Dalle impronte digitali a quelle batteriche

Le indagini giudiziarie potrebbero arricchirsi di un ulteriore strumento scientifico per scoprire i colpevoli. Anche le tracce dei batteri che vivono sulla pelle delle nostre mani potranno aiutare la polizia scientifica a scoprire l’identità di una persona.
Il detto che una persona la si riconosce dalla stretta di mano è oggi ancora più vero, ora la si può riconoscere anche dai microbi che ti passa quando ti stringe.

Secondo un recente studio condotto da Noah Fierer dell’Università del Colorado a Boulder e la sua equipe, ciascuno di noi trasporta sulle proprie mani (quindi distribuisce e lascia in giro) una comunità di microbi e batteri ben definita e diversificata esclusiva e personale. Un mix microorganico sempre diverso e ben distinguibile da quello degli altri e quindi riconoscibile.

Già si pensa di usare questa scoperta per fini ispettivi e di indagine rivolto alle forze dell’ordine scientifiche.
Scovare batteri sulla scena del crimine sarà quindi, in futuro, molto simile Continua »

Tutti a bordo di… Strabordo!

Aspettando un mondo senza barriere

Probabilmente bisognerà aspettare parecchio, ma non disperiamo.
Intanto inganniamo l’attesa girando il mondo, conoscendo nuove persone e nuove culture. Questo hanno pensato alcune ragazze speciali che hanno fondato Strabordo ON LUS, associazione che progetta, organizza e verifica viaggi e itinerari per persone con disabilità motoria.
Affatto impensierite dai ponti tibetani, hanno visitato il Nepal, e poi Marrakech. Nel 2008 il gruppo torna dalla Namibia con dei video da fare invidia a Superquark. Nel 2009 invece, breve gita fuoriporta: week end a Londra, poi una settimana tra Giordania ed Israele per visitare la mitica Petra, per galleggiare sul Mar Morto, per vedere l’emozionante Gerusalemme.
Ma grandi progetti sono in corso anche per il 2010: di nuovo Londra e Gerusalemme, di nuovo nel deserto della Namibia. Ma ci sono anche mete “inesplorate”: San Pietroburgo, Barcellona e New York!
Mentre si preparano per ripartire, le nostre ragazze stanno organizzando un grande incontro, proprio nelle Marche: all’Abbadia di Fiastra il 1 e 2 maggio si terrà il 2° Strabordo Raduno, per dare modo ai soci di incontrarsi e ai non soci di conoscere l’associazione.

Chi vuole salire… a bordo di Strabordo, può contattare l’associazione: strabordo@gmail.com

ww.strabordo.org,
tel 340 0576401

Perché le barriere più alte, spesso sono quelle mentali.

La pediculosi: una piaga sociale

E’ un argomento questo altamente simbolico, anche se in realtà non è fonte di pericolo, nel nostro immaginario collettivo è simbolo di degrado e sporcizia personale.

Per questo voglio fare una scommessa: io scommetto che nella lettura dell’articolo non vi sia persona (esclusi i calvi) che non abbia lo stimolo di grattarsi la testa almeno una volta!

Io punto 1€
e lo stesso dovreste fare voi.

Qui in fondo (per chi sarà onesto con se stesso), lascio la possibilità di pagare la scommessa.

Cos’è la pediculosi

E’ l’incubo di tutti i genitori: si insidiano tra i capelli dei bambini e ne succhiano il sangue del suolo capelluto, sono i pidocchi. Riconoscerli non è sempre semplice e si diffondono da un bambino all’altro con molta facilità.

