Il genio incompreso degli italiani

macelleria

L’Italia come nazione, ha sempre avuto una valenza essenzialmente culturale e non biologica, non associabile ad una stirpe di popolazione originaria quanto ad un territorio comune.
Il principale elemento che ci ha accomunato da sempre (oltre alla consapevolezza di una eredità romano-latina) è la lingua.

Una lingua accettata ed usata fin da secoli remoti da tutte le classi sociali (nonostante la frammentazione politica avuta fino alla seconda metà dell’Ottocento) unita ad un sistema di valori cristiani, filtrati e condizionati dalla grande e potente Chiesa Cattolica.

Il carattere italiano però è eclettico, versatile e geniale, a volte esplosivo e deve esprimersi, manifestarsi o sfogarsi con forza e con tutti i mezzi disponibili.
Parole, gesti ed espressioni allora rimbalzano tra l’inventiva, la satira e l’ignoranza e vengono manifestate platealmente con espressioni talora molto acute e raffinate, talora con atteggiamenti teatrali, utilizzando spesso un linguaggio figurato, dialettale o scurrile che esprime, con la massima precisione, il concetto che si vuole comunicare.

Espressioni che, nei soggetti meno acculturati, sono un misto di comicità involontaria condita con espressioni dialettali e strafalcioni grammaticali (o linguistici) che tendono a violentare una lingua infinitamente versatile, intuitiva e spontanea, utilizzata spesso a sproposito ma per colpire nel segno o per far cogliere un concetto o un pensiero;  quasi al pari di un’opera d’arte.

Per questo motivo torniamo su un argomento a noi caro, mostrando una selezione di cartelli e di scritte che hanno tutte un valore particolare per originalità, comicità o acutezza.
Sono messaggi chiari, sintetici, esaltanti quanto genuini: senza dubbio delle vere chicche destinate a passare alla storia.

Iniziamo con un geniale tema svolto da un bambino di prevedibile origine siciliana Continua »

Google Patents: tutti i brevetti sul web

brevettoGoogle, cercando di allargare e di espandere costantemente la diversità dei contenuti disponibili per utenti nella rete e nell’intento di organizzare sempre più capillarmente le informazioni disponibili, da qualche anno sta tentando una nuova strada piuttosto originale e curiosa: la catalogazione dei brevetti.

Il progetto, partito qualche anno fa con un vantaggioso accordo con l’ufficio brevetti americano (USPTO), ora contiene oltre 8 milioni di brevetti provenienti dagli USA e si sta, via via, espandendo a tutto il mondo.

Nel 2012 viene stilato l’accordo anche con l’ufficio brevetti europeo (European Patent Office – EPO), ma non prima di aver migliorato il servizio di traduzione tecnica (tramite Google Translate) allo scopo di riservare al visitatore di tutte le lingue un adeguato supporto di traduzione anche di termini tecnici, scientifici e tecnologici.

Fino ad ora Google Patents contiene tutti i brevetti e casi applicativi (modelli di utilità, industriali, marchi, ecc.) emessi e depositati dall’Ufficio Brevetti americano dal 1790 fino ai giorni nostri restando esclusi i soli brevetti internazionali (che si prevedono di ampliare in futuro), per l’Europa invece siamo un po’ indietro e troviamo solo i brevetti registrati dal 1978 ad oggi.

Dal 2012 Google, estendendo il suo strumento di ricerca anche ai brevetti europei, ha lanciato anche il servizio Continua »

Massimo Citro e la sua nuova medicina

MassimoCitroIl dottor Massimo Citro, dottore in Medicina e Chirurgia, dottore in Lettere Classiche e specialista in Psicoterapia, vive e lavora come medico a Torino.

E’ direttore dell’Istituto di Ricerca IDRAS (già citato in questo blog) per le sue strabilianti ricerche in campo di clonazione farmacologica con metodo TFF  (di sua invenzione) che promette tossicità nulla e zero rischi per il paziente, è anche un grande esperto in intolleranze alimentari.

Convintissimo omeopata, fà ricerca nel campo dei metodi farmacologici non tossici, privi di effetti collaterali e rispettosi della salute da sempre.

In pochi però sanno che il dott. Citro è stato uno tra i primi pionieri in Italia dello studio sulle intolleranze alimentari tramite test per risonanza, argomento di cui ha parlato recentemente nel convegno La medicina che guarisce.

Le sue ricerche sul Trasferimento Farmacologico Frequenziale (TFF) sono probabilmente la conseguenza dei favorevoli riscontri sperimentali che lo hanno portato verso una direzione molto discussa e chiacchierata dai colleghi di medicina tradizionale, ma lui risponde pesantemente e senza peli sulla lingua denunciando un totale ed allargato status di ignoranza formativa che non porta certo al vanto dell’intera categoria medica.

Potrete valutare le sue ricerche Continua »

Su Street View anche il mondo di Harry Potter

harrypotterStreet View, la famosa mappa interattiva e virtualmente navigabile di Google, si sta recentemente interessando alla mappatura di siti curiosi e potenzialmente molto ambiti per i suoi utenti.
A partire dalla mappatura delle capanne degli esporatori dell’antartide, alle colonie di pinguini, ora anche uno dei padiglioni più ambiti degli studios della Warner Bross inglesi, il padiglione di Diagon Alley di Harry Potter.

