Questo Blog, nasce per aggregare gli utenti su vari temi. A differenza di altri blog, qui TU potrai scrivere articoli e commentare quelli altrui. Dai motori di ricerca non sempre si viene indirizzati al preciso articolo (se è un po' datato).
Pianeta, ambiente, estrazione, fabbriche, produzione, veleni, rifiuti, smaltimento, consumi, marketing, economia, obsolescenza premeditata e percepita, moda, pubblicità, consumismo, shopping, riciclaggio, felicità, sostenibilità, giustizia, tempo libero, energie rinnovabili.
Come si collegano?
Cosa c'entra tutto questo con la nostra civiltà?
Perché lavoriamo sempre di più per ottenere sempre meno in termini di benessere, felicità e tempo libero?
Sono domande che ci poniamo tutti i giorni e le risposte le abbiamo tutte sotto ai nostri occhi, solo non vogliamo vederle.
Sembra che non abbiamo alternative, eppure le soluzioni vi sarebbero, non necessariamente involutive o riduttive; dovremmo solo prendere coscienza di dove stiamo andando e cosa lasciamo ai nostri figli se non cambiamo le nostre abitudini, i nostri metodi e le nostre dannate fissazioni.
Siamo nati dal consumismo e moriremo inscatolati ed avvelenati da esso se non prendiamo, tutti, seri provvedimenti subito, prima che sia troppo tardi.
La crisi economica dei giorni nostri, ci ha insegnato che si più fare a meno di molte cose, ci ha ridato la coscienza di saper riconoscere le cose veramente importanti, ora manca solo risvegliare lo spirito critico e la propria coscienza: sapere ciò che compriamo e perché.
Nonostante ciò c'è ancora chi compra l'Amuchina per pulirsi le mani (dimenticandosi che può trovare una fontana di acqua potabile in ogni piazza, ufficio, casa) o chi lascia le luci accese negli ambienti anche se non vi soggiorna (dimenticandosi che l'interruttore elettrico è posto proprio a fianco della porta), c'è anche chi, per fortuna, è cosciente che le risorse mondiali non sono inesauribili e che, noi umani, siamo solo ospiti (e non colonizzatori) di questo meraviglioso pianeta.
Vi propongo una serie di tre filmati molto gradevoli (di provenienza americana credo) dove la reporter (una tipa con le palle come la nostra Gabbanelli) si è presa la briga di fare una analisi molto approfondita della nostra economia, su che cosa si basa e come potrà ancora reggersi per continuare nel tempo.
Ne è uscito fuori un lavoro molto ben fatto (in tre parti), volutamente semplificato, profondo più di quanto ci si aspettarebbe e fruibile da tutte le estrazioni sociali e culturali. Vi consiglio caldamente di guardarli perché ne rimarrete sicuramente sorpresi. Un saluto
Chi non riesce a vederli direttamente da questo blog, può cliccare sui 3 seguenti link Parte1, Parte2, Parte3
La storia delle cose è un documentario web di 20 min diretto da Louis Fox. Rilasciato online il 4 Dicembre 2007 e narrato da Annie Leonard, diplomata a Barnard College e laureata a Cornell University in "pianificazione di città e regioni". Il documentario è sponsorizzato dalla Tides Foundation, ulteriori informazioni le trovate qui
Parte 2
Parte 3
L'umidità ascendente è una delle cause più frequenti del degrado degli edifici e si presenta anche come la più difficile da combattere.
Interessa di solito i muri prospicienti le fondazioni provocando un processo irreversibile di disfacimento degli intonaci e delle malte che legano la muratura.
La diffusione dell'acqua all'interno dei materiali da costruzione viene favorita dalla capillarità specifica di ciascun materiale anche detta porosità aperta.
A differenza di quella chiusa, la porosità aperta indica la predisposizione di un materiale ad assorbire acqua tale da diffondersi al suo interno attraverso un fenomeno fisico conosciuto come capillarità.
Tale fenomeno si manifesta ogni volta che l'acqua entra in contatto con un canale sufficientemente sottile che, per il noto effetto fisico, risale in altezza raggiungendo un livello molto più elevato rispetto al punto di contatto.
La spiegazione di questo fenomeno viene data attraverso la complessa nozione delle forze di tensione superficiale o energia di superficie dell'acqua, proprietà fondamentale delle superfici liquide che ne permette (contrastata dalla forza di gravità) la contrazione verso una forma quasi sferica in modo da esporre all'esterno la più piccola superficie possibile.
