Il muro imbarazzante








Si chiama Jamie McCartney, è inglese, professione scultore, in questi mesi è passato agli onori della cronaca per una opera sicuramente originale quanto bizzarra. L’opera consta di 10 pannelli di ben 40 calchi ciascuno (10×4).

Realizzato il primo pannello, l’autore rimase profondamente deluso perché la scultura era troppo piccola per dare quell’impatto che si aspettava di vedere, decide quindi di realizzarne altri nove in modo da creare una vera e propria muraglia.

L’opera, iniziata nell’estate 2008, ha richiesto oltre 400 calchi ed oltre 5 anni di lavoro. Più di 400 donne volontarie si son prestate per questa opera che, a detta dell’autore, aiuterebbe le donne a risolvere un loro tabù: l’ansia della loro apparenza genitale.

I 400 calchi, disposti consecutivamente, non danno alcun senso di pornografico e si è in grado di guardare l’intera opera senza vergogna, semmai con meraviglia e stupore per tanta eccezionale varietà e differenziazione. Tra le modelle sono state anche incluse gemelle monozigote, madri, figlie e transessuali di una età compresa tra 18 anni ed i 76 anni. Per completezza l’autore ha cercato invano anche delle vittime da mutilazione genitale da poter includere, ma purtroppo senza successo.

L’opera è stata chiamataThe Great Wall of Vagina (la muraglia della vagina) e sarà venduta ad una asta di beneficienza. L’intento di Jamie è quello di mostrare le varietà di forme che la vulva può avere, rendendola pubblica in modo da ristabilire un equilibrio tra imbarazzo e consapevolezza.

L’arte neosurrealista di Jamie Mccartney è stata ovviamente criticata da molti ma, nella sua sperimentazione (tutto sommato banale), ha avuto l’intelligenza di proporre qualcosa che, nella scultura, era da tempo nell’aria: il sesso moltiplicato in tutte le sue pose e nei vari stati, badando sopratutto alla sua plasticità piu che al colore.
Tecnicamente lo fà servendosi di calchi (ne vedrete in seguito il metodo di applicazione) una tecnica che esiste da sempre e non serve nemmeno l’Accademia di Belle Arti per praticarla, però l’autore, che segue questo filone artistico-erotico da sempre, è comunque riuscito a vincere alcuni premi per le sue imbarazzanti opere.
La critica, oltre a contestarlo, un po’ lo giustifica perché oggi, nella nostra società, abbiamo una tale ricchezza di immagini, di stimoli e di segnali che un artista per far notare il suo messaggio, deve andare a cadere per forza nella provocazione. D’altra parte ormai l’eros investe ogni sfera del nostro quotidiano a partire dalla pubblicità fino ad arrivare ai i recenti fatti della politica italiana, quindi perché meravigliarsi? Saluti.

The Great Wall of Vagina : Trailer from James Lane on Vimeo.




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