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Torniamo a parlare di oggetti tecnologici ambiti e blasonati del momento, per sorridere sulle ultime gaffe (e fregature) che la Apple rifila costantemente e puntualmente alla propria clientela (rea di essere convinta di possedere un marchio prodigioso e superiore).
Ormai tutti avranno capito che l'iPhone altro non è che uno normale smart phone con il valore aggiunto di una lucida mela disegnata sul suo chassis; ora se escludiamo i fanatici, tutti gli altri sapranno che di gap tecnologici rispetto alla principale concorrenza non ve ne sono proprio (anzi), tantomento superiorità funzionali.
D'altra parte è risaputo che tra i prodotti di punta dell'azienda melosa tipo iPad, iPhone, iPod comprese tutte le altre diavolerie che cominciano per i (siano esse hardware o software), possiamo apprezzarne sicuramente il design, ma molto meno l'ergonomia e quasi per nulla la funzionalità.
I messaggi del marketing, ovviamente dà tutt'altra idea e persone poco preparate, si fanno tranquillamente plagiare dal luccichio del prodotto, dalle forme originali e dalle dicerie di utenti affezionati che stravedono solo per Apple denigrando tutti gli altri marchi che propongono prodotti alternativi, molto funzionali e dal costo dimezzato.
Sui prodotti miracolosi, usciti dalle mani benedette di Santo Steve Jobs da Cupertino, vi è però qualche credente che si è rotto gli zebedei (come direbbe il commissario Montalbano del grande Camilleri) e che ha deciso di fare chiarezza.
È stata infatti pubblicata in esclusiva sul sito di Boy Genius Report, una conversazione dai toni decisamente accesi dove troverete i messaggi spediti in risposta alle furiose lamentele di un cliente (soprannominato Tom), circa i problemi di scarsa ricezione riscontrati su iPhone 4. Tom aveva infatti caricato un video su YouTube, mostrando a tutti i notevoli difetti che tormentano il nuovo telefonino.
Ora, a parte i pettegolezzi, si sa da sempre che il telefono della Apple non sia un campione di ricezione, d'altra parte solo tecnologie mature (che stanno sul mercato da più di 15 anni) come Nokia, Sony-Ericsson e poche altre riescono a fare miracoli coi propri telefoni. Utilizzando circuiti di trasmissione e ricezione (brevettati) ultraminiaturizzati ed a bassissimo rumore, riescono a dare altissime prestazioni ma (ovviamente) non vengono venduti alla concorrenza.
Sembra quindi che sull'ultima generazione di iPhone, per non far notare il problema al pubblico, abbiano modificato l'indicatore di segnale (le famose tacche) e, dove dovrebbe segnare due tacche, ne mostra 4.
A prima vista sembra tutto ok (tanto il 90% della popolazione vive in città e lì di segnale ve n'è in abbondanza), ma cosa succede quando si è in zone poco coperte? Le 4 tacche fittizie con la semplice posizione della mano scompaiono e non è quasi mai possibile chiamare.
Ora non voglio fare analisi filosofiche o processi alle intenzioni, ma qui è palese la gravità ed il dolo: la Apple in fondo sa di avere una clientela di incompetenti e poco esperti che può raggirare come vuole e con qualsiasi mezzo. L'importante è solo salvare la faccia ed evitare che si parli male (in modo che il mito non venga sfatato).
Ora io mi scuso con gli amanti convinti della Apple, mi scuso se vi sentite offesi da quello che ho detto, ma vorrei esporvi alcuni fatti palesi.
Apple, di contro, ha cambiato molte volte sistema operativo (oltre 5) e tutte le volte ha voluto dimenticare i propri clienti, non ha pensato nè alle compatibilità nè agli investimenti fatti. In pratica se cambiavi la macchina con una più recente, eri costretto a ricomprare tutti i software e spesso anche le periferiche.
In fondo questa è sempre stata la politica della mela: prendi il nuovo prodotto così come è e non discutere, se non funziona te lo cambio, ma non chiedermi altro.
Se questo vi sembra giusto, prego commentarlo.
Saluti a tutti.
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Torniamo sul discorso dei sistemi piramidali per segnalare oggi, con una crisi economica tremenda, come certi sistemi possano far presa su persone ignare alla ricerca di qualche misero guadagno in più.
Il marketing piramidale è un termine che indica un particolare modello commerciale e di marketing non sostenibile, che implica lo scambio di denaro per arruolare nuovi individui nel modello, solitamente (ma non sempre) con lo scambio di beni, denaro o servizi.
Il termine "piramidale" deriva dalla struttura in cui viene organizzata la vendita: la persona in cima alla piramide è la prima a vendere un bene o un servizio a un numero limitato di persone, le quali si incaricano di introdurre altre persone nella "piramide" a un livello successivo, con l'obiettivo di formare una nuova piramide sotto di sé e di ottenere i guadagni corrispondenti ai volumi di vendite prodotti dalla propria struttura.