Il tempo di risalita è determinato anche dall'esposizione all'aria del materiale soggetto al fenomeno di evaporazione per cui viene raggiunto un livello di equilibrio dell'acqua che risale senza arrivare alla massima altezza possibile.
Il diametro dei capillari svolge un ruolo importante per la risalita dell'acqua quindi a capillari più sottili, corrisponderà una maggiore risalita e viceversa.
Ora, conosciuti gli effetti fisici, va da sè che questa acqua, risalente dalle fondamenta per capillarità, tenderà ad imbibire l'intera superficie muraria fino ad una determinata altezza, di conseguenza tenderà ad evaporare con più facilità verso gli ambienti più caldi e asciutti. Solitamente sono proprio gli spazi interni e riscaldati delle nostre case a subirne gli effetti più devastanti. Questo flusso costante di umidità infatti, oltre a rendere l'ambiente malsano, umido e freddo, tende a trasportare sali minerali dal suolo e compromettere gli intonaci e le murature.
E' fin troppo risaputo che un ambiente asciutto e sano oltre a migliorare la vita, di chi vi risiede, richiede molta meno energia per il riscaldamento e si avranno molte meno dispersioni termiche.
Ma quali le soluzioni?
In realtà vi sarebbero molte soluzioni per risolvere il problema
- interventi di muratura (molto invasivi e costosi)
- interventi con iniezioni di materiali isolanti o siliconici (meno invasivi e meno costosi)
- sistemi di deumidificazione artificiale
- sistemi di asciugatura elettronica
Escludendo i primi due interventi che vanno effettuati sull'opera muraria (con costi di realizzazione molto elevati), non rimane che portar via l'umidità che si diffonde dalle pareti con appositi apperecchi di deumidificazione (costi di acquisto dai 150 ai 300 €). Questi sistemi sono molto efficaci e riescono a tirar via da un ambiente anche 10 - 15 litri di acqua al giorno, rendono l'ambiente più salubre e vivibile, ma non sono risolutivi anzi deleteri.
I deumidificatori infatti oltre a consumare molta energia (300 - 500 W per ora), sono piuttosto rumorosi ed aumentano ancora di più la traspirazione muraria (con l'aria così asciugata la traspirazione interna aumenta), velocizzandone il degrado e l'affioramento di sali e salnitri.
Da pochi anni però esiste un innovativo e rivoluzionario sistema elettronico che risolve radicalmente il problema.
Non occupa spazio, consuma pochissimo (3 - 10 W), non è invasivo, è ecologico e riesce ad abbassare di molto (addirittura annullare) la capillarità dei muri con uno speciale campo elettromagnetico non dannoso per l'uomo.
Il sistema richiede semplicemente una linea elettrica ed una buona presa di terra, l'istallazione è rapidissima.
L'apparecchio, a seconda del modello che si acquista, ha un raggio di azione che può andare da 10 fino a 70 metri e garantisce il blocco della risalita dell'umidità da subito dopo l'attivazione.
E' chiaro che per vederne i benefici bisognerà attendere da 2 a 4 mesi (il tempo utile per far naturalmente asciugare le murature).
Noi siamo in contatto con una azienda leader nel settore (da quasi 10 anni) e possiamo fornire tutte le informazioni agli interessati che ci chiameranno presso questo numero 0737 647190. E' richiesta una ispezione preventiva del luogo, una misurazione dei parametri ambientali ed un accordo contrattuale; se l'ambiente risulta consono per il trattamento, l'impianto viene installato per alcuni mesi. Successivamente, se si sono verificati i miglioramenti promessi, vierrà chiesto il pagamento. La garanzia quindi è assoluta e, se l'apparecchi non è risultato efficace, verrà smontato! Meglio di così!
Saluti
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E' stato inaugurato il 21 dicembre e si estende per oltre 25.000 mq il nuovo stabilimento di pannelli fotovoltaici con tecnologia a film sottile.
E' al momento, il più grande in Italia e terzo in Europa. Ha richiesto un investimento per oltre 90 milioni di € ottenuto interamente da capitali privati e bancari. La società fa capo alla Moncada Solar Equipment del gruppo Moncada Energy (di Agrigento) e la Alpiq Italia.
E' situato in provincia di Caltanissetta a Campofranco (Sicilia) ed occuperà nel prossimo futuro oltre 130 addetti. E' prevista una produzione in pannelli solari di oltre 40 MW/anno in tecnologia a silicio a film sottile a giunzione singola, una tecnologia brevettata dalla Applied Materials (USA).
