I sistemi LED per l’illuminazione civile

ledNell’ultimo secolo di veramente notevole, oltre la storia, le conquiste e le stronzate, abbiamo creato anche il ‘giorno continuo’ quello che ci ha permesso una vita (anche notturna) costantemente assistita da una adeguata illuminazione artificiale 24 ore su 24.
Chi ribadisce che, su questo, non vi sia nulla di veramente notevole, vorrei precisare in primis alcuni aspetti della vita sulla Terra.
Essa si è evoluta, nel corso dei milioni di anni, con l’alternanza continua ed incontrollabile di luce e buio, da sempre.
Potevamo cambiare le latitudini o le stagioni, esse modificavano la durata dei periodi di luce e di buio,  ma il susseguirsi di questi due stati è stato sempre una costante fondante per la biologia e l’evoluzione terrestre.

L’introduzione della luce artificiale nell’ambiente notturno ha portato, oltre ai vantaggi, ad evidenziare serie e complesse conseguenze negative sulla salute umana e su quella dell’ambiente antropizzato.
Sono alterazioni che possono provocare effetti di varia natura come disturbi del sonno, della veglia e disordini metabolici di vario genere. Addirittura effetti ormonali accertati, infatti uno dei più importanti ormoni che regolano i ritmi circadiani è la melatonina e l’esposizione continua alla luce, ne sopprime o ne diminuisce enormemente la produzione.
Recentemente però un autorevole studio ha dimostrato che un eccesso od uno squilibrio spettrale della componente luminosa sbilanciata troppo verso il blu Continua »

Thermovacuum sarà il legno del futuro

temovuotoE’ già noto da secoli che sottoponendo il legno a temperature molto elevate e prossime alla combustione  (180°C – 230°C ) se ne varia la struttura chimica, ottenendo il risultato di alterarne il colore, aumentarne la durezza e la durabilità, preservandolo dagli attacchi di agenti esogeni, di muffe e parassiti.

Ne consegue che legni teneri come le conifere (pino, abete e larice) o latifoglie tenere (pioppo, betulla, ontano) possono assumere colorazioni molto più scure, ma soprattutto, possono vedere incrementate le proprie caratteristiche di durabilità e di durezza, in modo da assomigliare di molto a legni più pregiati come la quercia o il faggio.
Questi ultimi inoltre, se sottoposti allo stesso trattamento, possono essere scuriti ulteriormente ed ottenere miglioramenti alle loro già ottime caratteristiche intrinseche.

Il progetto Thermovacuum, costato oltre 5 anni di ricerche, è stato ideato dai ricercatori Silvia Ferrari, Ignazia Cuccui ed Ottaviano Allegretti del Cnr-Ivalsa (istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche) di San Michele all’Adige ed è stato giudicato strategico dalla Commissione Europea Continua »

La distribuzione di Benford contro le truffe

NewcombLa distribuzione di Benford, meglio nota come la  legge della prima cifra, è una distribuzione probabilistica che descrive con quale probabilità, un numero presente in una raccolta di dati (p.es. popolazione dei comuni, quotazione delle azioni, costanti fisiche o matematiche, numero di strade esistenti nelle località) cominci con una determinata cifra.
A primo acchito sembrerebbe una affermazione stupida, e pare sia stata scoperta inizialmente dal matematico e astronomo Simon Newcomb (in foto) il quale la pubblicò nella rivista American Journal of Mathematics nel 1881.

Come tutti gli astronomi, Newcomb doveva fare tonnellate di calcoli numerici e sfruttava, come gli altri ricercatori, quella grande invenzione neperiana che erano le tavole dei logaritmi (con esse i calcoli, pur se appena più approssimativi, erano molto semplificati e si risparmiava molto tempo).

Fino all’avvento delle macchine calcolatrici, i logaritmi (o meglio le tavole logaritmiche e il regolo calcolatore) sono stati uno strumento essenziale ed estremamente usato per lo svolgimento di calcoli complessi.
Facciamo alcuni esempi:
– Per moltiplicare due numeri positivi era infatti sufficiente passare ai loro logaritmi, sommarli e poi tornare indietro (il vantaggio era che la somma è una operazione molto più agevole che dover calcolare il prodotto di più numeri con diversi decimali).
– Per fare il calcolo della radice n-esima di un numero positivo, bastava fare la divisione per n del suo logaritmo  (anche qui la divisione era molto più semplice che calcolare la radice n-esima).

