Parolacce, imprecazioni e bestemmie viste dalla comune sensibilita'

Nel 2006 dopo uno studio piuttosto pignolo (e curioso) condotto dal linguista Vito Tartamella, andò in stampa il suo libro “Parolacce. Perché le diciamo, che cosa significano, quali effetti hanno“.

Nella presentazione si legge: “La parolaccia è una costante del comportamento umano, una corrente elettrica che attraversa da sempre il linguaggio individuale e collettivo, come testimoniano gli storici della lingua, datando dagli esordi della comunicazione verbale della specie l’apparizione delle parolacce, in ogni civiltà, e rintracciandone le evenienze in ogni tempo. Non è un fenomeno casuale: i neurologi sono riusciti a stabilire che nel cervello esiste un’area espressamente dedicata all’elaborazione e all’invenzione degli insulti. Vito Tartamella rintraccia una storia che delinea una democrazia del linguaggio: le parolacce sono pronunciate dai più incolti, ma entrano di diritto nella storia della letteratura e nelle vicende di cronaca, a volte arrivando a vette storiche memorabili.

Per non farsi mancare nulla, l’anno scorso, lo stesso autore, condusse una singolare ricerca (per Focus) e sfornò il Volgarometro il cui sunto lo trovate in foto (cliccate per ingrandire).
Su un campione di 2615 persone ha stilato la lista delle offese percepite come Continua »

Scherzi del catso

In tempi di relax vi vorrei proporre alcuni scherzi da fare agli amici o in compagnia. Inutile ricordare di non abusare, come si dice lo scherzo è bello quando dura poco.

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Al mare

Scrivete questo cartello ed affiggetelo di fronte alla spiaggia poi guardate le reazioni dei bagnanti

AVVISO:
SIETE CORTESEMENTE PREGATI DI NON CREARE INUTILI ALLARMISMI.
LO SQUALO AVVISTATO IERI E’ UN NOTO ABITUDINARIO DI QUESTE ACQUE
E NON COSTITUISCE ALCUN PERICOLO PER I BAGNANTI!
(basta non importunarlo troppo)

N.B. usate un computer per rendere il cartello più credibile Continua »

Dopo i virus, il pericolo dei malware

Il virus informatico è un codice in grado di riprodursi da solo all’interno di un sistema, non necessariamente a fini di danneggiamento, infatti, alla sua origine nel 1983 (25 anni fa), aveva ben altri scopi.

In 5 lustri si sono sviluppate però versioni soprattutto maligne che hanno causato miliardi di dollari di danni, ad oggi sono in circolazione migliaia di forme virali anche molto sofisticate ed aggressive.

Nonostante le protezioni (obbligatorie) di oggi e sistemi sempre più complessi, i virus moderni sono più forti che mai e, grazie alle falle dei sistemi operativi, si sviluppano e si evolvono rapidamente in forme sempre più subdole e criminali.

L’inventore del primo virus Rich Skrenta, studente di Pittsburgh, oggi quarantenne, ricorda ben volentieri quei periodi fiero di aver messo a segno un colpo che ha fatto scuola. Oggi dirige una società specializzata in informatica. Il suo virus si chiamava “Elk Clone” ed era considerato il primo replicante nascosto capace di autoriprodursi. Questo virus divenne subito famoso in quanto era molto semplice, e costituiva, per il suo autore, un semplice gioco. Skrenta mise a punto un cosiddetto “boot sector”, cioè un virus che entrava nella memoria del computer senza lasciare tracce apparenti ogni volta che si accendeva il pc, quindi si metteva in moto per replicare se stesso e nascondersi nei floppy disk ogni volta che se ne utilizzava uno.
L’invenzione di Skrenta nacque come scherzo verso Continua »

L'autarchia di facebook un perfetto sistema autoritario on line

Parte seconda (continua dall’articolo precedente)

… Prima di leggere questo pezzo ti consigliamo di leggere la prima parte dell’articolo che trovi qui.

Perché autarchia e regime

Ritornando al discorso come promesso, diciamo che nel complesso e articolatissimo regolamento (di cui fa fede solo quello inglese), Facebook ha inserito cavilli e regole che permetterebbe l’esclusione e la sospensione per qualunque attività si possa tenere nel loro portale.

