La ricetta della Coca Cola

La Cola è universalmente considerata come una bevanda buona ed adatta ad ogni stagione; è meglio conosciuta come Coca Cola o Pepsi Cola per il grande successo dei due maggiori produttori mondiali.
Proprio per il grande successo, moltissime sono le imitazioni e varianti di questa bevanda ma, a tutt’oggi, sembra che la migliore e più antica ricetta vada attribuita alla Coca-Cola Company.
Sembra infatti che la Coca-Cola fu inventata, dal dottor John Stith Pemberton, nel maggio del 1886, ad Atlanta, negli Stati Uniti d’America. Questo Pemberton tuttavia, non ebbe grande fortuna e nel tentare di commercializzarla, si coprì di debiti e dovette vendere formula e ricetta segreta per appena 550 $. Fu acquistata da Asa Candler, una abile commerciante che aveva intuito da tempo il potenziale della bevanda.

A partire dagli anni venti, la bevanda iniziò la sua diffusione mondiale, trasformandosi in un enorme business gestito dalla The Coca-Cola Company con sede a New York.
Oggi questa bibita viene servita praticamente in tutti i luoghi di ristorazione del mondo, ed è considerata la "bevanda per eccellenza" dei fast-food. Numerose ed affidabili ricerche dichiarano che Coca-Cola sia il marchio più conosciuto al mondo.

L’azienda concorrente più agguerrita è, ad oggi, la Pepsi, ma la bevanda vanta moltissime imitazioni.

Per evitare il proliferare di nuova concorrenzai tutti i produttori conservano segretissima la loro ricetta (con modalità e tecniche a volte inverosimili quanto leggendarie).

Diversi anni fa, qualcuno è riuscito a realizzare una ricetta praticamente identica alla Coca Cola, ma ha deciso di non sfruttarla commercialmente, tale "clone" è stato battezzato Open Cola. In questo modo, similmente ai software open source (per computer), non sono previste restrizioni particolari sull’utilizzo e ne vengono addirittura resi pubblici componenti e preparazione.

Di seguito quindi, senza violare alcun copyright, vi riporto l’ambita ricetta completa Continua »

Cose stupide dal web

Tra le infinità di pagine web esistenti in rete, vorrei proporvi alcuni tra i siti più strani ed inutili mai visti: i siti più piccoli al mondo.

Vi propongo quindi tre opzioni, sarete voi a valutarne contenuti e funzionalità.

Candidato 1:

Il più piccolo sito in assoluto al mondo è onepixelwebsite il quale, con la sua pagina di un solo pixel, di fatto non fà quasi nulla, a detta dell’autore dovrebbe lampeggiare ed emettere dei beep in codice morse (a me non fa nemmeno quello). Cliccando sul puntino (se lo trovate, sennò cercate al centro fino a che non vi comparirà la manina) si aprirà una pagina di testo con tanto di link e riferimenti a notizie ed autori. Il link esatto è questo: http://www.onepixelwebsite.com/

Candidato 2:

A far buona concorrenza al primo vi propongo un altro sito, organizzato su una minuscola pagina di soli 18×18 pixel.
In home page troviamo l’effetto di una goccia d’acqua che cade al suolo, con un click si entra (si fa per dire) nel sito vero e proprio.
E’ in effeti un sito che ha diverse funzionalità e si dichiara Continua »

Il linguaggio kapposo dei brufolosi di oggi

Il linguaggio “Kapposo” editato dai giovanissimi che viaggia negli SMS, sui social network ed in genere sui media digitali di oggi, lo trovo tragicamente infantile e futile.

A contrastare questo strano e vuoto fenomeno, sono nati anche movimenti no kappa per la verità ancor più stupidi di coloro che contrastano.
Personalmente credo che non sia necessario schierarsi violentemente contro questo diffuso ed effimero fenomeno. La voglia di stravolgere e cambiare l’ordine delle cose, è un comportamento tipico delle nuove generazioni; tendenza che poi si esaurisce, man mano, con la crescita della coscienza e della conoscienza dell’individuo. Come si dice in gergo “si mette la testa a posto” e si torna sulla strada tracciata dai più saggi vecchi.