Sembra (ma non si sa se sia solo un aneddoto) che Newcomb (forse in un momento di ozio e fancazzismo) abbia notato delle anomalie nelle sue tabelle dei logaritmi, notò infatti che le pagine con le tabelle aventi 1 come prima cifra fossero molto più sporche delle altre, molto più del normale.
Sembrava che, nei sui calcoli, gli capitasse molto più spesso di cercare il logaritmo di un numero che iniziasse con una cifra Continua »

Dopo 5 anni, un blog quasi tutto nuovo

La tecnologia evolve di continuo inesorabile ed incessante; purtroppo a volte (anzi spesso) anche verso il peggio.

Chi segue questo blog dai tempi più remoti, oltre alle stronzate, avrà notato la nostra avversione verso i cosìddetti ‘miglioramenti peggiorativi‘ che sono quelle modifiche tecnologiche tanto blasonate dai più che poi risultano, nei fatti, dei sostanziali peggioramenti qualitativi o delle inutilità..
Abbiamo sempre voluto mettere in guardia il lettore sul fatto che non sempre il miglioramento dichiarato (e tanto pubblicizzato) si mostri poi tale anche nei fatti.
Non sempre un fattore minimale, magari puramente estetico, compensa quel degrato qualitativo aggiunto che porta una tecnologia affermata da anni, a dover scomparire in cambio di qualcos’altro che sembrava equivalente addirittura migliore ma poi, nei fatti, non lo è per nulla.

Parliamo ad esempi dei moderni schermi LCD o plasma contro i meravigliosi vecchi CRT dove, a fronte di stupidi vantaggi d’ingombro, abbiamo riportato la televisione o lo schermo del PC a livelli qualitativi precedenti o inferiori a quelli di 30 anni fa.

Parliamo della vecchia tecnica fotografica raffrontata alla rampante Continua »

La memoria dell’acqua

cristallacquaLa memoria dell’acqua è la capacità che ha l’acqua di mantenere un ricordo delle sostanze con cui è venuta in contatto. Sembra ormai affermato che, affinché si produca tale effetto, l’acqua debba essere agitata (concussa) a ogni diluizione di nuova sostanza con cui entra in contatto.
Su questo tema però sembra non esistere alcuna prova scientifica che supporti questo presunto fenomeno, sebbene siano stati pubblicati diversi studi che sembrano comprovarlo.
La scienza ufficiale dice che tali studi non hanno superato la prova del doppio cieco, perché manca la ripetibilità sperimentale necessaria per giudicare come attendibili i risultati vantati o promessi.
Benché quindi esistano da molti anni esperimenti e serissime ricerche, si sta comunque parlando di teorie (e forse di pseudoscienza) in quanto questi studi non sono ancora stati riconosciuti validi dal metodo scientifico ufficiale (anche detto metodo sperimentale) che è l’unico metodo considerato valido e certificante.

Vi sono però anche delle tendenze a voler di proposito snobbare queste ricerche particolarmente strane ed avveniristiche al punto che, chi fa ricerca in di questi campi così estremi ed innovativi, evitano di proposito le pubblicazioni e le prove sperimentali ufficiali per evitare di essere additati come ricercatori di minor valore, semplicemente perché le loro teorie sconvolgono in parte i dettati della scienza classica o ne riscrivono in parte le sue teorie.

E’ evidente quindi che per alcuni scienziati, per propria comodità ed interessi, può far paura dover rimettere in discussione delle teorie, considerate valide da sempre a cui hanno dedicato una intera vita di studi. Secondo me invece è proprio quando questi grandi scienziati iniziano a snobbare delle nascenti (e sconcertanti) teorie, si vanno a minare le fondamenta stessa della ricerca scientifica in quanto si cerca di attenuare le curiosità ed ignorare di proposito promettenti teorie più per pigrizia che Continua »

L’evoluzione della penna è la terza dimensione!

penna3dGià dagli albori della nostra civiltà si era capito quanto fosse importante poter lasciare un segno.
Noi tutti oggi siamo abituati a scrivere, è un’operazione quasi istintiva che ci hanno insegnato sin da piccoli ed è uno dei metodi più ovvi e intuitivi per comunicare col mondo.
Per quanto l’atto di scrivere può essere un’operazione molto creativa, fare un semplice segno è oggi un’azione stupida e banale perché tutti possono utilizzare una penna.