Il processo produttivo si basa su un plasma arricchito che, grazie a particolari macchinari e lavorazioni, produce vapori chimici attraverso i quali si deposita uno strato di silicio “drogato” che costituisce la base della nuova cella fotovoltaica.
L’obiettivo della fabbrica, che utilizza il silano e che, quindi, è indipendente dalle speculazioni del mercato del silicio, è quello di aumentare la resa dei pannelli al punto da renderli più convenienti delle fattorie eoliche di cui la Moncada è pure uno dei principali produttori e utilizzatori in Italia.
I pannelli saranno destinati ai parchi fotovoltaici del gruppo Moncada autorizzati e in via di autorizzazione, in Sicilia e in vari Paesi esteri.
Fonte: Moncada
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Da sempre l’uomo, ha cercato un riparo che lo tenesse al sicuro e protetto dai predatori e dalle avversità atmosferiche. Dalle grotte son passati a veri rifugi mobili, poi stabili e sempre più rifiniti.
Da sempre questi ripari, sono stati costruiti in base al clima, al territorio e alle conoscenze pratiche di chi le realizzava e proprio dalla riuscita o meno di queste costruzioni dipendeva la sopravvivenza di chi le abitava, nonché il suo sviluppo conoscitivo.
In base a queste antiche esperienze e a seconda delle differenze geografiche e climatiche, abbiamo migliorato la conoscenza sui sistemi di riscaldamento migliorando le tecniche costruttive e i metodi di isolamento termico sempre più efficienti.
Nel territorio italiano non vi è stato lo stesso sviluppo (nelle tecniche costruttive) come per i paesi nordici perché il nostro clima è sempre stato più mite e, per superare i mesi freddi (e per sopperire alla mancanza di adeguati isolamenti) è stato naturale utilizzare prima la legna da ardere poi il carbone, quindi il gasolio ed il gas.
Oggi i tempi sono cambiati, le case sono più piccole e spesso senza una pertinenza esterna, la legna per riscaldare è diventata ingombrante, laboriosa da gestire, costosa e poco pratica. I carburanti fossili sono diventati carissimi (anche per la grande richiesta sopravvenuta) al punto che il costo di riscaldamento è divenuto la principale spesa per le famiglie italiane.
Ormai da questo secolo, le popolazioni che vivono più a nord del 40° parallelo, hanno capito che la sopravvivenza non dipende più dal semplice rifugio in sé, ma da una nuova strategia economica che mette in gioco un drastico risparmio energetico ottenuto con costruzioni ben fatte e ben isolate termicamente, senza questi vantaggi si va solo a sprecare molto denaro per rendere confortevole la sopravvivenza nella vecchia e inefficiente dimora.
Con la crisi economica anche gli italiani si stanno accorgendo che spesso si è costretti a fare delle scelte involontarie, persino limitare il nostro benessere domestico al fine della sopravvivenza.
Ci stiamo accorgendo che è possibile vivere in ambienti confortevoli e giustamente riscaldati senza distogliere troppe risorse economiche e spesso vitali.
Anche le nuove tendenze legislative (benché in ritardo) dettano nuovi obiettivi rivolte verso il miglioramento ambientale degli edifici sia in termini di salubrità che di isolamento termico ed acustico.
Parte integrante sono anche i sistemi di riscaldamento ad alta efficienza e basso inquinamento i serramenti con migliorate caratteristiche termo acustiche, murature perimetrali ad alto isolamento e traspirazione. Inoltre, come già esposto in vari articoli da questo blog, anche le moderne tecnologie da fonti rinnovabili.
Purtroppo in Italia c'è ancora molta ignoranza nel settore edilizio, spesso ci si affida ciecamente al tecnico che conosciamo senza avere una minima cognizione di ciò che ci propone. Sembra assurdo, ma siamo così pignoli sulla scelta dell'auto o della lavatrice e così altrettanto disinteressati alle caratteristiche della nostra futura casa entro la quale passeremo una intera vita.
Eppure è semplice da capire, un po' come è successo per gli elettrodomestici e per le automobili (ormai nessuno comprerebbe più un frigorifero in Classe G o un'auto di grossa cilindrata che ha un consumo di 3 Km per litro), non ha senso risparmiare pochi spiccioli per acquistare una casa che poi ci costerà una fortuna mantenerla!
