La Carbonara è più taroccata dei jeans firmati

– Ristorazione: è allarme per i falsi culinari
– Il fatturato dei prodotti alimentari made in Italy taroccati supera, nel mondo, i 50 miliardi di euro e si stima che oltre confine due piatti ‘italiani’ su tre siano falsi
– la Cina impazzisce per il made in Italy… fasullo

Al giorno d’oggi la ristorazione, addirittura le stesse nostre tavole, rischiano molto di più di un tempo. Tra prodotti contraffatti (particolarmente insidiosi e pericolosi) si stanno diffondendo anche i falsi culinari.
Le ricette della nostra tradizione, sono sempre più spesso insidiate, non solo all’estero, ma anche nel nostro stesso Paese.
Da una ricerca dell’Accademia Italiana della Cucina di qualche anno fa, da quanto verificato da Slow Food, Coldiretti e dai Carabinieri del Nas (Nucleo AntiSofisticazione), sono tantissime le segnalazioni di ricette “taroccate” servite all’estero e negli stessi ristoratoranti italiani.
Sembra che la ricetta più bistrattata fuori dal Bel paese sia proprio la pasta alla carbonara dove il prosciutto cotto prende il posto del guanciale e l’uovo è spesso sostituito dalla panna, mentre in Italia lo scempio sembra spetti di più ai risotti.

Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia, ha precisato: “Mangiare un piatto falsificato, non è in sé pericoloso per la nostra salute, ma per quella della nostra gastronomia. E’ un settore importante della nostra economia che rischia di perdere credibilità”.

La Coldiretti dal suo punto di vista dice: “Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi. E’ anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti, l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari”.

Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso Made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. Se in alcuni casi l'”inganno” è particolarmente evidente con l’offerta nei menu di “specialità italiane” come gli spaghetti alla bolognese completamente sconosciuti nella città emiliana o le fettuccine Alfredo che niente hanno a che fare con quelle del noto ristorante romano, in altri casi è più difficile da scovare.

Io rimango di una semplice idea: come noi italiani ci accorgiamo subito di un prodotto taroccato cinese e dopo le prime fregature diffidiamo, non credete che loro faranno lo stesso? Diamogli il tempo di assaggiare il meglio! Saluti.






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