La pediculosi è un’infestazione dovuta a piccoli parassiti di colore biancastro chiamati pidocchi della grandezza di circa 3 mm, che si attaccano al cuoio capelluto (Pediculus Humanus Capitis) o altre zone corporee ricoperte da peli (Pthirus Pubis).
Il ciclo vitale dei pidocchi si svolge interamente sul cuoio capelluto dell’uomo, dal quale ricevono calore e nutrimento. Lontani da questo ambiente (cioè l’uomo), i pidocchi sopravviverebbero al massimo 2 o 3 giorni perché subiscono una rapida disidratazione, la quale rallenta i loro movimenti fino ad immobilizzarli e causarne la loro morte. La femmina vive solo tre settimane, durante le quali deposita circa 300 uova biancastre (chiamate lendini) alla base del fusto del capello. Le lendini, sono facilmente confondibili con la forfora, ma sono saldamente fissate Continua »

Nick Carter un fumetto che fece storia

Molti della nuova generazione non lo conosceranno o non lo ricordano, eppure Nick Carter ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione del fumetto in Italia negli anni ’70.
Nick Carter fu creato tra il 1969 e il ’70 dal famoso disegnatore umoristico Bonvi, alias Franco Bonvicini, (autore anche delle striscie di Strurmtruppen) e da Guido De Maria.
Fu il primo esperimento (e credo unico) di fumetti per la televisione in Italia.
Sembrerebbe un paradosso, in quanto sarebbe più logico realizzare direttamente un cartone animato, eppure allora, si decise di sperimentare questa tecnica al fine di divulgare gli eroi della carta stampata, direttamente sul grande schermo.
Fu Giancarlo Governi (responsabile dei “programmi speciali” per la RAI), che pensò di realizzare una trasmissione con personaggi a fumetti che cioè parlavano sia con l’audio che con la scritta sui baloon (il fumetto appunto).

Governi incaricò quindi Guido De Maria di progettare il personaggio che doveva presentare la trasmissione, così dopo un accurato studio con Bonvi, nacque il poliziotto Nick Carter, che insieme ai suoi inseparabili e divertentissimi colleghi Patsy e Ten, nel 1972 diedero il successo alla mitica trasmissione “GULP! I Fumetti in TV”.

Il successo fu talmente eclatante che, nel 1978, Nick Carter e i suoi amici presentarono la trasmissione “SUPERGULP! Fumetti in TV”, ormai diventato un cult degli anni ’70 nientemeno in prima serata (alle 21:00 su RAIDUE)

Il nome del personaggio Nick Carter, fu ispirato dai Continua »

Tutte le leggi italiane online

E’ stata inaugurata ieri, 19 marzo 2010, la prima banca dati delle Leggi della nostra Repubblica on line.

Il progetto, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Camera e dal Senato della Repubblica, è gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ma non è ancora completato.

Il progetto avanzerà per gradi, al momento è già on line tutto quanto comparso nella Gazzetta Ufficiale a partire dal 1º gennaio 1980 ad oggi. Si prevede, per maggio prossimo, la messa in rete anche del decennio 1970-1980.

L’intero iter dovrebbe terminare nel 2014 con l’inclusione di tutto il corpus legislativo relativo al Regno d’Italia.

Di seguito tutte le fasi e le Continua »

Alcol = incidenti, equazione non corretta

Con le recenti campagne martellanti contro l’alcol si è venuta a creare una equazione allarmante: alcol = incidenti stradali, ma è proprio così?
Guardiamo con attenzione le statistiche fatte dall’istituto Piepoli e commissionato dalla Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e analizziamo i numeri:

La causa degli incidenti stradali dipendenti da abuso di alcol e droghe per l’anno 2007 rappresenta, in realtà, poco più del 3% (fonte ISTAT)
– dal sondaggio Piepoli, gli italiani che attribuiscono la colpa di questi incidenti all’alcol, sono ben il 63% (ottenuto da un campione di giovani e adulti di età compresa tra 16 e 54 anni)

E’ una differenza notevole tra la realtà e quello che si pensa sia la causa reale di questi problemi. Consideriato che quasi il 97% dei casi avviene per cause comuni collegabili ad inconvenienti, distrazione, eccesso di velocità e cattive abitudini di guida, questo la dice lunga sul bombardamento mediatico a cui l’opinione pubblica è sottoposta giornalmente.

Ora non si deve in alcun modo sottovalutare il problema, la guida in stato di ebbrezza, soprattutto sui giovani sotto l’effetto di alcol o droghe, provoca le conseguenze più Continua »

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