A seconda di alcune specifiche e modalità di diffusione, è possibile suddividere le forme di marketing piramidale in diverse categorie.
Le catene di Sant'Antonio
Per catena di Sant'Antonio si intende un sistema di trasferimento di denaro, di lettere o di email che avviene per mezzi primariamente postali (oggi anche tramite sistemi elettronici) ed è individuabile per il fatto che si diffonde per mezzo di un passaparola in gran parte alimentato dal circuito di amicizie, parentele o conoscenze personali.
Questi i difetti:
- Non esiste alcun ente od organizzazione che ne controlla la diffusione
- Non esiste un controllo sul traffico che la catena potrà generare
- Non esiste alcun sistema di monitoraggio della propria situazione
- Non esiste alcun controllo fiscale, né alcuna tutela legale per eventuali perdite di denaro
- L'investimento (se c'è) è ad altissimo rischio
Una variante più moderna della catena di Sant'Antonio è lo schema di Ponzi (già trattato in questo blog) ma questi sistemi in Italia sono illegali (trattandosi di movimenti di denaro per i quali non esiste dichiarazione).
Per multilevel marketing (MLM) e network marketing (NM), a differenza delle catene di Sant'Antonio (con le quale vengono spesso confusi), si intende un modello di impresa che combina i concetti di vendita con quelli del franchising, applicati in modo più o meno omogeneo dalle diverse imprese che li adottano.
Per chi lavora in queste aziende, esistono attrattive interessanti, soprattutto alla luce dei fattori comuni a tutta la concorrenza del settore:
- offrono la possibilità di svolgere un'attività lavorativa di vendita (e non solo) a contatto con la clientela
- l'attività può essere gestita anche part-time
- ogni venditore (facente parte della rete di vendita) sottoscrive un contratto di collaborazione o un contratto d'agenzia con l'azienda e sostiene solo una minima spesa di adesione (attribuibile all'acquisto del materiale necessario per l'attività)
- i prodotti venduti sono molteplici, e vengono venduti in esclusiva
- esiste la possibilità di fare carriera, diventando dapprima responsabile di un gruppo di venditori e (nelle aziende che lo prevedono) formatore di nuovi venditori.
- il sistema di lavoro permette potenzialmente di raggiungere guadagni illimitati.
- col tempo, se il processo di vendita è stato fruttuoso, ogni venditore avrà la possibilità di mettere in piedi una sua propria struttura di vendita, distribuendo gli stessi prodotti, diventandone responsabile operativo e gestionale.
Non entrando troppo nel particolare (perché molte sono le varianti a questi metodi) si voleva arrivare a spiegare perché simili metodi di guadagno o di commercio non sono sicuri.

Meccanica dei sistemi piramidali
Vi presentiamo un esempio di marketing piramidale perfetto
Fino a tutti gli anni novanta, era predominante un sistema libero, nel quale ogni persona affiliata poteva incrementare il suo gruppo di vendita senza alcun limite.
Oggi è più diffuso il sistema a matrice, dove ogni collaboratore può costruire un gruppo le cui dimensioni massime possono essere definite contrattualmente. La ragione del cambiamento è l'incremento numerico dei venditori, che di fatto costituisce il problema strutturale e sistemico del marketing piramidale.
Nel caso limite, dato un numero n di clienti (o venditori) al primo livello (i venditori scelti da chi inizia la catena) e ipotizzando che ogni venditore raggiunga un numero n di clienti diffondendo merce (o denaro) idealmente, il risultato è, a un qualunque livello p, un totale di np clienti.
L'esempio mostrato in figura dimostra l'insostenibilità di questa struttura che, pertanto, risulta illegale in alcuni Paesi:
per esempio con n=6, per p=11 i clienti sono più degli abitanti degli Stati Uniti e a p=13 è stata più che radddoppiata l'intera popolazione mondiale.
L'inefficienza del sistema nell'esempio in questione farebbe percepire, dunque, quanto ampio sia il margine di guadagno per chi inizia l'attività e quanto poco denaro circoli ai più bassi livelli.
- In una situazione ideale, si esaurirebbero in pochi passaggi tutti i potenziali clienti: per quanto si tratti di beni di grande consumo e poco specialistici, l'offerta è destinata a surclassare la domanda in breve tempo.
- di conseguenza si esauriscono in pochi passaggi tutti i potenziali venditori perché un numero elevatissimo di agenti non riuscirà a raggiungere che una minima parte dei guadagni che il sistema teoricamente consente.
- il sistema non rispecchia la realtà dell'operatore medio: infatti solo pochi venditori riusciranno a reclutare il massimo degli agenti a disposizione, mentre solo una modesta parte di questi ultimi riusciranno a piazzare i volumi di merce necessari a raggiungere guadagni rilevanti.
