Vestiti Killer?

Ormai dobbiamo rassegnarci: viviamo in un’epoca salutista.

Essere sani è diventato un dovere, ma non è certo una vita facile…

Dopo aver scoperto che per rimanere sani è meglio non mangiare carne, non consumare latte, non fumare, non bere, non respirare troppo soprattutto nelle grandi città, pur con faticose rinunce, ma con animo più sereno e ormai convinti di aver investito in un futuro di salute, ahimè dai giornali apprendiamo l’ultimo agguato alla nostra precaria serenità del manuale di sopravvivenza! La notizia è alla ribalta da diversi giorni: anche i vestiti sono tossici!

A Pechino Greenpeace con una sfilata shoc ha denunciato con lo sconvolgente rapporto “Toxic Threads – The Fashion Big Stich-Up”, la presenza di sostanze tossiche pericolose per la salute dell’uomo da parte dei produttori tessili di varie aziende.

Tra le catene di moda purtroppo sono coinvolti anche nomi di marchi famosi Continua »

Pneumatici invernali

Con l’inverno alle porte, a prescindere dalle condizioni climatiche, l’altitudine o la spettacolarità del paesaggio, è praticamente obbligatorio dotare la nostra auto di pneumatici invernali o catene da neve.
L’articolo 6 del Codice della Strada, allo scopo di rendere sempre più sicure e fruibili le strade territoriali, ha infatti dato la facoltà alle singole amministrazioni locali di imporre l’obbligo di circolazione ai soli veicoli attrezzati.

Da subito serve sfatare un luogo comune: gli pneumatici invernali (detti anche lamellari, da neve o termici), non servono solo quando si viaggia su strade innevate. Questo tipo di pneumatico, grazie ad una speciale mescola, alla particolare struttura costruttiva e al disegno del battistrada (con incavi più profondi e zone lamellari), migliora notevolmente l’aderenza del veicolo al suolo ogni qualvolta la sua temperatura scende al di sotto dei 7º C indipendentemente dalle condizioni del fondo stradale.

E’ dimostrato che, rispetto ad uno pneumatico estivo, gli spazi di frenata si vanno a ridurre effettivamente del 20% con asfalto asciutto, del 30% su suolo bagnato, oltre il 50% quando questo è ricoperto da neve. Questo perché la composizione della Continua »

I giovani esclusi dal lavoro

La difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è un problema comune a molti Paesi, ma in Italia è più acuto che altrove tanto che stiamo rischiando di compromettere permanentemente il futuro di un’intera generazione. In realtà non è troppo tardi per intervenire, ma non si può perdere ulteriore tempo prezioso.

Alcuni numeri

In Italia, nella fascia tra i 16 e i 24 anni, solo un ragazzo su quattro riesce a lavorare (in Germania, negli Stati Uniti e nella media dei Paesi europei, sono uno su due).

I ragazzi italiani lavorano meno di altri per due ragioni: sono di meno quelli che realmente cercano lavoro e tra quelli che lo cercano, sono in meno quelli che lo trovano.

La partecipazione alla forza lavoro in questa fascia di età è il 30% in Italia, contro il 51% in Germania, 41% in Francia, 56% negli USA. La disoccupazione giovanile supera il 25% in Italia contro il 19% nell’area Euro, 18% negli USA, il 10% in Germania.

Questo divario impressionante non dipende dal fatto che i giovani italiani studiano di più, e quindi non lavorano perché stanno investendo nel loro futuro perché nella fascia d’età 25-34 anni in realtà gli italiani che hanno una laurea sono solo ilò 18%, cioè meno della metà che in Francia, in Svezia o Stati Uniti.

C’è molta differenza tra Nord e Sud Italia. Mentre la disoccupazione giovanile al Centro-Nord è vicina alla media europea, è molto più alta al Sud. Ma anche al Nord la partecipazione dei giovani alla forza lavoro è molto più bassa rispetto al resto d’Europa.

Un secondo aspetto importante emerge confrontando il tasso di disoccupazione dei giovani Continua »

IgroDry… e l’umidità sparisce

Non è da tutti i giorni presentare, su questo piccolo blog, un prodotto innovativo e rivoluzionario per il trattamento dell’umidità di risalita negli edifici (di nuova e vecchia costruzione) che non richiede costose opere murarie. Una rivoluzione mondiale che tengo a presentare con molta enfasi e riconoscenza.

E’ un prodotto innovativo a base acquosa che elimina l’umidità capillare dai muri con poche applicazioni, per sempre ed in modo definitivo senza opere di muratura, né scavi, né forature, né infiltrazioni, né apparecchiature a radiofrequenza, né trattamenti chimici dannosi ed inquinanti: un vero miracolo!

