Sony, una azienda che fa scuola

L’ultimo saluto a Norio Ohga vorrei farlo con i successi che la Sony ha avuto e sta avendo nel mondo.
Si è spento a Tokyo forse quello che, più di tutti, ha lasciato l’impronta più consistente sulla compagnia nipponica. E’ stato il papà del CD come lo conosciamo ora, ma anche un grande idealista che ha cambiato radicalmente la Sony portandola a essere una tra le aziende di riferimento a livello mondiale. Si è spento ad 81 anni dopo una lunga malattia.

Howard Stringer, l’attuale presidente e amministratore delegato di Sony Corporation, ha dichiarato: “Quando mi sono unito a Sony nel 1997, Ohga era presidente e amministratore delegato. Le sue numerose iniziative di successo erano ben note sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Poter essere testimone del lavoro di Ohga è stato un vero onore ed è una cosa di cui ho beneficiato in innumerevoli modi anche negli anni successivi”.

La carriera di Ohga ha radici molto profonde in Sony. Era ancora studente quando conobbe i fondatori dell’azienda, Masaru Ibuka e Akio Morita, che lo videro subito un vero businessman. Nel 1953 divenne consulente e consigliere di Tokyo Telecommunications Engineering Corporation (ora Sony Corporation) prima di entrare a far parte dell’azienda nel 1959.

Ohga aveva un pallino che ha fatto l’effettivo successo di Sony: migliorare la Continua »

La storia del sapone

Probabilmente ormai non ce ne accorgiamo, ma pochi sono, al mondo, i prodotti diffusi, utili ed importanti come il sapone.
Il sapone è parte integrante della nostra vita ogni giorno, dall’infanzia fino alla vecchiaia.

Ai primordi il sapone era considerato un genere di lusso, ma via via che si è diffuso, è diventato una necessità oltre che una esigenza quotidiana.

Un chimico del XIX secolo affermò che la quantità di sapone consumata da una nazione indica il suo grado di prosperità e di civiltà.
Oggi che ormai il sapone è considerato essenziale per l’igiene e la salute comune, vale la pena di citarne la sua particolare storia.

Anche se le prime testimonianze dell’utilizzo del sapone sembra risalgano dalla civilità babilonese, per tutta l’antichità precristiana si hanno pochissimi riscontri oggettivi che dimostrano il suo uso a scopi igienici e personali.
Eppure contenitori di terracotta, risalenti al 2800 a.C., che contenevano residui di sostanze simili al sapone sono stati ritrovati in Mesopotamia. Ad ulteriore conferma, è stata anche rinvenuta una tavoletta, risalente al 2200 a.C., incisa con caratteri cuneiformi, che descriveva il metodo per la preparazione del sapone utilizzando acqua, sostanze alcaline e olio di cassia.

Il papiro di Ebers (dal nome del suo acquirente europeo), datato intorno alla XVIII dinastia (siamo circa nel 1550 a.C.), contiene informazioni sugli usi igienici degli antichi egizi e dichiara che si lavassero con un prodotto ricavato dalla combinazione chimica di oli animali e vegetali con sali alcalini (prodotto molto simile al sapone). Altri papiri dell’antico egitto citano anche sostanze saponose utilizzate per la preparazione e la filatura della lana.

I greci e i romani usavano in genere Continua »

La bevanda che fa crescere le tette

Poter aumentare il volume del proprio seno è, per molte donne, un desiderio e un’aspirazione.
Negli ultimi decenni il numero di donne che si sottopongono a interventi volti a correggere difetti di volume ed aspetto del seno è aumentato costantemente e le tecniche mediche si sono evolute ed adeguate in risposta alla crescente richiesta.

A differenza di ciò che accade negli altri mammiferi (per i quali la mammella rappresenta un elemento anatomico semplicemente funzionale all’allattamento), nel genere umano costituisce un simbolo di femminilità e assume un ruolo di primo piano nel corteggiamento (con una valenza psicologica importantissima).

Inoltre la pressione costante sull’immagine della donna tenuto dai media e dall’intera società causa, a molte, il desiderio di sottoporsi alla chirurgia plastica (mastoplastica additiva) per aumentare la grandezza del proprio seno o migliorarne la forma.
L’intervento chirurgico prevede l’impianto di protesi per aumentare il volume del seno o correggere l’estetica o le eventuali asimmetrie.
Ma la chirurgia plastica è rischiosa e costosa e, fino ad ora, la farmacologia non ha aiutato le donne desiderose di forme più prosperose.

Ma per aumentare la grandezza del seno, non sempre è necessario optare ad interventi chirurgigi per ottenere misure esagerate,  esistono infatti modi meno invasivi per rendere il seno più grande naturalmente.

Il seno delle donne cresce grazie ad un ormone (autoprodotto) chiamato estrogeno. Sia gli uomini che le donne ne producono, ma le donne ne producono di più degli uomini ed è anche questo fattore che le rende diverse.
Una ragazza che entra nella pubertà, inizia a produrre più estrogeni che causano cambiamenti ormonali nel suo corpo. Intorno all’età di 12 – 16 anni, iniziano infatti le mestruazioni e si vedono subito dei cambiamenti nella forma e nella misura del seno.
Il seno della ragazza continuerà a crescere finché verranno prodotti Continua »

La storia del Pi greco


Per chi non lo sapesse, il Pi greco () non è altro che il numero che si ottiene dividendo la circonferenza di un cerchio per il suo diametro (o, anche, il valore dell’area di un cerchio di raggio unitario).

Il Pi greco è conosciuto come la costante di Archimede o di Ludolph ed è stato considerato dai matematici della storia un numero strano ed affascinante tanto che molti ci hanno speso una intera vita per calcolarlo con la più alta precisione possibile.

