Poron XRD contro gli impatti

E’ un materiale plastico innovativo che garantisce ammortizzazione e flessibilità senza paragoni rispetto ad altri materiali plastici o resine già esistenti sul mercato.

Il Poron è un poliuretano già molto usato per produrre materassi ed imbottiture ed è probabilmente uno dei materiali più efficaci anche per imballi e protezioni, ottimale anche per imballi e lastre protettive.

Il Poron, inventato dalla Rogers Corporation si divide in molti diversi materiali, catalogati ed utilizzati a seconda dello scopo per cui sono più adatti, ma il più famoso (e credo interessante) è il Poron XRD, un materiale molto resistente agli impatti ed usato per produrre protezioni per qualsiasi parte del corpo (ginocchia, gomiti, petto) e per imballaggi ad alta sicurezza.

Non è altro che un poliuretano microcellulare con la peculiarità che riesce a scaricare il peso perifericamente evitando che l’impatto vada a colpire la zona sottostante da proteggere.

Grazie alla sua deformabilità controllata, consente di assorbire degli urti che sarebbero altrimenti distruttivi e nel contempo evita il rimbalzo del Continua »

Cartellonistica artigianale

Riprendiamo un argomento abbandonato da tempo per riportare in auge l’essenza della italianità più vera.
Il massimo dell’espressione linguistica tanto acuta quanto semplice e (spesso) volgare che però trasmette concetti precisi e taglienti con frasi brevissime ed essenziali.
Sono cartelli originali esposti al pubblico per comunicare, vietare od informare la gente che passa.
La povertà di termini non stona con la chiarezza del pensiero che viene espresso, l’apprezzamento va alla genialità di chi ha scritto, con poche righe, frasi di altissimo effetto.
Vista la corposa raccolta, ho riunito in temi omogenei i cartelli più significativi e comici che son riuscito a trovare in rete.
Buon divertimento. Continua »

Il crash di Aruba tra preoccupati e menefreghisti

Oggi ci vogliamo scusare per il black-out generale del nostro servizio avutosi per circa 6 ore.
Il problema è dovuto ad un incendio alle sale degli UPS presso Aruba, il nostro maintainer toscano.
Ringraziando per il loro veloce ripristino (un incendio è pur sempre cosa grave e di difficile soluzione), vorrei segnalare il lato goliardico della situazione.
Aruba è un grande fornitore di servizi, forse tra i più grandi d’Italia e l’incidente ha provocato il black out di circa un milione e mezzo di siti e portali.

Con l’occasione del disastro anche Aruba si è inscritta a twitter ed ha acquisito oltre 3000 follower in sole 3 ore, in paragone il matrimonio del secolo tra i reali inglesi è praticamente scomparso tra le nebbie del web.

Come dicevo Aruba, è una struttura con 1,5 milioni di domini mantenuti, 3.000 mq di datacenter e 10.000 server gestiti quindi, perdendo totalmente il servizio, molti si son risentiti dicendo che è un servizio del catso, altri minacciano di cambiar mantainer quanto prima, altri pretendono il risarcimento dei danni, ma moltissimi se la son presa in allegria ed hanno cominciato a sparar cazzate a raffica, vorrei riportarvi qui di seguito alcuni messaggini salienti. Continua »

Sony, una azienda che fa scuola

L’ultimo saluto a Norio Ohga vorrei farlo con i successi che la Sony ha avuto e sta avendo nel mondo.
Si è spento a Tokyo forse quello che, più di tutti, ha lasciato l’impronta più consistente sulla compagnia nipponica. E’ stato il papà del CD come lo conosciamo ora, ma anche un grande idealista che ha cambiato radicalmente la Sony portandola a essere una tra le aziende di riferimento a livello mondiale. Si è spento ad 81 anni dopo una lunga malattia.

Howard Stringer, l’attuale presidente e amministratore delegato di Sony Corporation, ha dichiarato: “Quando mi sono unito a Sony nel 1997, Ohga era presidente e amministratore delegato. Le sue numerose iniziative di successo erano ben note sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Poter essere testimone del lavoro di Ohga è stato un vero onore ed è una cosa di cui ho beneficiato in innumerevoli modi anche negli anni successivi”.

La carriera di Ohga ha radici molto profonde in Sony. Era ancora studente quando conobbe i fondatori dell’azienda, Masaru Ibuka e Akio Morita, che lo videro subito un vero businessman. Nel 1953 divenne consulente e consigliere di Tokyo Telecommunications Engineering Corporation (ora Sony Corporation) prima di entrare a far parte dell’azienda nel 1959.

Ohga aveva un pallino che ha fatto l’effettivo successo di Sony: migliorare la Continua »

La storia del sapone

Probabilmente ormai non ce ne accorgiamo, ma pochi sono, al mondo, i prodotti diffusi, utili ed importanti come il sapone.
Il sapone è parte integrante della nostra vita ogni giorno, dall’infanzia fino alla vecchiaia.