Fino ad oggi se un privato, sensibile al problema energetico, pretendeva soluzioni costruttive atte a migliorare l’isolamento termico della propria abitazione, il problema era di convincere l’impresa, i fornitori e spesso anche i tecnici. Spesso ci viene risposto “fanno tutti così”, “quella quantità d’isolante ci sembra sufficiente" oppure "abbiamo fatto sempre così ci vuole insegnare il mestiere lei?” ignorando i basilari principi sulla efficienza energetica, sulla dispersione termica ed anche le leggi.
Qui di seguito una tabella che riporta i consumi energetici stimati secondo le classi di efficienza di un edificio.

La nuova legislazione sull'edilizia porterà inevitabilmente ad un cambio di rotta; già da luglio scorso (e pochi lo sanno) non sarà più possibile effettuare una compravendita immobiliare o un affitto senza una certificazione della classe energetica dell'edificio che andremo ad acquistare.
Di conseguenza saranno valorizzati gli edifici più efficienti a discapito di quelli più vecchi e freddi.
Sarà quindi ovvio che nei prossimi anni, al pari di vecchie auto, si vedranno crollare i costi degli edifici di classe più bassa e meno risparmiosi proporzionatamente alla spesa che dovrà essere sostenuta per effettuare i lavori di adeguamento alle classi superiori.
Non va dimenticato inoltre che una casa costruita in alta classe energetica è vantaggiosa oltrechè per i bassi consumi nel tempo, anche per il valore di vendita dell'immobile che rimarrà molto elevato nel futuro.
Meditate signori e... attenti a comprare in questo periodo di transizione, le fregature possono essere in agguato! Saluti
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La domanda di fotovoltaico in Italia sta crescendo a ritmi frenetici.
Nel soli primi mesi di questo anno gli impianti funzionanti e ammessi al Conto Energia (vedi anche precedente articolo su questo blog) sono di oltre 433 MW di potenza.
Nonostante il ritmo già molto elevato di crescita, la tendenza è di una ulteriore e forte espansione. Si stima che a fine 2009, si potrebbe superare i 70.000 impianti in esercizio per una potenza di circa 900 MW.
Con una simile richiesta, gli operatori e i tecnici specializzati nel fotovoltaico sono dunque diventati profili professionali di grande attualità e molto ricercati.
Profili che richiedono competenze, aggiornamenti costanti e formazione.
Il sistema di certificazione di questo settore di competenze è basato sugli standard ISO/IEC 17024 (istituiti nel 2003), standard che andranno a garantire la qualità dei professionisti e della formazione.
Le competenze sono normalmente strutturate in più parametri e sono basati sul possesso di un determinato grado di conoscenza tecnica, competenza scientifica e manualità.
La professionalità specifica ed aziendale deve essere validata da un ente terzo, che emetterà un giudizio in assoluta indipendenza e assenza da conflitti d'interesse.
In particolare la qualificazione CEPAS (Organismo di Certificazione delle Professionalità e della Formazione), accreditato SINCERT è in totale conformità con gli standard ISO 17024 citati, attualmente riconosciuti in 85 paesi come standard mondiale.
Tra i molti sistemi di formazione per Progettista di impianti fotovoltaici, quello indicato dall'ENEA, è stato preso come modello da proporre in ambito europeo ed è stato anche presentato a Settembre 2008 a Valencia in occasione della 23° European Photovoltaic Solar Energy Conference, Nel promuovere questo modello di formazione, l’Italia è stata precursore di una Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio Europeo del 23 aprile 2008 sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (2008/C 111/01).
Questi sono i fatti, il settore continua a crescere, ma stranamente, i giovani disoccupati si ostinano a voler fare i concorsi pubblici. Saluti.
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Il pozzo canadese, anche detto pozzo provenzale, è un sistema geotermico di superficie. Di fatto è un vero e proprio climatizzatore naturale passivo molto utile per pretrattare (preriscaldare in inverno o preraffreddare in estate) la temperatura dell'aria che poi verrà immessa negli edifici.
Si basa sul semplicissimo fatto che la temperatura di profondità del terreno (a circa 1,5 - 2,5 m) è quasi costante (per la sua grande inerzia termica), e oscilla mediamente tra i 17°C d'estate e i 4°C d'inverno (qusti valori possono variare a seconda delle zone climatiche).