- la clientela potrebbe non rivolgersi sempre alla stessa rete di vendita (per l'acquisto di prodotti esclusivi), non essendo questi insostituibili (perché di largo consumo).
Questi sistemi quindi sono funzionanti solo sulla carta e remunerativi solo alle aziende che li propongono (ed i primi venditori che entrano), ma sono totalmente inaffidabili e al limite della legalità.
Diffidate quindi quando trovate slogan di questo tipo:
“Ti piacerebbe guadagnare un sacco di soldi in poco tempo senza fare niente?”
“Ti piacerebbe un lavoro individuale che puoi fare anche a casa senza rendere conto a nessuno?”
“Ti piace lo spirito di competizione?”
“Vuoi sfruttare al massimo la tua rete di conoscenze per diventare ricco velocemente?”
Al momento in internet girano un sacco di proposte simili a quanto già descritto qui sopra, per correttezza non faccio nomi, ma ricordate sempre la ricetta della nonna:
Per fare soldi facili ci sono sono tre sole maniere: ereditarli, vincerli o sposarli
Se scartiamo l'ultimo che crea notevoli problemi di libertà all'individuo entrante, ne rimangono solo due, i più improbabili. Un caro saluto.
A seguito di un bell'articolo di Paolo Attivissimo dal suo blog datato 18 gennaio vorrei presentarvi una della bufale più grossolane che sta raggiungendo l'Italia da oltralpe.
Si tratta di Harun Yahya (pseudonimo di Adnan Oktar), nato ad Ankara nel 1956, un sostenitore di spicco del creazionismo islamico che sta distribuendo gratuitamente in Turchia fin dal 1998, migliaia di copie del suo libro "The Evolution Deceit" (L'inganno dell'evoluzione), accompagnate anche da una importante pubblicità nei quotidiani turchi. A completamento Oktar ha anche acquistato un'inserzione nella rivista statunitense Time.
Egli è talmente convinto delle sue strampalate idee, verificabili dal suo sito (in italiano), che sta sperperando tutti i suoi capitali in questa crociata per soli fessi. Adnan Oktar è qualcosa di più del solito eccentrico che autofinanzia la produzione delle proprie idee pseudoscientifiche. Negli anni scorsi, in Turchia è riuscito a far bloccare l'accesso a vari siti Web, compreso il popolare sito di blogging Wordpress.com e Google Gruppi, che Oktar ha accusato di diffamazione nei suoi confronti. Lo stesso è avvenuto per il sito di Richard Dawkins, notissimo teorico della biologia, e persino per il sito di uno dei giornali più importanti della Turchia, Vatan.
Pensate che Oktar offre un premio di dieci miliardi di lire turche, (circa 5 miliardi di euro) a chiunque gli mostri un singolo fossile che dimostri l'evoluzione. A suo dire, tutti i fossili finora scoperti mostrano che piante, animali, umani o insetti non hanno mai subìto alcuna evoluzione e sono stati creati tali e quali. Eppure Oktar, per sua stessa ammissione, non ha alcuna esperienza o preparazione scientifica perché ha studiato architettura d'interni!
Chi volesse documentarsi su basi scientifiche solide e concrete sull'evoluzione e sul fatto che l'evoluzione non è in conflitto con la fede (come dichiarato anche da Papa Giovanni Paolo II), ha a disposizione un grande numero di siti (anche in italiano) come Pikaia.eu L'orologiaio miope o questo del Cicap (più volte trattato in questo blog).
Va comunque notato che questa campagna pubblicitaria sul creazionismo può essere un'ottima occasione per conoscere più approfonditamente il darwinismo e tutti i fatti che stanno dietro all'evoluzione, si potranno così sfatare alcuni luoghi comuni che circondano una delle scoperte meglio documentate e più importanti della storia recente. Un saluto a tutti.
Tratto da: Il disinformatico, un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale.
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Come da documentazioni della polizia postale vorrei segnalare a tutti i maschietti un incremento esponenziale di alcune forme di truffa chiamata scammers. Queste si differenziano sostanzialmente da altre forme di truffa (quali finte vendite all'asta, offerte di servizi, vendite su catalogo, sistemi o schemi di investimento, opportunità di affari, ecc..) in quanto non vengono attaccati direttamente i portafogli ma i sentimenti.
Il trucco funziona così: viene presa la vostra email da fonti affidabili tipo un forum, un sito di incontri o un annuncio. Vi scrive una bella ragazza (solitamente ucraina, russa o altro) che è seriamente interessata a conoscervi; inizia così uno scambio di email e di confidenze ed inizia la costruzione di un rapporto fiduciario molto pericoloso.