Un piccolo gruppo di ricercatori del centro Italia, dopo aver effettuati tutti i test chimici, tossicologici e funzionali, ci hanno fornito tutti i dati di questo meraviglioso prodotto.

Visti i risultati dai test effettuati anche da noi, possiamo comunicare che oggi l’umidità capillare di risalita dagli edifici può essere risolta definitivamente in modo semplice ed economico:

– senza necessità di lavori edili di qualunque genere

– senza l’aggiunta di alcun dispositivo

– senza bisogno di attrezzature complesse per l’applicazione

 

Altamente ecologico

Si tratta di un prodotto brevettato atossico, totalmente ecologico ed assolutamente non Continua »

L'abbigliamento nel sociale

Di solito, per abbigliamento, si intende esclusivamente quella serie di oggetti che l’essere umano indossa, non le pratiche che contribuiscono a cambiare l’aspetto di un individuo.
Quindi i casi in cui si decora il proprio corpo (con trucchi o cosmetici) o si modificano le caratteristiche fisiche (taglio e colorazione dei capelli, barba o baffi, tatuaggi e piercing), non costituiscono abbigliamento di per sé. Analogo discorso vale per gli articoli che si portano anziché indossare (come borse, ombrelli, bastoni) che son detti accessori.

L’uomo ha dimostrato un’inventiva straordinaria nel trovare nuove soluzioni di abbigliamento ai bisogni pratici, dove la distinzione fra vestiario e gli altri articoli protettivi non è sempre netta.

Impiego sociale

L’esigenza estestica consiste nel valorizzare ed attualizzare il concetto personale o collettivo del ‘bello’, attraverso il modo di abbigliarsi. Tutto questo si esprime nel valorizzare, con l’abbigliamento, le parti più interessanti del nostro corpo e a migliorare quelle meno belle o meno apparenti.
I messaggi sociali inviati dall’abbigliamento, accessori, decorazioni possono riguardare e coinvolgere il ceto sociale, l’occupazione, le convinzioni religiose ed etniche, lo stato civile.

Ceto sociale

In molte società, le persone con alto ceto sociale indossano capi d’abbigliamento e decorazione che li fanno Continua »

Potenzialità delle macchine CNC

La maggior parte dei centri di lavoro di tornitura e fresatura meccanica controllati da computer sono dotati di movimento verticale del mandrino in grado di realizzare incisioni, sculture e lavorazioni di grandissima precisione. Lavorazioni realizzate su queste macchine possono anche arrivare ad essere indistinguibili ad un occhio non espertissimo rispetto a oggetti d’arte realizzati a mano. Se utilizzate con frese coniche o sferiche possono arrivare a creare superfici assolutamente lisce, di altissima precisione, in modo rapido, automatizzato e ad un costo estremamente contenuto. Le migliori macchine CNC arrivano a una precisione di un decimillesimo di millimetro (100 nanometri).

Le macchine CNC più avanzate sono dotate di testate orientabili (assi inclinabili) in grado di ruotare giroscopicamente lungo due assi (normalmente chiamati A, B, C o 4). Questo consente di inclinare l’utensile rispetto a tutti i piani di lavoro rendendo possibile realizzare figure molto complesse anche con forme di tipo organico e difficilmente ottenibili persino con Continua »

La storia della tempra

La storia della tempra e le varie lavorazioni del ferro

Il ferro è usato dall’uomo ormai da migliaia di anni, si cominciò tanto tempo fa utilizzandolo come pietra dai poteri sprannaturali e recuperato sopratutto da meteoriti, prima di scoprire il modo di ottenerlo in quantità maggiori per il suo utilizzo bellico e tecnologico.

Gli antichi fabbri scoprirono probabilmente per caso che il normale ferro dolce, molto malleabile e morbido, diventava molto più duro e resistente dopo essere stato a lungo riscaldato nel carbone e battuto. L’acciaio infatti non è altro che una lega di ferro dolce e carbonio.
Il ferro, portato ad alta temperatura assorbiva il carbonio presente nel focolare, andava quindi ad aumentare la sua percentuale cambiando le caratteristiche fisiche del materiale, i lunghi cicli di battitura e riscaldamento contribuivano invece ad eliminare le impurità dannose (le primissime materie prime utilizzate non erano purissime).
Le prime fonti di ferro provenivano
– delle meteoriti ferrose (trovate per caso) a cui si attribuivano anche qualità magiche poichè provenienti incomprensibilmente dal cielo scendendo in una scia infuocata
– da sabbie ferrose piuttosto impure che si usano ancora oggi per le famosissime katana giapponesi.

Gli antichi si accorsero che raffreddando velocemente questo materiale nell’acqua o nell’olio questo diventava Continua »

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