Questo Blog, nasce per aggregare gli utenti su vari temi. A differenza di altri blog, qui TU potrai scrivere articoli e commentare quelli altrui. Dai motori di ricerca non sempre si viene indirizzati al preciso articolo (se è un po' datato).
Come sapete, questo blog è molto sensibile alle nuove proposte tecnologiche che potrebbero (se applicate), scombussolare l'ordine mondiale. Già abbiamo parlato delle grandi possibilità dei supercondensatori (in un precedente post) ed ora c'è una nuova interessante proposta tecnologica: un sistema ibrido batteria-supercondensatore.
Si presenta come un foglio di carta nero questo nuovo dispositivo di accumulo energetico sviluppato dai ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute. E' somigliante alla carta perché la batteria è costituita per il 90% da cellulosa. Appare nera perché sulla superficie si inseriscono numerosissimi nanotubi in carbonio che fungono da elettrodi e consentono l’accumulo e la conduzione di elettricità.
Questo nuovo apparecchio (di nanoingegneria) è ultra leggero, sottilissimo, totalmente flessibile, non contiene sostanze chimiche tossiche, è in grado di funzionare a temperature tra 150 e -70°C, è stampabile come un comune foglio di carta, è adatto ad applicazioni quali gadget, dispositivi medici per impianti e veicoli di trasporto. Presenta la particolarità di funzionare sia come una tipica batteria litio-ioni (caratterizzata da una potenza stabile che si protrae nel tempo), che come supercapacitore (per picchi di potenza di breve durata).
Quest’ultimo ha inoltre la peculiarità di essere un liquido ionico, un elettrolita che non contiene acqua come solvente e che perciò non è soggetto a evaporazione o congelamento e resiste a temperature estreme.
Questi fogli "elettrici" si possono arrotolare, torcere, piegare, tagliare nelle forme più disparate senza perdere energia.
Si possono anche impilare in risme per aumentarne la potenza complessiva. Il gruppo di ricerca ha prodotto batterie di carta anche senza aggiunta di elettroliti per dimostrare come, nel caso debbano alimentare dispositivi come pacemaker o impianti analoghi, possano essere attivate utilizzando sangue, sudore o urina come elettrolita al posto delle sostanze chimiche presenti nelle batterie tradizionali.
Per il momento il limite del nuovo ibrido batteria-supercondensatore (le cui componenti sono piuttosto costose), sta nella mancanza di un sistema (economico) per la produzione in serie.
L’obiettivo del gruppo di ricerca è quello di incrementare l’efficienza delle batterie e dei supercapacitori e di arrivare a produrlo con sistemi di stampa simili a quelli utilizzati per i quotidiani.
Fonte: Rensselaer Polytechnic Institute
Un rootkit è un codice maligno che si può installare, per vari motivi, sui nostri PC e ne prende il controllo.
Tra i più insidiosi si possono classificare quelli che si installano sul Master Boot Record. Facendo qualche passo indietro nella storia dei PC, qualcuno ricorderà Brain, che fu il primo virus per IBM-PC documentato. Brain era un boot sector virus con tecnologia stealth, capace cioè di nascondersi prendendo il controllo dell’INT 13h, (un interrupt utilizzato per il controllo diretto dell’accesso ai dischi). Ogni qualvolta si tentava di leggere il settore di boot del disco infetto, Brain mostrava la copia originale del boot sector. Da Brain in poi sono stati migliaia i virus che hanno utilizzato una simile tecnologia (o più avanzate) per rendersi invisibili agli occhi dell’utente e degli scanner antivirus, alterando le funzioni basilari e compromettendo così il funzionamento del sistema operativo.
A quei tempi si parlava di Brain, Stoned, Tequila e molti altri. Questa tipologia di infezione, con il passare degli anni scomparve, lasciando il posto ad altri tipi di malware. Ad oggi, la tipologia di infezione più complessa, è senza dubbio il rootkit. Tecnicamente parlando, le modalità con cui un rootkit compromette a basso livello il sistema operativo è affascinante ed allo stesso tempo pericoloso. Vi sarà capitato di conoscere differenti tecniche di attacco utilizzate da varie forme virali per compromettere il sistema operativo e nascondere le componenti dell’infezione all’interno del pc. Ogni volta, la guerra è stata combattuta dall’interno del sistema operativo, una guerra tra i ricercatori delle società antivirus e malware writer per riuscire a garantirsi il controllo del PC.