La tipa si dichiara quasi subito innamorata ed iniziano i programmi per un incontro. Il sistema si regge con dei protocolli ben pianificati e studiati che stimolano il truffato a fare l'incontro quanto prima al suo paese oppure riceverla a casa propria o varie altre varianti e combinazioni.
Lo scopo è spillare soldi senza mantenere le promesse.
Vi sono molti metodi di gestione della truffa e molte sono le variazioni sul tema (dipendenti dell'intelligenza della truffatrice o di chi per lei).
Vi sono delle costanti che però sono molto comuni a questo tipo di truffe e vi faciliteranno il riconoscimento del tentativo di imbroglio. Vi invito a valutare con attenzione questi passi ed essere obiettivi perché è molto facile credere alle avance di una bella donna e se qualcuno tenta di distogliervi lo si crede invidioso o nemico.
1) richiedono quasi subito dei soldi (cosa non normale per persone appena conosciute in rete)
2) propongono sempre foto molto attraenti (loro o di qualcuno per loro)
3) scambiano una corrispondenza generica e non rispondono quasi mai ai vostri quesiti
4) usano un linguaggio molto spesso derivato dai traduttori automatici
5) non danno mai riscontri oggettivi sul telefono fisso, città, occupazione, ecc.
6) si dichiarano fin da subito innamorate di voi (anche se non hanno ricevuto nemmeno una vostra foto)
7) spesso i testi che inviano e i loro nomi si trovano sui motori di ricerca (perché usano sempre gli stessi)
6) c'è spesso dissonanza tra la provenienza della loro mail e la loro città dichiarata
7) mostrano sempre foto molto belle e ben fatte e non forniscono mai una foto secondo la vostra richiesta
Se trovate almeno un punto che si avvicina o si assomiglia a quanto descritto sappiate che siete stati mirati da queste truffatrici. Ora potete tranquillamente continuare con la corrispondenza, innamorarvi di una donna finta, oppure farvi fregare, io vi ho avvisati!
Aquesto punto vale la pena accennare a truffe ben peggiori chiamate pro-dating e scamming matrimoniale
Nel primo caso la donna non chiede soldi per email, ma invita il malcapitato nel proprio paese, per poi spremerlo come un limone. Si inizia da un alloggio che costa quasi il doppio della media del posto (una metà è intascata da lei), il taxi all'arrivo costa altrettanto (il tassinaro potrebbe anche essere il marito della lei), a seguire acquisti, regali e scenate in caso di diniego.
Ancora peggiore è lo scamming matrimoniale. La tipa inizia a parlare di matrimonio al primo incontro, e nel giro di tre mesi convince il malcapitato a sposarla, nel suo paese d'origine. Dopo una splendida luna di miele la tipa comincia a isolare il nuovo marito da parenti e amici, facendolo litigare, o dicendo agli mici che il tipo è troppo strano. Contemporaneamente inizia la pressione psicologica sul marito, che mano mano cede. Ormai il tipo è rimasto solo e incapace a difendersi, a questo punto arriva il divorzio e la depredazione dei suoi beni.
Vi è una terza forma non catalogata, ma definibile come scamming psicologico.
Dove viene usato il contatto straniero per appagare il proprio ego. Questa forma di scamming è molto difficile da individuare senza l'ausilio di una terza persona emotivamente non coinvolta. Questa dovrà avvertire il malcapitato che in realtà la tipa al di là delle manifestazioni di interesse verso l'altro, in realtà non nutre alcun vero interesse (ma questo succede anche nella realtà locale e ognuno dovrebbe sapersela cavare con le proprie esperienze già acquisite).
Ragazzi occhio, ci vogliamo proprio far fregare da quattro zoccolette dell'est? Ci siamo forse rammolliti? Non dimentichiamoci che siamo noi italiani gli inventori delle truffe! Saluti
A proposito di truffe, ecco altri articoli attinenti o correlati da questo blog
Crack finanziari e metodi para-ponzi
Attenti alle truffe!
Sei troppo timido?
Non sai comportarti con le donne?
Non hai metodo e sei inconcludente?
Questa guida potrà risolvere i tuoi problemi.
E' il metodo scientifico più apprezzato per conoscere donne su Internet.
Una guida semplice e ricca di esempi pratici e facile da applicare.
Vuoi saperne di più? Clicca qui e avrai tutte le spiegazioni su come funziona.
In una settimana la tua vita sentimentale cambierà radicalmente. Garantito!
Rimaniamo sulla Luna per raccontarvi una storia incredibile accaduta alla fine degli anni '70 durante la guerra fredda, riaperta da poco a seguito di dichiarazioni di alcuni personaggi che giurano di avervi partecipato. Filmati veri che si intrecciano con bufale clamorose, missioni lunari fantasma che non risultano sui libri di storia, astronavi spaziali preistoriche e, per finire, fa capolino anche un essere extraterrestre.