Anche ai fini della originalità non è stato inventato nulla di nuovo, solo lo scimmiottare un metodo di scrittura già utilizzato decenni precedenti, quando la doppia kappa di okkupazione, (ugualmente criticabile) era più solida e significativa perché legata ad un ambito culturale dove era quasi necessario dotarsi di un linguaggio proprio ed alternativo. In questo caso il kappa, l’abbigliamento ed i vari simboli, erano i segni distintivi che sottolineavano una specifica appartenenza ad una identità politica e contestatrice.
Modelli ed ideali che i brufolosi di oggi non Continua »

Il fotografo del profondo

E’ una filosofia che, personalmente, condivido: la vera bellezza, quella che si apprezza nel tempo, è quella interiore, Nick Veasey ne ha fatta la sua arte.
Un fotografo che, contrariamente alla fotografia tradizionale, scatta l’interno delle cose e non la parte visibile; Nick non si accontenta delle apparenze o dell’estetica, lui scatta le sue opere illuminandole ai raggi X.
Credo che sia il primo (e forse l’unico) fotografo che si sia addentrato su questo settore. Il suo è un lavoro lungo ed impegnativo, molto spesso è un collage di più lastre fotografiche assemblate insieme con il computer. Nick lavora continuamente protetto con la sua tuta di piombo ed i suoi occhialini, ma le sue foto sono vere opere d’arte. Se date uno sguardo ai suoi lavori, sicuramente rimarrete stupiti dalla precisione, dalle sfumature e dai dettagli delle sue opere.
Opere emblematiche come l’autobus intero con le persone (rigorosamente scheletriche) al suo interno, l’hangar col suo boeing 777 “nudo” all’interno, i giocattoli di una volta, il bulldozer, la foto col giocatore di Continua »

Moltitudine Inarrestabile

Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto.

Negli ultimi quindici anni ho tenuto circa mille conferenze sull’ambiente e, ogni volta, mi sono sentito come un funambolo alla ricerca dell’equilibrio perfetto. Le persone desiderano sapere cosa sta succedendo al loro pianeta, ma nessuno vorrebbe mai deprimere il proprio pubblico, per quanto cupo e preoccupante sia il futuro previsto dalla scienza che studia i tassi di perdita ambientale.

Tuttavia, essere ottimisti riguardo al futuro richiede delle basi convincenti per un’azione costruttiva: è impossibile descrivere le possibilità future senza prima definire accuratamente le problematiche attuali. Colmare tale divario ha sempre costituito per me una sfida e le platee, ignorando soavemente il mio turbamento intellettuale, mi hanno fornito un insolito punto di vista.

Dopo ogni conferenza, una piccola folla mi circondava per parlare, porre domande e scambiare biglietti da visita. Generalmente, queste persone si occupavano delle tematiche più dibattute ai nostri giorni: cambiamenti climatici, povertà, deforestazione, pace, risorse idriche, fame, conservazione, diritti umani. Provenivano dal mondo del non profit e delle organizzazioni non governative, noto anche come “società civile”: si erano presi cura di fiumi e golfi, avevano insegnato ai consumatori i principi dell’agricoltura sostenibile, installato pannelli solari sulle loro abitazioni, esercitato azioni di lobby sui legislatori nazionali per contrastare l’inquinamento, lottato contro politiche commerciali tagliate a misura d’impresa, lavorato per rendere verdi le principali metropoli e fornito un’istruzione ai bambini in materia di ambiente. Semplicemente, avevano dedicato le loro esistenze a cercare di salvaguardare la natura e a difendere diritti.