Qualcosa però stava cambiando. Nel 2005 alcuni ricercatori della eEye Digital Security pubblicarono un nuovo progetto, chiamato BootRoot. Il progetto era essenzialmente un nuovo tipo di rootkit che tentava di compromettere Windows dall’esterno, sovrascrivendo il Master Boot Record con del codice che aveva la capacità di modificare il driver di Windows ndis.sys sin dall’avvio. Una volta insediatosi il rootkit si esegue al boot del sistema, ancor prima dell’avvio di XP o Vista, e in questo modo assume il controllo completo del processo di boot del sistema operativo e può installare ed eseguire qualsiasi applicazione senza che l’utente del pc o il sistema operativo ne siano consapevoli. Niente di sorprendente dal punto di vista concettuale, considerato che l’obiettivo dei rootkit è proprio quello di installarsi nel sistema in maniera completamente nascosta e invisibile, e ad un livello talmente profondo, che nessun programma caricato nel sistema stesso, possa scoprirli o neutralizzarli. E' proprio per questo motivo che gran parte delle soluzioni antirootkit falliscono miseramente nell'individuare, correttamente, alcuni codici maligni dall’interno di Windows, anche perché i malware writer possono utilizzare diversi trucchi e tecniche molto sofisticate e particolarmente difficili da individuare. Per questo che la tendenza è quella di lasciare il campo del sistema operativo e si sta spostando all’esterno con sitemi operativi indipendenti sicuramente più in grado di controllare ad un livello molto più favorevole. Per approfondimenti leggete qui. Saluti.
Ne parlo con ritardo perché la telefonia è, per me, un settore poco interessante. Con l'avvicinarsi del Natale però, vorrei informare i più, su un possibile cattivo acquisto di "telefoni alla frutta".
Da poco su questo sito è stato pubblicato un ottimo articolo (in inglese) che elenca 24 reali difetti dell’iPhone. Dalla fotocamera che non fa i video, all’impossibilità di usarlo come modem. Di seguito trovate una traduzione dell’articolo originale, ma prima vi propongo una mia personale e polemica tabella riassuntiva tra due modelli... di cui uno piuttosto datato.
I 24 veri difetti dell’iPhone
1. Con la fotocamera da 2 megapixel non si può registrare video clip
2. Nonostante venga pubblicizzato come un cellulare con un vero browser, iPhone non supporta Flash e non è quindi in grado di mostrare molti siti
3. Nonostante si possano vedere fino a 10.000 video su Youtube, non si possono guardare tutti i video di YouTube
4. Nonostante si possano usare Meebo e altri espedianti per chattare, iPhone non supporta l’instant messaging
5. Anche se si possono usare auricolari Bluetooth pet le chiamate, la musica non può essere ascoltata in stereo con le cuffie Bluetooth
6. Non è possibile caricare programmi esterni sull’iPhone, ma solo eventuali programmi approvati da Apple (che, in genere, non sono gratuiti)
7. L’iPhone non ha alcun gioco e quelli dell’iTunes store non sono compatibili
8. Nonostante l’ampia memoria a disposizione, non è possibile personalizzare la suonerie usando Mp3
9. Anche se un gadget avanzatissimo sul piano dell’interfaccia, non sono previsti comandi vocali, nemmeno per comporre un numero
10. La tastiera non sembra diventare più facile da usare mano a mano che ci si abitua: scrivere punti e virgole è veramente scomodo, perchè si deve cambiare ogni volta schermata
11. Con l’iPhone non si possono inviare foto/immagini ad altri cellulari usando gli MMS
12. Non è possibile usare l’iPhone in altri continenti con le schede SIM - si è obbligati ad usare i servizi roaming di AT&T
13. Non si può scaricare o accedere ad iTunes direttamente dall’iPhone, ma si deve sempre avere un computer a portata di mano
14. Non si può usare iPhone come un modem, come si può invece fare con altri cellulari