Sembrerebbe di stare nel set di un film di fantascienza, ma c'è chi dichiara che è una storia accaduta realmente.
Personalmente sono scettico ma i filmati sembrano talmente ben realizzati da sembrare autentici. Ma poi, chi si metterebbe a sprecare soldi, lavoro e tanto tempo per realizzare una bufala così ben fatta?
C'è di sicuro qualcosa che non torna! Provate anche voi a darvi delle risposte. Un saluto e... guardatevi questi filmati.
Il mistero dell'Apollo 20 - parte 1
parte 2
N.B. se non riuscite a vederli cliccate su questi link
Il mistero dell'Apollo 20 - parte 1
Il mistero dell'Apollo 20 - parte 2
Per saperne ancora di più andate su questo sito.
Oppure su questi:
http://www.dnamagazine.it/apollo20.html
http://www.dnamagazine.it/zona-proibita.html
http://www.youtube.com/profile?user=retiredafb#p/u/0/PiELhDFGDuI
http://forum.cosenascoste.com/ufo-alieni/36704-nave-aliena-filmata-sulla-luna-miss-apollo-20-a-6.html
http://www.astronautix.com/flights/apollo20.htm
http://complottilunari.blogspot.com/2009/10/apollo-20-la-missione-top-secret-per.html
http://alessandro1971.splinder.com/post/21580801/LA+MISTERIOSA+MISSIONE+DELL%27AP
Ora, per chiarire, le foto della missione APOLLO 15 sopra la zona interessata :
http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/frame/?AS15-P-9625
http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/frame/?AS15-P-9630
Qui le foto della missione APOLLO 17 sempre sopra la zona interessata :
http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/frame/?AS17-P-2799
http://www.lpi.usra.edu/resources/apollo/frame/?AS17-P-2806
Bernie Madoff (ex presidente del Nasdaq) è stato da poco arrestato per truffa perché aveva fregato miliardi e miliardi di dollari agli investitori utilizzando il collaudato schema Ponzi.
Si, forse Carlo Ponzi (in foto) ha fatto scuola a molti e, anche se il metodo già esisteva, lui lo ha saputo implementare al meglio. Lo schema del famoso maestro di Boston è, ancora oggi ampiamente utilizzato, anche in Italia.
Solo nell'ultimo decennio:
- 450.000 risparmiatori coinvolti nella crisi Argentina
- 80.000 in quella di Parmalat
- 30.000 in quella di Cirio.
Quindi risorse dilapidate enormi: l'equivalente di una intera manovra finanziaria ed in più, danni enormi all'economia del paese ed al risparmio.
Di conseguenza diminuisce la fiducia dei risparmiatori nelle società finanziarie e nelle banche e si preferisce lasciare i soldi nei conti correnti, infruttiferi e costosi, ma, almeno, sicuri.
Il sistema funziona così: il denaro versato dagli azionisti non viene, reinvestito e gli utili promessi (molto alti) vengono pagati utilizzando i versamenti dei successivi acquirenti di nuove azioni. Chiaramente l'intero castello crolla quando la gente non si fida più e rivuole i soldi indietro. A questo punto le risorse in entrata non riescono più a coprire gli impegni presi per pagare le rendite promesse e il sistema va in bancarotta.
La storia, molto dettagliata, di Carlo Pozzi la potete trovare qui.
Nonostante che tutti conoscono i rischi, che tutti sanno che i guadagni facili non esistono, c'è ancora chi riesce a creare un sistema (evidentemente connivente), che alla fine riesce a scaricare sui risparmiatori finali, tutto il marcio di loschi affari fatti dall'alto.
L'enorme stortura del sistema bancario e finanziario è sicuramente quella dei controlli, spesso non ci sono o sono inefficienti e raggirabili.
I principali controlli del sistema finanziario sono affidati alla Banca d'Italia.
I maggiori azionisti della Banca d'Italia sono le grandi banche del paese. Ora qui si pone una domanda: può il controllore controllare se stesso?
Un altro dato curioso (tratto dal sito della Banca d'Italia) è che il capitale sociale dell'intero sistema bancario ammonterebbe alla irrisoria cifra di soli 150.000 euro, non credete che c'è qualcosa che non va?
Pensate ora, un attimo, a dove prendono i soldi le nostre banche. Un saluto
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Un giochino da proporre ai vostri amici creduloni.
Tempo fa girava molto questa mail, ora mi è ripassata tra le mani e, per chi non la conoscesse ancora, ve la riporto pari pari.
....
Leggete questa e-mail... e fate ciò che vi dice... alla fine, diventerà davvero strana!
1. New York City ha 11 lettere
2. Afghanistan ha 11 lettere
3. Ramsin Yuseb (il terrorista che aveva progettato di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere.
4. George W Bush ha 11 lettere.
... Questa potrebbe sl essere una coincidenza, ma diventa più interessante mano a mano che la leggete ...