Il perché è presto detto, le Google Maps totalizzano oltre un miliardo di utenti attivi al mese su tutto il pianeta e Street View (la parte interattiva) è al momento uno dei servizi più amati di queste mappe.
Poter far esplorare e navigare Diagon Alley e far rivedere sul PC il mondo immaginario e magico di Harry Potter può far crescere il potenziale bacino di utenza di un numero potenzialmente incredibile.

Troviamo allora la via dello shopping preferita dai maghietti tra cui, perfettamente mappato, il negozio di bacchette magiche, la libreria, la vetrina del pasticcere e quello con i gufi appesi. Mancano solamente  i personaggi che vivono questo borgo immaginario, per il resto Diagon Alley è proprio come l’abbiamo vista al cinema.

Poi se sei un po’ più curioso e vai a guardare in alto, trovi il Continua »

Salvare il web dall’oblio

 

FotoArchivio2La storia di internet inizia il 30 aprile 1993 quando il CERN di Ginevra, il padre del’LHC (il più grande acceleratore di particelle al mondo) pubblicò, con il progetto WWW,  la prima pagina web al mondo.
Da quel giorno internet ha fatto passi da gigante diventando, oggi, un compagno inseparabile della vita quotidiana di miliardi di utenti.

Per celebrare i venti anni di Internet, il CERN ha deciso di ripubblicare quella prima storica pagina sul loro sito.
Chi si aspetta di vedere un qualcosa di eclatante noterà una pagina veramente essenziale, senza colori né grafica, ma solo alcuni link ipertestuali che sono poi la vera forza di internet.

Si apre allora uno scenario filosofico molto ampio sulla presunta eternità della rete e sul suo contenuto così effimero e volatile.

Benché sia possibile tenere archiviata l’evoluzione storica di un sito web e tutte le possibili variazioni, di fatto non lo si fa quasi mai; invece preservare il nostro patrimonio digitale è importante quanto preservare il nostro patrimonio fisico.

Brewster Kahale (fondatore dell’ Internet Archive di San Francisco) afferma che il web non è stato costruito per essere conservato, ma sarebbe opportuno farlo.
L’ingegnere ha stimato che la vita media di una pagina internet è intorno ai 100 giorni e tutta questa grande ed intricata storia di comunicazioni, informazioni, contenuti e grafiche andrebbero altrimenti perse per sempre se qualcuno non si prendesse cura di questi contenuti fondamentali. Per questo ha fondato una associazione no profit che salva dalla cancellazione quasi un miliardo di pagine web alla settimana.

Restoring the First Website, Archive.org sono altri progetti paralleli destinati a preservare i fossili tecnologici di un periodo storico passato e non più ripetibile: un archivio Continua »

L’uso del suolo dopo la crisi

usoSuoloI modelli di crescita urbana del corso del secondo dopoguerra sono ormai giunti al totale esaurimento.

L’urbanistica della zonizzazione propria del modello keynesiano di sviluppo urbano, con l’espansione della città attraverso la diffusione dell’edilizia popolare, si è da tempo scontrata con l’insostenibilità del consumo di risorse economiche e naturali (sprawl).

Neanche il modello dell’ultimo trentennio che ha visto la città più come macchina per la crescita che come agglomerato urbano mirato al nostro specifico benessere, sembra abbia conosciuto sorte migliore.
Ancora una volta la dura realtà ha portato in evidenza gli errori politici fatti nel periodo di agiatezza economica:
– l’insostenibilità di modelli basati su ipotesi di crescita infinita fatti di continuo ed inesauribile consumo di suolo
– le virtuali risorse economiche generate solamente attraverso l’indebitamento diffuso

Il modello della città come macchina per la crescita ha determinato fenomeni di urban sprawling, con la conseguente deprivazione delle risorse naturali, consistenti fenomeni di disagio sociale e l’insostenibilità della domanda (sempre crescente) di servizi pubblici, che oggi ha portato i governi locali, ormai in una situazione di carenza di risorse, a non riuscire a sostenere neppure i servizi minimi ed indispensabili.

Appare quindi l’urgenza di definire un nuovo modello di Continua »

I sistemi LED per l’illuminazione civile

ledNell’ultimo secolo di veramente notevole, oltre la storia, le conquiste e le stronzate, abbiamo creato anche il ‘giorno continuo’ quello che ci ha permesso una vita (anche notturna) costantemente assistita da una adeguata illuminazione artificiale 24 ore su 24.
Chi ribadisce che, su questo, non vi sia nulla di veramente notevole, vorrei precisare in primis alcuni aspetti della vita sulla Terra.
Essa si è evoluta, nel corso dei milioni di anni, con l’alternanza continua ed incontrollabile di luce e buio, da sempre.
Potevamo cambiare le latitudini o le stagioni, esse modificavano la durata dei periodi di luce e di buio,  ma il susseguirsi di questi due stati è stato sempre una costante fondante per la biologia e l’evoluzione terrestre.

L’introduzione della luce artificiale nell’ambiente notturno ha portato, oltre ai vantaggi, ad evidenziare serie e complesse conseguenze negative sulla salute umana e su quella dell’ambiente antropizzato.
Sono alterazioni che possono provocare effetti di varia natura come disturbi del sonno, della veglia e disordini metabolici di vario genere. Addirittura effetti ormonali accertati, infatti uno dei più importanti ormoni che regolano i ritmi circadiani è la melatonina e l’esposizione continua alla luce, ne sopprime o ne diminuisce enormemente la produzione.
Recentemente però un autorevole studio ha dimostrato che un eccesso od uno squilibrio spettrale della componente luminosa sbilanciata troppo verso il blu Continua »

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