Proprio quando non c’era più nulla da dire e da fare intorno a questo oggetto, che due persone estremamente creative, si mettono insieme per reinventarne nuove potenzialità dagli sbocchi davvero inaspettati e sorprendenti.

Volevamo progettare un dispositivo pratico e funzionale che effettuasse la stampa tridimensionale pronto in pochi minuti senza la necessità di un grande background tecnico e culturale e senza l’ausilio di computer o di software, questo dichiarano gli sviluppatori del 3Doodler. L’intento era quello di creare un dispositivo a basso costo ed alla portata di tutti che fosse allo stesso tempo divertente e facile da usare in pratica un qualcosa fruibile da tutti.

Effettivamente è stato così: si tratta di una penna, nel senso che può essere anche utilizzato in questo Continua »

Trading binario un’ottimo mezzo per guadagnare

Tempi di crisi: la gente si ingegna, pensa e si arrabatta per poter guadagnare qualcosa in più oltre al misero stipendio da fame; il fine è riuscire a pagare le bollette e cercare di lasciare inalterato il proprio status sociale.

Le strade però sono poche, insidiose e tutte in salita.
Tralasciando escamotages meno leciti o illegali, conoscendo la scarsissima probabilità di vincere, la maggioranza si butta comunque sulla via più semplice del gioco, sulle scommesse o sulle lotterie.

Si può capire, la speranza è l’ultima a morire e, pur di non star fermi, si tenta di tutto, anche di farsi spennare dallo stesso Stato che ci affama.

Chi invece è meno disincantato dal miraggio di una vincita milionaria (cosciente che non incontrerà mai tale fortuna), pur investendo un minimo di denaro, gira le proprie scelte in altri mondi che offrono rischi controllati, possibilità di guadagno molto più elevato ed investimenti minimi e oculati.

Prima di andare oltre a svelare questa strada, è importante Continua »

Riconoscere i colori

La luce può essere bianca, bianca oppure bianca” così parla uno spot di una grande azienda produttrice di lampade.

In estrema sintesi, ha perfettamente ragione, perché il colore con cui ci appare un oggetto (che non emette luce propria), dipende sia dal suo modo di riflettere la luce (cioè dalle lunghezze d’onda che riflette maggiormente), sia dalla luce che lo illumina (cioè dalla composizione spettrale di emissione di quest’ultima).
Non ha quindi senso parlare di colore reale di un oggetto in senso assoluto, senza specificarne contemporaneamente il tipo di sorgente luminosa utilizzata per vederlo.
Tuttavia, appare ragionevole associare, per alcune particolari sorgenti luminose, un ruolo privilegiato tale da far ritenere naturali i colori con cui appaiono gli oggetti quando sono illuminati da esse.
Si deve comunque trattare di sorgenti che abbiano uno spettro praticamente piatto su tutte le lunghezze d’onda nel visibile, in modo che non vengano trascurate alcune lunghezze d’onda rispetto ad altre (potremmo considerare la luce solare diurna o determinate lampade ad incandescenza come fonti universali in grado da soddisfare tale requisito).

Però tutto questo non basta, attraverso l’occhio raccogliamo la maggior parte delle informazioni sull’ambiente che ci circonda. La luce non è quindi solo una condizione o un mezzo visivo; con la sua intensità, la sua distribuzione e le sue caratteristiche, crea determinati fattori che influenzano fortemente la nostra personale percezione.
Quindi benché le caratteristiche fisiche di una situazione luminosa possano essere calcolate e misurate; l’aspetto che determina l’effetto di un sistema di illuminazione dipende anche dall’effetto che si ottiene sull’uomo e sulla sua percezione soggettiva.
Per la comprensione di questa percezione non è tanto significativo il trasporto delle informazioni fornite dall’immagine, quanto il processo di elaborazione di tali informazioni e la costruzione di quella impressione visiva sul cervello.
Va valutato anche se la capacità individuale di percepire ordinatamente quel particolare ambiente sia innata o debba essere appresa (in quanto troppo diversa dalle abitudini di illuminazione a cui un soggetto è stato abituato).
Ci si chiede inoltre se, per la percezione dell’immagine, siano responsabili solo le impressioni sensoriali Continua »

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