5. New York è l' 11° stato degli Usa.
6.Il volo 11 aveva 92 passeggeri ( 9 + 2 = 11)
7. Il volo n° 77 che si scontrò con le Torri Gemelle, aveva 65 passeggeri (6 + 5 =11)
8. La tragedia avvenne l'undici settembre, anche conosciuto come 9/11 (9 + 1 + 1=11)
9. Come magari sapete il numero di emergenza degli USA è 911 (9 + 1 + 1=11)
... Ancora solo una coincidenza? Continuate a leggere...
10. Il numero totale delle vitteme degli aerei che si scontrarono fu 254 (2 + 5 + 4 = 11)
11. L'undici settembre è il 254° giorno dell'anno ( 2 + 5 + 4= 11)
12. La tragedia di Madrid: 3.11.2004 ( 3 + 1 + 1 + 2 + 0 + 0 + 4 = 11)
13. La tragedia di Madrid era 911 giorni dp la tragedia delle Torri Gemelle
... pensi ancora che sia una coincidenza?
Alora prova questi semplici passaggi e poi dimmi cosa ne pensi:
1. Apri Microsoft Word,
2. Scrivi in maiuscolo Q33 NY (Quello è il numero del primo aereo che piombò nelle Torri Gemelle).
3. Seleziona Q33 NY
4. Cambia la dimensione del carattere a 48 punti
5. Cambia la scrittura a WINDINGS (o WINDINGS 1)
6. Ora interpreta il risultato
... Ti fa paura o cos'altro? Non è molto strano?
invia questa e mail ai tuoi contatti.. i tuoi amici avranno l'opportunità di essere un pò perplessi!
....
I più acuti si saranno accorti di molte forzature per far tornare i conti, ma ovviamente i più creduloni questo non lo considerano! Quindi vi prego, di non approfittarvi troppo di loro! Saluti
80, quando Bill Gates viene contattato da IBM, l'azienda che in quegli anni esercitava un dominio incontrastato nel settore dell'informatica. A questo incontro ne fa seguito un secondo, un mese più tardi, durante il quale Gates firma un contratto di consulenza con Ibm per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri PC IBM, una missione segretissima battezzata con il nome in codice "Project Chess". Le motivazioni che spingono "Big Blue" IBM a legare la nascita dei nuovi "personal computer" ad una azienda relativamente giovane e guidata da un ragazzino appena venticinquenne, sono tuttora avvolte da un fitto mistero. L'unico dato di fatto di cui si dispone per capire le cause del "matrimonio" tra Microsoft e IBM è che la madre di Bill Gates, Mary, personaggio di spicco degli ambienti di Seattle, proprio nei giorni antecedenti all'accordo che avrebbe reso miliardario il suo figliolo, curava gli affari di famiglia in qualità di membro del consiglio di amministrazione di una impresa chiamata United Way. Un altro dei membri illustri di quel consiglio di amministrazione era il signor John Opel, un uomo d'affari che contemporaneamente rivestiva il ruolo di CEO (Chief Executive Officer) all'interno di IBM, praticamente la più alta carica direttiva dell'azienda. L'ossessione di Opel per la realizzazione di un nuovo prodotto IBM con cui raggiungere e sorpassare la Apple nel mercato dei personal potrebbe aver trovato uno sbocco naturale nelle prospettive di successo che Mary Gates era disposta a garantire a nome del suo geniale pargolo. È possibile che una buona parola da parte di Mamma Gates sia stata l'elemento decisivo che ha determinato le decisioni del "gigante" dell'informatica, ancora troppo impacciato per muoversi nel settore dei personal computer con l'agilità necessaria per sostenere il ritmo frenetico dell'innovazione tecnologica di quegli anni. Un'altra azienda candidata alla realizzazione del "Project Chess" è la Digital Research di Gary Kildall, che già da tempo aveva sviluppato CP/M, "Control Program for Microcomputers", un sistema operativo perfettamente in grado di funzionare anche sui nuovi personal IBM. Il mancato accordo tra IBM e Gary Kildall, spesso definito come la più grande occasione mancata nella storia dei PC, è descritto in maniera diversa a seconda di chi lo racconta. In base alla versione dei fatti fornita da IBM, che è anche la più diffusa e conosciuta, Kildall era impegnato a dilettarsi con il suo bimotore mentre sua moglie riceveva la visita dei funzionari IBM incaricati di proporre lo stesso accordo che avrebbe fatto la fortuna di Bill Gates e Microsoft. Dopo una lunga attesa, gli uomini IBM si sarebbero seccati di aspettare, tornando a casa e mandando a monte l'affare. Secondo la ricostruzione dell'episodio fatta dallo stesso Kildall, invece, il suo non era un volo di piacere, ma di affari, e nei successivi contatti con IBM le condizioni proposte sarebbero state talmente restrittive da impedirgli di accettare l'offerta, dal momento che IBM voleva cavarsela con un semplice pagamento forfetario per l'acquisto del sistema operativo, rifiutandosi di concedere a Kildall una percentuale per ogni copia venduta del suo Cp/M. Questo stallo nella trattativa avrebbe lasciato via libera a Microsoft. Dal Cp/M al Dos Microsoft
