetto web 2.0 (user generated contents) di cui questo blog fa parte, infatti utilizzando servizi come Youtube o Myspace è possibile condividere con altri filmati e quant’altro senza salvare un bit in locale o su supporti ottici.
Se poi pronunciamo la parola WIMAX (che a qualcuno sicuramente scombussolerà i guadagni) si profila all’orizzonte la Continua »

Clipping e potenza dissipata

Sugli amplificatori sembra si sia detto di tutto ed anche di più.

Però quasi mai si parla di interazione di questi apparecchi e gli impianti di diffusione in caso di clipping.

Vero anche che non è mai da contemplare il fuori regime di un impianto, ma tra i ragazzi che si vogliono bombardare con l’impianto di casa o in una festa domestica a tutto volume, il problema si pone.

Non mi voglio dilungare in terminologie tecniche, ma vorrei parlar semplice.

Se tralasciamo, per il momento, segnali negativi e diamo 10x il coefficiente di amplifivazione, un amplificatore può essere equiparato ad un alimentatore di potenza con tensione di uscita proporzionale al segnale che è in ingresso.

Cioè: con nessun segnale in ingresso avremo nessun segnale in uscita, – con 1 in ingresso avremo 10 in uscita con 2 in input avremo 20 in uscita … e così via.

Questa regola dovrebbe rimanere anche con 100 in ingresso per ottenere 1000 in uscita (o 500 in ingresso per avere 5000 in uscita), ma così non è per i limiti tecnici del sistema.

Il primo problema è la dinamica: non ci possiamo aspettare da un dispositivo elettronico, alimentato al suo interno da 100 volt Continua »

Assolto per curiosità

Costituisce reato consultare il data base aziendale senza alcun specifico motivo di lavoro (cioè solo per dare un’occhiata ai fatti altrui)? No, sembrerebbe proprio di no.

A stabilirlo è stato il Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Nola, che ha ritenuto non perseguibile un dipendente dell’Agenzia delle Entrate che potendo accedere per motivi di ufficio nel data base dell’Agenzia, è andato a dare una fugace occhiata ai redditi di Prodi e Signora. Il reato contestato dal Pubblico Ministero era quello di accesso abusivo all’Anagrafe Tributaria.

Ricordiamo che la fattispecie contestata al dipendente statale è quella di cui all’art. 615 ter codice penale, che dispone: "Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio." Non un reato da prendere sottogamba, insomma. Nei fatti, il dipendente dell’Agenzia delle Entrate evidentemente incuriosito dal verificare la pressione fiscale gravante sul Premier e la coniuge, ha "approfittato" della sua qualità di operatore con accesso ad una delle banche dati più interessanti a livello nazionale, ed ha visionato dati senza Continua »

Bass reflex che soffiano potenza

Immaginiamo un signore assai compiaciuto dal fatto che i suoi capelli posti di fronte alla porta reflex di un diffusore siano investiti da un flusso d’aria piuttosto pronunciato.

Tutta questa potenza a guardar bene altro non è che un clamoroso errore sul calcolo della porta reflex.

Vi chiederete ma perché mai? Semplicemente perché il condotto reflex è solo un tubo di dimensioni precise contenente una certa quantità d’aria che in una particolare condizione perde il suo equilibrio meccanico e tende ad oscillare avanti e dietro nel tubo.

A livello acustico ne risulta un’onda di pressione monotona "accordata" (per questo si parla di accordo reflex) ad una frequenza desiderata, che nelle intenzioni di progetto va a sommarsi alla risposta tipica dell’altoparlante, in modo da avere un incremento del livello di uscita nell’intorno della naturale caduta di risposta dell’altoparlante in questione.

In pratica trattasi di un semplice Continua »

Aiuti e videoaiuti per imparare

Ad oggi sono molto diffuse le pagine web di aiuto e videoaiuti per insegnare all’uso di alcuni software. Queste, hanno molto successo di pubblico perché, di solito, sono ben dettagliate e adatte anche ai più profani, non richiedono tempi lunghi (come i corsi) e soprattutto, non costano (quasi mai) nulla.

Vi propongo un videotutorial che insegna come invecchiare un documento con Photoshop, applicandone bruciature ed annerimenti sui bordi.

L’effetto finale è molto realistico e facile da applicare. Vedetevelo qui.

Nel video farà da cavia, una Continua »

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