15. iPhone, non essendo abilitato al GPS, non può mostrare mappe GPS in tempo reale, come invece si può fare sul Blackberry 8800
16. Non si può andare in vacanza o viaggiare senza caricabatterie, perchè la batteria non è estraibile nè sostituibile, e quindi non si possono usare batterie di scorta
17. Lo spazio è “limitato” a 4 GB o 8 GB, perchè iPhone non supporta l’uso di schede di memoria rimovibili
18. iPhone non è in grado di web-navigare velocemente come i concorrenti, perchè non è un cellulare 3G - almeno per quanto riguarda la versione americana, mentre quella europa sembra che sarà dotata di UMTS (ndt)
19. Non è possibile connetterlo a tutti gli iPod Docks e connettori: molti funzionano, ma alcuni no
20. Non tutti gli auricolari o cuffiette saranno collegabili al jack dell’iPhone, e l’adattatore costerà circa 40,00 USD
21. Prima di poterlo utilizzare, è necessario attivare iPhone attraverso iTunes.com
22. Dal momento che iPhone non ha la batteria estraibile e una batteria dura in media 300-400 cariche, si dovrà chiedere ad Apple la sostituzione della batteria ogni anno o due. Questo comporta non solo il costo di sostituzione, ma anche la scomodità di non avere iPhone disponibile per almeno una settimana ogni anno
23. La tastiera intelligente non supporta il copia-incolla
24. Facendo un rapido calcolo, un iPhone viene a costare almeno 2.200 USD se si considera il costo dell’abbonamento biennale con AT&T (alla tariffa minore). Saluti a tutti
Fonte: www.essistme.com
Il Progetto PRACTISE sostiene l’attuazione delle politiche e degli indirizzi dell’Unione Europea nelle comunità locali coinvolte ed ha come obiettivo quello della creazione di una Comunità Energetica Sostenibile (SEC).
Le SEC sono comunità locali in cui politici, progettisti, attori commerciali e cittadini cooperano attivamente per dimostrare e sviluppare elevati livelli di fornitura e utilizzo di energia sostenibile, favorendo l’energia rinnovabile e l’applicazione di misure di efficienza energetica in tutti i settori d’utilizzo.
l Programma CIP - EIE (Energia Intelligente per l’Europa) sostiene le politiche Comunitarie in materia di Efficienza Energetica (RUE) e Fonti di Energia Rinnovabile (RES), i suoi obiettivi a livello comunitario sono:
· Ridurre il consumo energetico comunitario dell’1% all’anno;
· Incrementare il consumo di energia rinnovabile dal 6% al 12% entro il 2010;
· Sviluppare il potenziale di fonti rinnovabili di energia.
Il progetto PRACTISE è parte integrante delle azioni di sostenibilità ambientale ed energetica inserite nella campagna Energia sostenibile per l’Europa (SEE), coordinata a livello europeo dalla Commissione Europea (www.sustenergy.org) e a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (www.campagnaSEEitalia.it). Maggiori dettagli qui.
Da Alessandiria i primi passi di questo progetto con la Giornata dell'Energia che si terrà l'8 novembre 2008 Qui il dettaglio della manifestazione qui la brochure del progetto. Saluti
Ogni giorno, vengono prese delle decisioni che hanno un impatto importante sulla nostra vita online, sulle tecnologie che si possono usare per proteggere la riservatezza delle comunicazioni, su quali servizi si possono usare sulla infrastruttura globale di telecomunicazioni che si sta formando, decisioni che vengono prese addirittura prima che si sappia che ci sono più alternative tra cui scegliere.
La EFF (Electronic Frontier Foundation) è una fondazione americana che dal Luglio 1990, si adopera affinché i diritti civili garantiti, vengano applicati alle nuove tecnologie di comunicazione. I membri della EFF si iscrivono per avere la sicurezza di essere informati sugli argomenti e le discussioni che plasmeranno il futuro della comunicazione elettronica.