Una volta concluso l'accordo con IBM il grosso problema di Microsoft era la realizzazione del sistema operativo promesso a "Big Blue", un incarico che Gates e soci non sarebbero mai stati in grado di portare a termine da soli, rispettando le scadenze strettissime e i vincoli sulla qualità del prodotto imposti da IBM. Nel settembre del 1980, di fronte alla prospettiva di un fallimento dell'accordo con IBM, Gates decide di giocare d'astuzia, acquistando dalla Seattle Computer Products, per la modica somma di 50.000 dollari, un sistema operativo "veloce e sporco", il Q-Dos, "Quick and Dirt Operating System". Il Q-Dos, opportunamente modificato, si trasforma d'incanto nel più famoso Microsoft DOS, l'MS-Dos destinato a diventare uno standard nell'ambito dei personal computer grazie alla potenza economica di IBM e al senso degli affari di Bill Gates, che negli anni seguenti avrebbe costruito la sua fama di programmatore geniale e la sua fortuna economica a partire dalla rivendita di un prodotto realizzato da altri. Gates ottiene da Tim Paterson, che aveva realizzato il Q-Dos, un accordo di licenza non esclusivo, che prevedeva la possibilità di rivendere il prodotto, senza lasciarsi sfuggire che tra i clienti intenzionati alla rivendita del Q-Dos c'era nientemeno che IBM. La segretezza era ulteriormente garantita da una clausola del contratto in base a cui "niente avrebbe obbligato Microsoft a identificare il cliente". In seguito Microsoft chiuderà il cerchio comprando tutti i diritti della Seattle Computer Products, assumendo alle sue dipendenze lo stesso Paterson. Risalendo l'albero genealogico dell'MS-DOS, è possibile che il primo "capostipite" della famiglia non sia il Q-Dos di Tim Paterson, ma addirittura lo stesso Cp/M di Gary Kildall, che potrebbe essere il "vero" sistema operativo a partire dal quale, attraverso modifiche successive, è stato realizzato il prodotto definitivo consegnato a IBM. Una versione molto dettagliata del rapporto tra il CP/M e il Q-Dos è contenuta all'interno del libro "Bill Gates, una biografia non autorizzata", scritto da Riccardo Staglianò per Feltrinelli. Secondo il resoconto di Staglianò "Quando fu chiaro che Microsoft avrebbe fornito a Ibm il sistema operativo sviluppato da Tim Paterson, Gary Kildall, l'uomo che arrivò in ritardo all'appuntamento con la sua fortuna, telefonò imbestialito al programmatore, anticipando querele: «Hai copiato il mio CP/M: ti denuncerò!». «Non ho mai guardato il codice di Kildall», si è sempre difeso Paterson, «solo il suo manuale»." Gli indizi a favore di Kildall sono davvero numerosi, e in più di una occasione alcuni esperti di informatica che si sono divertiti a "smontare" il Dos Microsoft hanno evidenziato al suo interno la presenza di diverse righe del codice scritto dal fondatore della Digital Research per realizzare il suo Cp/M. La stessa IBM avrebbe cercato di mettere a tacere la vicenda offrendo a Kildall ottocentomila dollari per rinunciare ad ogni rivendicazione sulla paternità di Ms-Dos. Gary Kildall muore il 6 luglio del 1994, all'età di cinquantadue anni, dopo aver lottato fino alla fine contro lo strapotere commerciale di Microsoft e Ibm, usando come armi la qualità e la robustezza del suo Dr-Dos, il sistema operativo nato dall'evoluzione dello sfortunato CP/M. La vita di Kildall si spegne a causa di una banale rissa scoppiata in un bar di Monterey, la città californiana dove viveva, perché alcuni avventori del locale, più rispettosi delle loro motociclette che della vita altrui, non gradiscono le toppe del giubbotto di pelle di Kildall, che rappresentavano delle moto Harley Davidson. Una tragica fine per un uomo geniale, che con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto sedersi al posto di Bill Gates sulla poltrona di uomo più ricco del mondo, un pioniere dell'informatica che con tutta probabilità è l'unico vero IBM Personal Computer. (tratto da: www.eduweb.it - la storia del prsonal computer)
Da qui in poi la storia della Microsoft continua con imbrogli, plagi e multe miliardarie che non voglio qui precisare ma, se interessati, in rete troverete molto, molto materiale. Un saluto.