I provvedimenti punitivi applicati sono:
Alienazione
Sospensione
Spionaggio
Favoritismi (e complicità)

Anche se ai più non è noto, Facebook ha implementati sulle pagine, strumenti di spionaggio, di controllo e di alienazione, con lo scopo di ricevere le segnalazioni di irregolarità direttamente dagli utenti, questo per sanzionare coloro che non sono allineati con le politiche di servilismo richieste. Gli strumenti, a prima vista innocenti, vengono attivati dallo stesso utente (Segnala/blocca questa persona, o Rimuovi dagli amici), altri sono addirittura automatici.

Già al momento di attivare un nuovo profilo il sistema impone delle regole ben precise che ci dovrebbe far storcere il naso:

E’ obbligatorio inserire dati veritieri sulle proprie generalità (tutti gli altri social consigliano un nick name)
E’ obbligatorio inserire una foto del viso originale (tutti gli altri consigliano un avatar o parti del corpo non riconoscibili)
E’ consigliabile inserire i propri gusti, la scuola frequentata, il num di tel, la via, ecc. (tutti gli altri optano per tener celati i dati sensibili)

Risulta una forzatura punibile quindi (anche se molti lo fanno) creare profili per usi commerciali con scambio e diffusione di informazioni e la diffusione pubblicitaria (non a pagamento) che non passa per i loro canali di accettazione.

Il provvedimento più grave che Facebook può prendere è l’alienazione (comunemente chiamato banning). E’ un provvedimento questo senza appello che viene attivato dagli amministratori di sistema facendo sparire completamente un account e cancellandone tutte le tracce create (attività, foto, contenuti e contatti anche regressi), sia al titolare che a Continua »

L'autarchia di Facebook un perfetto sistema di controllo globale

Parte prima

Ormai da anni, per pura curiosità, sto seguendo e partecipo a vari social network con particolare attenzione verso quelli più in voga. Un po’ per approfondimento un po’ per curiosità, mi inscrivo e ci dedico un po’ di tempo (in verità senza troppa passione) a volte partecipo anche ad alcune delle miriadi di boiate che vi girano.

Lo scopo è di capire cosa accade intorno a noi, quali sono i meccanismi che portano al successo un portale e perché poi, di colpo, tutto sprofonda nel nulla; capire quali siano i meccanismi psicologici che fanno sì che migliaia di persone vanno (come pecore) tutte verso una medesima direzione senza porsi alcun problema né farsi domande; poi, con la stessa velocità, si diradano e si disperdono senza direzione definita per il web alla ricerca di altri punti di accentramento.
Ho sempre pensato che, come per le dinamiche di un locale alla moda, un social network segua simili regole o tendenze, ma non ne sono ancora certo, qui si parla di spostamenti sociali ben più macroscopici che vengono indotti da qualche ragione a noi occulta, ma di sicuro ben controllata.

Chi non ricorda Second Life? Per anni ha spopolato per il web, per anni la gente ci ha perso migliaia di ore a giocarci su, a costruirsi una identità virtuale e poi, di colpo, più nulla, qualcuno nemmeno se ne ricorderà più, eppure il momento di massimo picco di interesse risale a meno di 5 anni fa!
Ora è la volta di Facebook, la moda del momento, sembra che non si riesca più a farne a meno, c’è chi vi appone centinaia di foto, chi ci inserisce le sue idee e tutti i suoi scazzi, chi ci colleziona amicizie e chi lo usa per rimorchiare.

Di fatto rappresenta l’ultima generazione di strumenti capaci di produrre Continua »

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Infine se non riesci a copiare il codice riportato, puoi comunque scaricarlo da
questo file

Scoperte interessanti… in breve

Voglio proporvi una serie di scoperte avvenute negli ultimi anni che, se sviluppate industrialmente, porterebbero benefici e miglioramenti notevoli su molti ambiti della nostra vita.

Un virus per produrre idrogeno

Presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) si sta lavorando per mettere a punto un particolare virus la cui dote sarebbe quella di scindere le molecole d’acqua sottoposta ai raggi solari (un po’ come succede in natura con le piante). In questo modo sarebbe molto più agevole la scissione dell’idrogeno dall’acqua con molta minore energia necessaria. L’impiego su larga scala potrebbe essere un valido metodo per la produzione efficiente di energia e combustibile a idrogeno. I ricercatori, con a capo Angela Belcher, hanno effettuato una modifica genetica di un virus innocuo per l’uomo (il virus M13); questo, modificato a dovere e grazie all’impiego dell’ossido di iridio (che funziona da catalizzatore) riesce ad aggregarsi con la porfirina di zinco, creando così un composto Continua »

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