Il Grillo parlante non ha grandi torti

Ho seguito con attenzione la replica del Munnezza Day a Napoli, ho trovato un uomo attento, informato e lungimirante, prescindendo dalla critica politica, pur ben pesata ed articolata.

Il discorso sul valore del materiale e lo spreco mi ha fatto molto pensare.

Effettivamente ormai, anche i più attenti, tendono a non dare più l’esatto valore alle cose che ci circondano, a partire dall’abuso degli imballaggi che per carità è anche una esigenza igienica, ma si sta abusando anche in questo.

Per esempio, al di là del valore commerciale, su una lattina di bibite non pensate che il valore della lavorazione del contenitore sia molto più elevato di quello del suo contenuto?

Vogliamo confrontare il processo di estrazione, lavorazione, fusione e Continua »

I conti dormienti sono oltre 100 mila

E’ quanto risulta dai dati parziali raccolti dopo tre giorni di vita del decreto sulle confische.
I più numerosi presso il Banco Popolare, ma Intesa Sanpaolo non comunica i propri numeri Il rischio che si trattasse di tanti soldi, si sapeva già, era piuttosto alto.

Ora i primi dati parziali parlano di oltre 100 mila conti dormienti depositati e dimenticati in ordine sparso nelle varie banche presenti sul territorio.

Sono i conti che andavano “risvegliati” entro il 17 febbraio pena la confisca da parte dello Stato che li dirotterà in un fondo a favore delle vittime dei crack finanziari e per la regolarizzazione dei lavoratori precari.

A intimare lo sblocco è un decreto, pubblicato il 2 agosto 2007, che ha dato attuazione a una norma contenuta nella Finanziaria 2006, varata nell’ultimo anno del governo Berlusconi.

La confisca tuttavia non Continua »

Le frasi autoreferenziali

Una frase si dice autoreferenziale quando afferma qualcosa di sé stessa. Generalmente è semplice scrivere frasi autoreferenziali, tipo Questa frase comincia con la lettera Q oppure: Io contengo tre T, meno sarebbe scrivere: Questa frase contiene dieci parole, ventisette sillabe e sessantasei lettere o questa: Questa frase ha diciassette a, una b, nove c, sedici d, diciotto e, due f, una g, due h, diciassette i, una j, una k, una l, una m, dodici n, otto o, una p, due q, due r, dieci s, dodici t, diciassette u, due v, una w, una x, e una y. Altre frasi curiose sono le seguenti:
Dieci parole fa, questa frase non era ancora iniziata.
Se questa frase non fosse esistita, qualcuno l’avrebbe inventata.
Se chiamiamo “vergine” una frase che non è mai stata letta, io non sono vergine
Non leggere questa riga.
Io ho il potere di generare l’insieme dei processi che si verificano nel tuo cervello quando leggi l’insieme delle lettere che mi compongono e pensi a me.
Hai appena iniziato a leggere la frase che hai appena finito di leggere.
Questa frase, prima che tu aprissi il libro a questa pagina, stava soffocando in mezzo alle altre pagine.
Al confine tra le frasi autoreferenziali e quelle non-autoreferenziali si situano queste due frasi, che certamente non sono autoreferenziali, ma producono un paradosso quando vengono accostate:
La frase successiva è vera
La frase precedente è falsa
Un altro sistema, che non contiene però alcuna contraddizione, è il seguente:
La frase successiva è identica a questa tranne che per una parola.
La frase precedente è identica a questa tranne che per una parola.
Raymond Smullyan riporta nel suo 5000 a.C. alcune frasi che si elidono da sole:
C’è qualche cosa che vorrei dirvi, prima di cominciare a parlare…
Credo fermamente nell’ottimismo. Senza ottimismo, infatti, che cosa ci resterebbe?
Metà delle bugie che dicono di me sono vere.
Ti ho dato un budget illimitato e tu lo hai già superato!
Questa specie è sempre stata estinta.
Divieto di parcheggio autorizzato.
L’inflazione è un artifizio economico in virtù del quale ciascun individuo guadagna più del successivo.
La superstizione porta sfortuna.
La nostalgia non è più quella di una volta!
Sulla copertina di un’agenda compare la scritta autoreferenziale
Se vuoi riderci sopra, togliti almeno le scarpe.
Fin qui si è parlato di curiosi incroci logico-filosofici, il problema nasce quando, dalle frasi autoreferenziali scritte, si passa all’autocelebrazione parlata (usanza molto diffusa al giorno d’oggi), qui allora risulta palese la stupidità dell’interlocutore. Saluti

Il moto perpetuo è impossibile?