Il popolo vuole essere ingannato, recita il vecchio adagio. E allora è campo aperto per truffatori, superstizioni, teorie del complotto, avvistamenti alieni e via dicendo. Ma c’è chi non ci sta.Luca Damiani è laureato in Architettura e lavora, in veste di conduttore e autore, con la RAI dal 1978. Esperto di musica, ha collaborato con molte riviste italiane. Ha pubblicato presso Marsilio tre romanzi: Guardati a vita (vincitore del premio Grinzane sezione esordiente), Una fatale e Il baro. Ha scritto recentemente una breve storia delle bufale mediatiche per Castelvecchi dal titolo: Bufale Un libro che racconta le verità sulle menzogne. Qui ne potete trovare alcuni assaggi (da Google libri) Il libro inizia con una citazione piuttosto accattivante Quello che è sempre stato creduto da tutti, dovunque, è quasi sicuramente falso. Paul Valéry

Il testo è molto interessante e ben scritto, ne citiamo un trafiletto introduttivo: Le beffe mediatiche sono in molti casi una vera e propria forma d'arte. Questo libro è un'analisi impietosa del sistema dei media visto nella sua natura di "fabbrica di falsi e manipolazioni". Si parte dalla bufala rifilata agli americani da Orson Welles, che annunciò lo "storico" sbarco dei marziani sulla Terra. Passando per i "falsi di regime" dello Stalinismo e del Fascismo, fino alla mitica burla italiana delle false "teste di Modigliani", che mise in ridicolo l'intera critica accademica. Ma davvero siamo capaci di credere fino in fondo a chicchessia o a un suo qualsiasi prodotto? La risposta di questo libro è definitivamente sì. Ma le beffe mediatiche tendono a farsi scoprire. E proprio per questo sono meno dannose dell'informazione veramente disonesta.
Vedi anche: Silvano Fuso, chimico e membro del Cicap (già citato), autore di Pinocchio e la scienza. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche.
A destra una vignetta di Altan pubblicata su L'Espresso nel marzo 2004.
Vi riporto un articolo di Massimo Polidoro che è il cofondatore nonché Segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), è considerato uno dei principali esperti internazionali sul paranormale e le pseudoscienze. Laureato in psicologia all'Università di Padova, si è specializzato nella psicologia dell'inganno e nei trucchi del paranormale e, grazie a queste sue competenze, conduce da anni indagini e ricerche su presunti fenomeni misteriosi o paranormali.Uno studente riporta alla luce i documenti: la disposizione delle pietre è opera dei restauri di un secolo fa Londra. La disposizione dell'antica struttura megalitica di Stonehenge, in Inghilterra, costruita circa 5000 anni fa, è il frutto di restauri e rimaneggiamenti che risalgono agli anni Sessanta. Le modifiche al sito cominciarono agli inizi del Novecento e terminarono negli anni Sessanta, in piena Beatlesmania! A sollevare il velo su questo fatto rimasto a lungo ignoto al grosso pubblico è stato uno studente di Bristol, Brian Edwards, alle prese con una tesi di storia. Ha trovato alcune fotografie, risalenti al 1901, che documentano le approssimative tecniche edilizie di un gruppo di operai vittoriani. La disposizione di quei monoliti, che milioni di seguaci della New Age adorano come fosse un orologio neolitico o un osservatorio celtico, è dunque il frutto di rimaneggiamenti recenti. "Certo", ammettono gli archeologi dell¹English Heritage, "senza tutti questi lavori Stonehenge avrebbe un aspetto molto diverso. Pochissime pietre sono ancora esattamente nel posto dove furono erette millenni fa". Ma le pietre sono tutte originali e le ricostruzioni riguarderebbero solamente elementi secondari. "Ogni fase della ricostruzione", dice Jean-Pierre Mohen, direttore dei Musei di Francia, un¹autorità in fatto di megaliti e preistoria europea, "è documentata. Possiamo rianalizzare criticamente gli interventi in qualsiasi momento. Sono documenti pubblici, chiunque li può vedere". D¹altra parte, bastava osservare i dipinti di Constable e Turner, che raffigurano una distesa di enormi pietre rovesciate, sradicate dal tempo, smosse dalle intemperie, e non quel circolo perfetto che alcuni pseudoscienziati si ostinano a considerare come il regalo fantascientifico di una civiltà superiore, sbarcata da un'astronave sulla Terra migliaia di anni fa per regalarci la conoscenza. La vicenda rappresenta un bell¹esempio di "indagine storica" sul genere di molte ricerche analoghe realizzate dal CICAP. Per scoprire qualcosa di nuovo su un mistero, è la lezione che se ne trae, non bisogna essere docenti universitari e non sempre è necessario condurre estenuanti ricerche e sperimentazioni in laboratorio: a volte può bastare uno studente un po' curioso... come quelli che aderiscono al CICAP. di Massimo Polidoro

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