Il sistema è consiste in un semplice condotto d’aria interrato alla profondità di circa 2 metri. L’aria esterna viene convogliata nel tubo di immissione che, a seconda delle esigenze e disponibilità di spazi aperti e al fine di ottimizzarne lo scambio termico, può essere di un solo tubo piuttosto lungo (almeno 30 m) o più tubi, più piccoli, diramati dal collettore di ingresso e riuniti al collettore d'uscita. Il collettore di uscita immetterà l'aria pretrattata all’interno dell’edifico: si otterrà così un preriscaldamento invernale ed un efficace raffreddamento estivo molto utile ai fini della bolletta e del benessere del portafoglio.
Va segnalato inoltre che, avere soli 17° in profondità in estate significa anche avere circa 20 - 22° all'uscita del condotto, quindi un ottimo sistema di condizionamento naturale che sostituisce quasi totalmente il condizionatore estivo.
La presa d’aria (collettore di adduzione), va collocata ad una distanza dall'edificio non inferiore a 1,5 - 2 metri e ad un altezza minima di 120 cm, i tubi sotterranei devono essere di almeno 20 cm di diametro, attrezzati di ventilatore per la circolazione forzata dell’aria nel sistema di distribuzione. Per sopportare la perdita di carico sui tubi del pozzo, devono essere installati due tipi di ventilatori, un ventilatore meccanico controllato ed un ventilatore centrifugo.
E' un sistema semplice, poco costoso e senza particolari manutenzioni, consigliato soprattutto a chi è alle prese con nuove costruzioni o chi sta realizzando importanti lavori di scavo e di ripristino nelle vicinanze dei loro immobili.
Per le nuove case vi è anche una alternativa meno efficiente (ma anche meno invasiva). Si tratta di far passare tubazioni sufficientemente lunghe interrate direttamente a fianco delle fondazioni, nei vespai areati e nelle intercapedini. Si evitano in questo modo gli scavi aggiuntivi da fare in esterno.
Il pozzo canadese è un sistema molto antico, veniva realizzato con tubazioni in terracotta che, nei climi aridi, consentivano anche la regolazione dell'umidità che entrava attraverso la porosità del materiale, l'aria poi veniva direttamente immessa in ambiente.
Oggi l'immissione diretta in ambiente di aria proveniente da tubazioni porose non sarebbe salutare per rischi di infiltrazioni di radon, per vari contaminanti (anche batterici) e per umidità troppo elevate e persistenti) per cui è consigliato l'uso di canalizzazioni impermeabili, ben sigillate dall'esterno e continue. Vanno bene quindi i corrugati in materiale plastico (eventualmente protetti con getto di cemento armato se installate in condizioni a rischio di schiacciamento superficiale o con letto di ghiaia) abbinati ad unità di trattamento aria per il filtraggio ed il controllo dell'umidità prima dell'immissione in ambiente. Saluti
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Mezza giornata di lavoro e solo due persone per installare un sistema a concentrazione da 1,5 kW nel proprio giardino. Così la GreenField Solar (USA) si propone al grande pubblico con la sua più innovativa proposta.
L'approccio a sistemi fotovoltaici a concentrazione è da sempre stato complicato, molto costoso e divoratore di grandi spazi.
Puntando però sull'obiettivo di raggiungere il record mondiale per il minor costo per Kw/h prodotto, la GreenField Solar corp. di Cleveland ha reso disponibile un impianto alto poco più di 5 metri, sufficientemente piccolo e leggero da essere montato da sole due persone senza ausilio di gru o apparecchiature meccaniche complesse.
Il dispositivo consta di 28 pannelli di alluminio rifinito a specchio disposti a semiparabola su due ali di circa 4 metri sovrastate (sui punti focali) e da un braccio contenente le celle solari: le Vertical Multijunction Cell (VMJ) dette anche Split Spectrum Cell. Sono queste, celle fotovoltaiche costituite da differenti tipi di materiali semiconduttori disposti a strati (circa 40) in cui la luce incide lateralmente nelle giunzioni. In questo generatore sono inserite ben 200 celle (ognuna grande come una moneta da cinque centesimi) con ottima efficienza di conversione (pari al 20%).
Concludendo:
la GreenField Solar corp produce un apparecchio poco costoso e facilmente installabile (costo commerciale previsto inferiore a 5.000 €) sommato con una alta efficienza di conversione, si ottiene un costo per kWh tra i più bassi del momento (pari a soli 3,2 euro). Una documentazione più dettagliata la trovate qui.