Lo so, è una pazzia, però se cercate in rete Perendev Motor oppure Bedini Motor, troverete fimati che sembrano molto veritieri, brevetti e schemi costruttivi dove sembra che certi dispositivi funzionino veramente da soli e senza alcuna energia esterna.

Io vi indico due filmati sul motore di Perendev molto interessanti, ma c’è molto di più come potrete vedere anche voi.

Considerando che il mondo reale non regala nulla a nessuno (e questo vale sia Continua »

Due strani paradossi

Il mondo dell’acustica è strano e le sensazioni percepite difficilmente si misurano strumentalmente, forse più a spanne.
E’ un mondo ricco di convinzioni e congetture aleatorie e senza fondamenti. Qui dove tutti parlano e si sentono esperti, vorrei sottoporvi due paradossi piuttosto strani.

Il primo: prendiamo un amplificatore e proviamo ad ascoltare il sistema collegato (diffusori ecc.) intorno al livello di "clipping"… se potessimo d’un tratto poter spostare più in alto proprio il livello di clipping facendo in modo che il livello di uscita effettivo fosse maggiore, percepiremmo un volume di ascolto maggiore o minore?

Il secondo: Il nostro sistema uditivo integrato è un apparecchio assai Continua »

Dischi ottici illeggibili

Solitamente i CD o DVD masterizzati che usiamo più di frequente, prima o poi, divengono inutilizzabili.
In genere, questi supporti vengono buttati via senza rendersi conto che, spesso, si possono recuperare.
La causa può essere un graffio, o sporcizia sul lato di lettura ed il disco non viene più riconosciuto dal lettore oppure si inceppa a metà esecuzione.
 
La prima cosa da fare è:

1) lavare tutto il disco con sapone liquido, meglio se neutro (va bene anche il detersivo per i piatti), strofinando bene con le dita, come facciamo con un bicchiere, poi risciacquare abbondantemente con acqua tiepida fino a togliere tutti i residui di sapone, è importante non usare spugne o panni di alcun genere.

2) asciugare prima con un panno di cotone e poi completare con aria calda (va bene anche un Phon ma a dovuta distanza) Ora provatelo sul vostro lettore. Nel caso ancora non sia leggibile, bisogna vedere se, sul lato inciso (quello opposto all’etichetta per capirci), vi siano graffi profondi sulla superficie (i graffi più gravi sono quelli ce vanno nella direzione di rotazione, non quelli radiali Continua »

Le curve di Bézier nella grafica vettoriale

Pierre Étienne Bézier (Parigi, 1 settembre 1910 – Parigi, 25 novembre 1999) è stato un ingegnere e matematico francese, creatore delle curve Bézier e delle superfici Bézier che sono ora alla base della maggior parte del Computer Aided Design e dei sistemi di computer grafica.

Nato a Parigi, Bézier ottenne la laurea in ingegneria meccanica presso la École Nationale Supérieure des Arts et Métiers nel 1930. Si guadagnò una seconda laurea in ingegneria elettrica nel 1931 alla École Supérieure d’Électricité, nonché un dottorato, nel 1977, in matematica all’Università di Parigi.

Lavorò presso la Renault dal 1933 al 1975, dove realizzò il suo sistema UNISURF CAD CAM. Dal 1968 al 1979 fu Professore di Ingegneria della Produzione al Conservatoire National des Arts et Métiers. Nel 1985 fu insignito all’ACM SIGGRAPH con un premio “Steven A. Coons” per aver dedicato la sua vita alla computer grafica e alle tecniche interattive.
I metodi per calcolare e disegnare una curva sono computazionalmente molto semplici ed efficienti. Bézier stabilì un modo di realizzare le curve che partiva da due punti e una linea vettoriale appunto, un sistema innovativo che permette, ancora oggi, agli operatori grafici di realizzare disegni curvilinei bellissimi e precisi.

Le curve Bézier possono essere realizzate da molti programmi di grafica vettoriale come Corel Draw, Adobe Illustrator o FreeHand ed è anche la matematica di base che controlla il protocollo Postscipt della Adobe. A differenza dei sistemi raster, i file vettoriali, sono totalmente immuni dai problemi di risoluzione, di ingrandimenti e riduzioni.
Oltre che essere poco pesante un file vettoriale permette Continua »

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