L’impossibilità di quadrare un cerchio (diventato anche un modo di dire) viene dimostrato empiricamente dal semplice metodo di calcolo di Archimede (in figura) utilizzando dei poligoni (nel 200 a.C.) e successivamente, oltre 2000 anni dopo, da Johann Heinrich Lambert (nel 1761) e da Ferdinand von Lindemann (nel 1882).

Il Pi greco è quindi una costante matematica e irrazionale che, a causa della sua natura trascendente, non possiede espressioni semplici e finite che la possono rappresentare. Di conseguenza il suo calcolo viene fatto esclusivamente con calcoli numerici per approssimazioni successive.
In molti casi il suo valore 3,14 è sufficiente, ma per maggior precisione molti lo usano con 4 decimali (3,1416) e alri ancora con 5 decimali (3,14159).
Un pignolo potrebbe usare molte cifre in più (per pura dimostrazione di saccenza), ma ai fini pratici poco cambia sui risultati finali. Vi mostro un esempio di un Pi greco con 999 cifre Continua »

Come archiviare le foto digitali

Fino a qualche anno fa per archiviare e proteggere il nostro patrimonio fotografico tradizionale (foto, negativi, diapositive, lastre) bastava scegliere un ambiente con basse escursioni termiche, ben asciutto e poco illuminato.
Con l’avvento delle moderne immagini digitali è necessario comprendere e tener conto però di molti altri fattori importantissimi ai quali, spesso, non pensiamo.

In realtà anche se siamo attenti a conservare integra la nostra banca dati, non possiamo essere sicuri che tra 10, 50 o 100 anni quel formato di file sia ancora apribile ed interpretabile.
Anche molti tipi di supporti già ad oggi, nonostante la breva storia informatica, si sono persi per strada, se qualcuno non ricorda i primi floppy da 8" (con capacità di 160 Kb nato nel 1967) forse avrà visto i floppy da 5,25" (con capacità di 360 Kb usati negli home computer nel ’90) o più facilmente i recenti 3,5" (con capacità di 720 Kb e successivamente 1440 Kb o 2880 Kb) usati solo fino a pochi anni fa.
Sono supporti ormai obsoleti dei quali è praticamente impossibile trovare i drive di lettura per poterne trasferire il contenuto.

Anche i fruitori più accorti, che hanno provveduto a fare i dovuti backup (o trasferimenti) su supporti diversi, non avranno comunque la certezza che Continua »

Fusione fredda? Sembra proprio di sì

Due fisici emiliani sostengono di aver concretizzato uno dei sogni più sfuggenti della ricerca contemporanea. Il loro reattore a fusione sembra funzionare, ma non sanno spiegare come. La comunità scientifica resta scettica (come al solito).

Questo blog segue le ricerche sulla fusione fredda da anni e stavolta siamo a casa nostra, a Bologna, in un capannone di via dell’Elettricista. Qui, l’ingegnere Andrea Rossi e Sergio Focardi (professore emerito dell’Alma Mater Studiorum), hanno presentato ad un gruppo di esperti e giornalisti un macchinario in grado di realizzare il famigerato processo di fusione fredda.

I due scienziati, però, non hanno voluto dare dettagli più precisi rispetto al funzionamento del macchinario in quanto brevettato. Il loro interesse sembra sia quello di poter vendere il brevetto ed avviare al più presto la produzione industriale.

Il professor Zoccoli dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), presente alla dimostrazione, si è espresso cautamente alle domande dei giornalisti.  E’ come dire "abbiamo trovato la cura contro il cancro", questo potrebbe essere vero o no, ma per verificarlo è necessaria una lunga serie di sperimentazioni e studi clinici.
Qui la situazione è la stessa: c’è stata una dimostrazione (anche piuttosto breve, una mezz’ora in tutto) in cui gli autori hanno presentato una macchina, che in teoria, produrrebbe energia in quantità rilevante.
L’apparecchio è stato alimentato con 1 kW circa di energia, e se ne sono ottenute 15 volte di più, il che denota una effettiva produzione notevole, ma il risultato deve essere riproducibile.
Gli autori dicono che hanno intenzione di fare ulteriori misure e verifiche, ma non hanno specificato né come né quando.

E’ possibile allora che si sia trattato effettivamente di un fenomeno di fusione fredda?

"Il punto è proprio questo" continua il Prof. Antonio Zoccoli Continua »

OX2 il motore a combustione innovativo

E’ un motore a scoppio concettualmente nuovo, inventato dall’australiano Steven Charles Manthey (chi segue questo blog da tempo, saprà che ne abbiamo già parlato nel maggio 2008)

Vogliamo tornare sul discorso per aggiornarvi sugli sviluppi del progetto e perchè molte male lingue già parlano di bufala, altre parlano di un progetto fasullo, altre dichiarano che l’azienda si è venduta ai petrolieri.
Niente di tutto questo, lo sviluppo del progetto continua regolarmente e si iniziano già ad intravedere le prime possibili installazioni.

Ricordo che il motore OX2 è un innovativo motore a combustione interna a bassissimo consumo di carburante, molto leggero, di piccole dimensioni, a basse emissioni, alimentabile con moltissimi tipi di carburanti, con un rappoorto peso/potenza molto vantaggioso, facile da costruire e con pochissime parti in movimento.
Ha una coppia molto elevata sia a bassi che ad alti regimi di giri tale che può essere vantaggiosamente applicato su veicoli anche senza un cambio di velocità.

Per le sue eccellenti prerogative quindi può sostituirsi a tutti i tipi di motori a scoppio oggi in commercio migliorandone totalmente le Continua »

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