Ai primordi il sapone era considerato un genere di lusso, ma via via che si è diffuso, è diventato una necessità oltre che una esigenza quotidiana.

Un chimico del XIX secolo affermò che la quantità di sapone consumata da una nazione indica il suo grado di prosperità e di civiltà.
Oggi che ormai il sapone è considerato essenziale per l’igiene e la salute comune, vale la pena di citarne la sua particolare storia.

Anche se le prime testimonianze dell’utilizzo del sapone sembra risalgano dalla civilità babilonese, per tutta l’antichità precristiana si hanno pochissimi riscontri oggettivi che dimostrano il suo uso a scopi igienici e personali.
Eppure contenitori di terracotta, risalenti al 2800 a.C., che contenevano residui di sostanze simili al sapone sono stati ritrovati in Mesopotamia. Ad ulteriore conferma, è stata anche rinvenuta una tavoletta, risalente al 2200 a.C., incisa con caratteri cuneiformi, che descriveva il metodo per la preparazione del sapone utilizzando acqua, sostanze alcaline e olio di cassia.

Il papiro di Ebers (dal nome del suo acquirente europeo), datato intorno alla XVIII dinastia (siamo circa nel 1550 a.C.), contiene informazioni sugli usi igienici degli antichi egizi e dichiara che si lavassero con un prodotto ricavato dalla combinazione chimica di oli animali e vegetali con sali alcalini (prodotto molto simile al sapone). Altri papiri dell’antico egitto citano anche sostanze saponose utilizzate per la preparazione e la filatura della lana.

I greci e i romani usavano in genere Continua »

La bevanda che fa crescere le tette

Poter aumentare il volume del proprio seno è, per molte donne, un desiderio e un’aspirazione.
Negli ultimi decenni il numero di donne che si sottopongono a interventi volti a correggere difetti di volume ed aspetto del seno è aumentato costantemente e le tecniche mediche si sono evolute ed adeguate in risposta alla crescente richiesta.

A differenza di ciò che accade negli altri mammiferi (per i quali la mammella rappresenta un elemento anatomico semplicemente funzionale all’allattamento), nel genere umano costituisce un simbolo di femminilità e assume un ruolo di primo piano nel corteggiamento (con una valenza psicologica importantissima).

Inoltre la pressione costante sull’immagine della donna tenuto dai media e dall’intera società causa, a molte, il desiderio di sottoporsi alla chirurgia plastica (mastoplastica additiva) per aumentare la grandezza del proprio seno o migliorarne la forma.
L’intervento chirurgico prevede l’impianto di protesi per aumentare il volume del seno o correggere l’estetica o le eventuali asimmetrie.
Ma la chirurgia plastica è rischiosa e costosa e, fino ad ora, la farmacologia non ha aiutato le donne desiderose di forme più prosperose.

Ma per aumentare la grandezza del seno, non sempre è necessario optare ad interventi chirurgigi per ottenere misure esagerate,  esistono infatti modi meno invasivi per rendere il seno più grande naturalmente.

Il seno delle donne cresce grazie ad un ormone (autoprodotto) chiamato estrogeno. Sia gli uomini che le donne ne producono, ma le donne ne producono di più degli uomini ed è anche questo fattore che le rende diverse.
Una ragazza che entra nella pubertà, inizia a produrre più estrogeni che causano cambiamenti ormonali nel suo corpo. Intorno all’età di 12 – 16 anni, iniziano infatti le mestruazioni e si vedono subito dei cambiamenti nella forma e nella misura del seno.
Il seno della ragazza continuerà a crescere finché verranno prodotti Continua »

La storia del Pi greco


Per chi non lo sapesse, il Pi greco () non è altro che il numero che si ottiene dividendo la circonferenza di un cerchio per il suo diametro (o, anche, il valore dell’area di un cerchio di raggio unitario).

Il Pi greco è conosciuto come la costante di Archimede o di Ludolph ed è stato considerato dai matematici della storia un numero strano ed affascinante tanto che molti ci hanno speso una intera vita per calcolarlo con la più alta precisione possibile.

L’impossibilità di quadrare un cerchio (diventato anche un modo di dire) viene dimostrato empiricamente dal semplice metodo di calcolo di Archimede (in figura) utilizzando dei poligoni (nel 200 a.C.) e successivamente, oltre 2000 anni dopo, da Johann Heinrich Lambert (nel 1761) e da Ferdinand von Lindemann (nel 1882).

Il Pi greco è quindi una costante matematica e irrazionale che, a causa della sua natura trascendente, non possiede espressioni semplici e finite che la possono rappresentare. Di conseguenza il suo calcolo viene fatto esclusivamente con calcoli numerici per approssimazioni successive.
In molti casi il suo valore 3,14 è sufficiente, ma per maggior precisione molti lo usano con 4 decimali (3,1416) e alri ancora con 5 decimali (3,14159).
Un pignolo potrebbe usare molte cifre in più (per pura dimostrazione di saccenza), ma ai fini pratici poco cambia sui risultati finali. Vi mostro un esempio di un Pi greco con 999 cifre Continua »

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