Vi segnalo un esempio pratico.
Numerose stampanti e fotocopiatrici inseriscono dei codici di identificazione univoci su ogni foglio stampato. Ecco come smascherarle. Da qualche tempo ormai la EFF sta mettendo in guardia i possessori di fotocopiatrici a colori: obbedendo al governo degli Stati Uniti, tutti i maggiori produttori hanno inserito un sistema che consente, partendo da un foglio stampato, di risalire al dispositivo che l'ha generato. A permettere questo sono alcuni piccoli puntini gialli, che normalmente non vengono notati a occhio nudo e che rappresentano data e ora della stampa e numero di serie della stampante. Il motivo ufficiale della presenza di questa tecnologia è la lotta alla contraffazione di banconote, ma facilmente si può immaginare che la porta sia spalancata anche ad altri usi meno leciti. In questo scenario, c'è qualche novità che può esservi d'aiuto: c'è un video in cui vengono spiegati tre modi per controllare se la propria stampante è una "spia".
Le tre possibilità comprendono l'uso di una luce blu, di un microscopio, oppure di uno scanner con cui analizzare una stampa di prova. Il primo metodo, quello a luce blu, può essere utilizzato da chiunque possieda un Led che emani luce di questo colore; se non lo si ha in casa se ne può trovare su certi tipi di accendini cinesi usa e getta (con un euro circa). E' sufficiente spegnere le luci, puntare la luce sul foglio e cercare dei puntini sospetti (che appariranno piu scuri), nella parte non stampata. Trovarli significa avere una stampante-spia. Il metodo con lo scanner richiede un po' più di lavoro: occorre acquisire l'immagine a 600 Dpi ed esaminarla ingrandita; oppure si può usare un software per evidenziare i puntini: The Gimp o Photoshop vanno benissimo. In questo caso occorre deselezionare i canali Verde e Rosso (tramite la finestra Canali), rendendo visibile soltanto il Blu e scoprendo così i puntini. Infine si può usare un microscopio o una lente di ingrandimento (almeno 10x) e controllare la pagina stampata: i puntini, se ci sono, saranno visibili anche con la luce ambientale. A questo punto, a parte cambiare stampante, quello che resta da fare è contattare la Eff se il proprio modello non è già presente nella lista e, magari, inviarle un campione della stampa. Volendo, poi, c'è sempre la possibilità di protestare con i produttori, seguendo le istruzioni del sito Seeing Yellow, che integrano queste tecnologie senza avvisare gli utenti. Anche chi non ha nulla da nascondere, infatti, potrebbe trovare seccante il fatto di poter essere identificato dalle proprie stampe.
Per maggiori chiarimenti guardatevi anche questo video. Qui trovate il modulo di iscrizione alla EFF. Saluti e... state all'erta.
E'uscito in Gran Bretagna il telefonino Nokia "Comes With Music" che permette agli utenti di scaricare gratuitamente, per un anno, migliaia di brani musicali. Nokia tenta di sottrarre utenti al servizio iTunes di Apple mettendo sul mercato inglese un telefonino che consente il download gratuito di migliaia di canzoni. I nuovi cellulari Nokia "Comes With Music", infatti, offrono agli utenti la possibilità di scaricare gratis migliaia di brani musicali che fanno parte del catalogo discografico delle quattro case discografiche più importanti del mondo e di alcune etichetti indipendenti. Nokia propone agli acquirenti un contratto annuale, durante il quale gli utenti possono scaricare tutte le canzoni che vogliono gratuitamente: scaduto il contratto possono acquistare i brani singolarmente, oppure rottamare il telefonino acquistandone uno nuovo che gli permetterà di continuare a scaricare brani gratis per un altro anno. I brani possono essere passati anche sul proprio Pc e conservati anche dopo la scadenza annuale del contratto con Nokia. Tuttavia i brani sono dotati di un software antipirateria che non consente il loro ascolto per mezzo dell'iPod
Vi segnalo un articolo molto carino di un... quasi ingegnere che ha studiato con attenzione (veramente molta) i moti armonici... sinusoidali. Per darvi un'idea del problema ... fisico trattato, vi mostro un esempio pratico e tangibile.

