La storia effimera degli home computer








Home Computer è un termine anglofono usato dai consumatori per indicare la seconda generazione di microcomputer, che fece il suo ingresso sul mercato dal 1977 per tutti gli anni ottanta. Questa classe di computer era caratterizzata da un costo contenuto e da un utilizzo prevalentemente domestico (da qui il nome che significa calcolatore casalingo).

Facciamo un passo indietro ed analizziamone la storia. L’home computer divenne accessibile al grande pubblico grazie alla produzione massificata ed a bassissimo costo del microprocessore basato su unico chip di silicio.
Gli home computer erano tutti basati su processori a 8 bit, tipicamente il MOS Technology 6502 o lo Zilog Z80. Costruttivamente erano molto semplici; il corpo era formato principalmente da una voluminosa e tozza tastiera al cui interno trovavano posto tutti i dispositivi del computer, l’uscita video veniva in genere collegata ad un televisore. Erano dotati di interfacce esclusivamente testuali e con memorie di massa a audiocassette, venivano sfruttati prevalentemente come console per videogiochi, oppure per i primi timidi approcci con la programmazione del tempo.
Più raro era il loro utilizzo come strumento di lavoro se associata ad una unità esterna di memorizzazione a floppy disk.

A questa regola faceva eccezione l’Apple II, che nasceva con unità a disco integrata ed era già fornito di un sistema operativo DOS caricabile da disco. L’Apple II viene in genere considerato il primo personal computer e pertanto viene spesso indicato come l’anello di congiunzione tra gli home computer ed i nascenti personal computer.

Il sistema operativo di un home computer era, salvo poche eccezioni, proprietario e incompatibile con tutti gli altri: consisteva di una serie di subroutine di servizio e in un interprete in un linguaggio ad alto livello (generalmente un BASIC) che fungeva anche da shell per i comandi, risiedeva in una memoria ROM (Read Only Memory cioè memoria di sola lettura) da cui veniva anche eseguito. Questi sistemi operativi erano rigorosamente monoutente, generalmente monotask (potevano cioè eseguire un solo processo alla volta) e non prevedevano driver né altro software di sistema.

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