Neil Sater, fondatore e portavoce della società, prevede grande successo del progetto perché esso è semplice, essenziale e facile da mantenere. Inoltre è un approccio al progetto fondamentalmente migliore di tutti gli altri e questo porterà inevitabilmente al successo. Un po' come successe con la Ford, 100 anni fa contro la concorrenza: “Quando Ford ha dato il via alla Ford Motor vi erano centinaia di costruttori automobilistici. Ma la sua auto era semplice da costruire e da riparare ed economicamente accessibile; le altre sono scomparse”. “Questo è ciò che stiamo tentando di fare noi. "Riteniamo d’avere un approccio fondamentalmente migliore” afferma Sater convinto che questo possa essere il periodo migliore per l’industria solare. Noi non possiamo che sperare in bene, saluti.
Per pura cronaca, vorrei mostrarvi un palese caso di plagio da parte di ANSA per questo post. Confrontate obiettivamente l'accaduto e ditemi cosa ne pensate trovate tutto il fatto ben descritto qui sotto
Quando l'ANSA copia spudoratamente e non chiede nemmeno scusa
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Da pochi giorni è attivo il sito Informazione Casa, il nome è chiaro: tutto sulla casa, dagli impianti all'arredamento. Il risparmio energetico, dal riscaldamento all'illuminazione con la nuova tecnologia a LED per interni ed esterni.
http://www.informazionecasa.it/ è tutto da fare e si può contribuire con consigli ed esperienze o con richieste d'informazioni per le quali troverà una risposta.
La compagnia irlandese Surface Power ha presentato un nuovo pannello solare termico molto più efficiente dei tradizionali.
L'azienda ritiene che il nuovo pannello potrà contribuire a ridurre la spesa per il riscaldamento dell’acqua calda (fino al 70% se l’edificio rispetta i moderni standard di isolamento termico).
Il pannello, frutto di uno studio durato 6 anni, è stato sottoposto a documentati test comparativi con altri 52 tipi di collettori solari dando ottimi risultati.
La certificazione del rendimento energetico del pannello è stata rilasciata dalla TUV Rhineland (ente certificatore indipendente riconosciuto a livello mondiale). I test eseguiti mostrano che il nuovo ritrovato è del 131% più efficiente rispetto ai pannelli tradizionali durante la mattina e alla sera e del 76% nel pomeriggio.
Surface Power è stata fondata nel 2003 e si occupa di prodotti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, dal solare termico, al fotovoltaico, all’eolico, alle biomasse, ecc. John Quinn (il fondatore) ha commentato "Abbiamo già ricevuto oltre 400 ordini dagli USA, il nostro collettore è unico al mondo", successivamente ha dichiarato che la Compagnia sta sviluppando molti altri nuovi prodotti ed ha intenzione di immetterne sul mercato uno all’anno.
Saluti
L’aeroporto inglese John Lennon di Liverpool, da circa un mese, ha dato il via ad un esperimento che prevede la realizzazione di un impianto di filtrazione dell’aria, capace di produrre biodiesel dalla trasformazione di anidride carbonica (CO2).
La cattura dell’anidride carbonica avverrebbe attraverso un “eco box” originariamente pensata per limitare le emissioni dei veicoli e sviluppata da Origo Industries.
Secondo le intenzioni dei progettisti, il prototipo sarà in grado di produrre 250 litri di biocarburante ogni giorno. Il funzionamento è semplice: l'aria inquinata da CO2 prodotta dai mezzi di terra, dagli aerei e dal respiro dei passeggeri, sarà spinta attraverso dei filtri foto-bioreagenti a base di alghe. Queste, grazie ad un afflusso massiccio di anidride carbonica, subiranno una crescita accelerata, finché non saranno pronte per essere raffinate per estrarne del biocombustibile.
Il biocarbutante che ne risulterà sarà utilizzato inizialmente all'interno dell'aeroporto per alimentare i veicoli di terra in servizio in aeroporto e agli impianti di riscaldamento e dell’acqua calda, ma se l’esperimento andasse a buon fine, gli ideatori prevedono l’espansione dell’impianto per arrivare ad una produzione di 289.000 galloni di carburante all’anno, circa 3.600 litri al giorno.
Il costo dell’operazione non è stato reso noto. Secondo Origo Industries, tuttavia, l’investimento diventerà remunerativo nel giro di un anno.
E' il primo caso di produzione di biocarburanti realmente ecologica, il sistema di fatto, permetterebbe il ricircolo continuo dell’anidride carbonica prodotta dalla combustione. In verità localizzato solamente nei dintorni dello spazio aereoportuale, ma è un buon inizio ed un passo in avanti. Speriamo bene e teniamo d'occhio il progetto. Saluti

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