per chi volesse approfondire ... qui trovate il postulato completo con tutte le possibili variabili.
Un saluto va all'autore dello studio per la precisione ed i contenuti di gran pregio trattati.
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Niente di nuovo e niente di orginale, però, ciò che è certo,è che le infezioni causate dai falsi antivirus stanno crescendo a livello esponenziale. Secondo i Laboratori di Panda Security siamo arrivati ormai ad oltre 30 milioni di utenti colpiti da questa nuova ondata di falsi antivirus. La questione più preoccupante è che il 3% di utenti infettati (rendendo pure noti i propri dati), comprano il prodotto segnalato per eliminare i codici maligni dal Pc, (senza riceverli mai). Pensate che è una media di spesa che si aggira sui 50 €, si può stimare un giro di affari dei cyber criminali di oltre 10 milioni di euro al mese.
La dinamica è semplice. Gli autori hanno creato più di 7 mila varianti di un nuovo adware che vengono distribuite via Internet (nelle mie zone è molto diffuso Antivir2008). Gli utenti possono entrare in contatto con questi codici maligni in diversi modi: navigando in siti per adulti, scaricando file di rete condivisa peer to peer o sfruttando le vulnerabilità del sistema ospite. Ci sono anche delle versioni che manipolano la pagina iniziale di Google. Il meccanismo di tutte le varianti è sempre lo stesso: avvisano l’utente che il computer è infetto e cominciano ad apparire sul desk finestre di dialogo che non consentono nessun tipo di azione. Questa tattica è stata studiata per spaventare l’utente, utilizzando per esempio “vermi che mangiano lo schermo”, fino al punto che non si ha altro rimedio che cliccare sul bottone “compra”. Nel processo di acquisto vengono richiesti i dati personali e molti pensano di comprare il prodotto antivirus capace di risolvere il problema. L’utente è ulteriormente ingannato dal fatto che i software messi in vendita sono quelli di aziende note. Quindi occhio dove andate a cliccare e tenete sempre alte le protezioni del PC con antivirus conosciuti ed ufficiali. Saluti

Bitalizer è un curiosissimo e strano strumento on line (di nessuna funzionalità pratica) che visualizza, in maniera grafica ed astratta, le sequenze di byte di un file.
In pratica si deve caricare un file qualsiasi (a scelta) dal nostro computer (es. una foto, un file eseguibile, un testo etc.), poi, impostati poi i colori (per il valore 0 e per il valore 255), si clicca su "Visualizer!". L'elaborazione inizierà non appena caricato il file (che non deve superare 1 Mb) ed il risultato inizierà ad esser visibile immediatamente grazie ad un'animazione online.
Una volta terminata la visualizzazione, basterà cliccare il tasto "s" per salvare l'immagine ottenuta. Da notare che il tempo di elaborazione potrà essere anche molto lunga e dipende dalle dimensioni del file.
Ovviamente più sarà complesso il file, più suggestiva e dettagliata ne risulterà l'immagine.
Ogni visualizzazione inizierà da un piccolo puntino giallo. Da lì in poi, la linea che si andrà a formare, man mano che il file viene letto, si piegherà e si colorerà a seconda del valore del bit e dei byte che saranno nella sequenza.
Nella foto vedete un bell'esempio della restituzione grafica di un file sconosciuto. Da notare che non si tratta di ricostruzioni di funzioni matematiche né di riproduzioni casuali, semplicemente il risultato di lettura byte - byte di un file, e questo non ha nulla a che fare con i contenuti o con i dati che esso conterrebbe, se fosse interpretato normalmente.
Tutte le immagini create dagli utenti sono visibili nella gallery del sito. Come vedete questo bello ed inutile strumento, è molto curioso ed affascinante ed i risultati grafici che si ottengono, sono veramente sorpendenti. Saluti

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