Gasolio caro? Io c'ho la colza!

Da qualche anno, e ancora di piu’ oggi, c’è la tendenza a risparmiare aggiungendo al diesel, oli di semi acquistati al supermercato.

Al momento i risparmi sono notevoli: dai 50 ai 90 centesimi a litro a seconda del tipo di olio che si usa.
Su questo tema, i mezzi di informazione quasi tacciono (per paura), le aziende petrolifere minacciano gravi danni al motore, lo stato minaccia anni di carcere per evasione fiscale.

Vi informo che quanto sto per dire danneggia gravemente il Ministero delle Finanze e le aziende petrolifere, mentre ve ne saranno grati l’ambiente e le vostre tasche.

La verità però è questa (liberi di dubitare): un motore diesel, per sue specifiche caratteristiche, è intrinsecamente adatto per lavorare con carburanti oleosi sia di origine vegetale, che animale, che petroliferi (i primi prototipi di motori diesel, andavano addirittura a polvere di carbone!).
Va comunque escluso l’olio di oliva, sia per il costo, sia per varie sostanze contenute non adatte alla combustione.
Ad oggi, la maggioranza di motori diesel circolanti, sono adatti per questo tipo di carburante, per i motori ad accensione diretta o quelli con candelette, non ci dovrebbe essere alcun problema, per i turbo diesel e le nuove generazioni bisognerebbe verificare.
Per assicurarsene, la prova da fare è semplice: iniziare con una piccola percentuale del 20% (vale a dire che ad ogni 10 litri di gasolio si aggiungono 2 litri di olio di colza, di girasole o altri).
Provare la macchina a tutti i regimi e condizioni e verificarne la capacità di accensione a freddo, se trovate tutto regolare, potete passare ad una percentuale maggiore di oli vegetali e poi, via via, sempre di più.

Controindicazioni: lo scappamento puzza un po’ di friggitoria (come se il motore mangiasse patatine fritte) quindi cercate di non mettervi a far rombare il motore davanti ad una stazione della Guardia di Finanza.

Vantaggi: inquinamento da CO2 praticamente nullo (la pianta assorbe un tot di CO2 e la stessa ridona in combustione), tasso di zolfo pressoché nullo, polveri sottili metà del diesel petrolifero, in ultimo, tasca più piena del 30% circa.
Come se non bastasse, l’olio di colza ha un numero di esano leggermente migliore (3%) rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile.
Stessa cosa vale per l’olio di canapa, che è ancora migliore sotto il profilo delle emissioni.
C’è addirittura chi si fa il giro delle rosticcerie, preleva l’olio di scarto, lo filtra dai residui e lo da’ in pasto al proprio motore, qui si denotano notevoli vantaggi economici:
– la rosticceria non deve smaltire l’olio usato (con esborso di danaro), – l’utilizzatore lo riusa (a zero spese) e di conseguenza, cammina AGGRATIS (per l’inquinamento, riferirsi a quanto sopra).

Ora vorrei precisare a mia discolpa: TUTTO QUESTO E ILLEGALE, non si può usare un olio alimentare a scopo carburante, come non si può usare il metano prodotto da una discarica per riscaldarsi e nemmeno la carta di un giornale per accendere il fuoco; in tutti i casi si dovrebbero pagare le tasse e le accise equivalenti a quelle imposte sui carburanti.

Io non voglio dire altro e nemmeno criticare, io vado a metano e, per ora, mi accontento, ma se avessi un diesel, magari usato o a valore zero, penso che… rispetterei di più… i bisogni della mia famiglia.
Per finire alcuni siti che, in via precauzionale, vi invito a visitare: i buoni qui e qui, i cattivi qui e qui.
Un saluto.


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