Malgrado fossimo negli anni Novanta e i mezzi d’informazione ignorassero queste persone, queste occasioni mi offrivano la possibilità di ascoltare le loro preoccupazioni. Incontravo studenti, nonne, adolescenti, membri di tribù, uomini d’affari, architetti, insegnanti, professori in pensione e genitori preoccupati. Dato che mi spostavo continuamente e che le organizzazioni rappresentate da queste persone erano radicate nelle loro comunità, in un anno iniziai a farmi un’idea della varietà di questi Continua »

Salute: Arriva 'Hi Live', La Maglietta Che Combatte Stress e Dolori

Roma, 14 set. (Adnkronos Salute) – E’ la maglietta della salute del futuro, un po’ diversa da quella consigliata dalla nonna per contrastare malanni e raffreddori.
Si chiama ‘Hi Live’, è supertecnologica e messa a punto da un gruppo di ricercatori che opera nel Veneto: è un sistema di biostimolazione – spiega Gilberto Di Benedetto, presidente dell’Associazione fisioterapisti e pazienti italiani (Afpi) – che produce un aumento costante e benefico dell’energia dell’organismo, disponibile subito e utilizzata per tutte le attività vitali, con riequilibrio delle funzioni e della salute.
Effetti positivi, indossandola, “sono riscontrabili su diversi fronti – spiega Di Benedetto – Agisce su disturbi come dolori osteoarticolari di schiena e collo, affaticamento cronico, effetti dello stress, con miglioramento della diuresi, del colesterolo, del recupero sportivo, della circolazione, del riposo notturno”. Risultati resi possibili dall'”attivazione dei meccanismi regolatori naturali dell’organismo – precisa il presidente dell’Afpi – che controllano tutti i vari organi e sistemi.
Il risultato finale è un aumento energetico generalizzato dell’organismo”. Hi Live non è una vera e propria terapia, “ma si occupa di energia – spiega Di Benedetto – attivando quei meccanismi naturali basilari di auto-regolazione dell’organismo che permettono di aumentare il potenziale vitale”. “Come una buona alimentazione, un po’ di giusto movimento, un sonno riposante o emozioni gradevoli comportano benessere e miglioramenti psico-fisici, ma non sono vere e proprie terapie – fa notare il presidente dell’Afpi – similmente Hi Live genera condizioni che favoriscono lo stare bene, potenziano l’organismo contrastando e prevenendo le disfunzioni. Può essere anche utilmente associato come coadiuvante a cure e trattamenti”.
Sembra tutto semplice e facile, “ma in realtà le materie di base che supportano il sistema sono alquanto Continua »

Sei preziosi strumenti per i nostri hobbies

Non molti ancora ne conoscono l’esistenza, quindi ve lo presento subito, si chiama Aviary. Con i suoi 6 applicativi (Phoenix, Toucan, Falcon, Peacock, Raven, Myna), sta rivoluzionando il web.
E’ una raccolta di strumenti per l’editing di immagini, per la cattura di screenshot, per la gestione dei colori e per l’editing audio, tutti rigorosamente on-line. In pratica, per piccoli impieghi non professionali, non servirà più possedere l’applicativo specifico per le nostre piccole e temporanee esigenze, basterà solo un collegamento internet ed entrare sul sito Aviary.
Viene da stupirsi per la quantità e la qualità delle applicazioni (tutte in flash) presenti, gli strumenti sono semplici, sofisticati ed efficienti. In particolare il foto ritocco (phoenix), l’editor vettoriale (Raven) e l’audio editor (Myna), sono di pregiatissima fattura e secondo me, tra le migliori Continua »

Powered by WordPress | Designed by: 7Graus | Thanks to 7Graus WP Themes
http://www.stampolampo.it/feed/
Follow by Email
https://www.facebook.com/stampolampoblog/
https://plus.google.com/u/0/+StampolampoIt
http://www.stampolampo.it/page/40">
https://twitter.com/slblog
YOUTUBE
PINTEREST
LINKEDIN
INSTAGRAM