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Nell'immagine in alto si rappresenta la condizione di scarica normale, in basso, la condizione di scarica forzata, quando cioè, senza controllare gli elementi, si forza la scarica totale. Come vedete un elemento (il più debole) è andato in inversione di polarità e la batteria, è ormai defunta. Vi chiederete, ma come si fa a monitorare l'elemento singolo se la batteria è sigillata? Non si può, si può solo controllare la tensione del pacco (essendo la tensione di uscita di una cella sufficientemente costante a 1,2 volt) come nel caso in figura bisogna staccare la scarica alla tensione di un elemento in meno (cioè 5-1 = 4 x 1,2 = 4,8 Volt) questo non porterà certo alla scarica totale di tutti gli elementi, ma salveremo la vita alla batteria. Quindi vi chiederete ma se poi l'effetto memoria mi rimane che la scarico a fare? Infatti solo i pazzi lo fanno e pure a loro danno, tantovero che le apparecchiature sofisticate come cellulari, cordless o computer fanno da soli questa funzione: quando la tensione scende sotto ad un determinato valore, staccano immediatamente l'apparecchio per salvare la batteria. Nei sistemi a ioni di litio il problema è similare solo che il rischio è più grande, perché in casi di errate polarità o di difetti di carica, la batteria può esplodere senza dare alcun segno preventivo, quindi occhio, perché potrebbe accorciarsi anche la vita dello sconsiderato smanettone che gira lì attorno!!
La Pila RAM™ - Ricaricabile Alcalino Manganese - è il frutto della nuova e brevettata tecnologia canadese ALCAVA che offre numerosi vantaggi sia dal punto di vista economico che ecologico. Questa pila è una cella primaria con caratteristiche migliori delle altre pile: essa presenta una tensione di 1,5 Volt e possiede una capacità di erogazione di 6 - 7 volte superiore alla pila al cloruro di zinco o zinco carbone. La differenza sta nell'elettrolita usato, consistente in una soluzione concentrata di idrossido di potassio. L'anodo è di zinco, finemente polverizzato e impastato con l'elettrolita. Il catodo è una miscela di grafite e biossido di manganese, pressato entro un cilindretto cavo tenuto da un contenitore in acciaio. Essa raggiunge una capacità che è essenzialmente più alta di una batteria Ni-Cd della stessa misura, ma il contenuto di materiali tossici è decisamente molto più basso. A causa di una più alta resistenza interna, le pile RAM™ non possono sempre rimpiazzare le batterie al Ni-Cd nelle applicazioni ad alta energia. Le applicazioni tipiche sono: Giocattoli e giochi, Stereo portatili, CD e riproduttori a nastro, macchine fotografiche e flash, pagers e telecomandi, torce, Lampade d'emergenza, notebook, Palm/Lap-Top, Ricetrasmittenti, strumenti di misura, ecc. VANTAGGI È una pila nuova per i consumatori. Fino ad ieri, si è dovuto scegliere fra le pile alcaline usa e getta 1,5 volt e gli accumulatori ricaricabili da 1,2 volt Nickel-Cadmio (Ni-Cd) le quali spesso non riescono a soddisfare le necessità dei consumatori. Non e' una tradizionale pila alcalina La nuova pila alcalina ricaricabile, offre il vantaggio di una vita più lunga delle ordinarie alcaline, unitamente al risparmio, essendo ricaricabile. Si possono ricaricare a piacimento e ridanno energia per un lungo periodo anche se rimangono inutilizzate (energia a stock per 5 anni). Inoltre, al momento dell'acquisto sono già cariche e pronte all'uso. Non è una ordinaria pila ricaricabile Il problema delle batterie ricaricabili al Ni-Cd ed in misura inferiore anche delle Ni-MH è che perdono la carica in breve tempo, e contengono sostanze tossiche e pericolose. Questa pila è invece priva di mercurio, di nickel e di cadmio. È diversa dalle altre pile ricaricabili Queste pile erogano 1,5 Volt, non hanno effetto memoria, possono essere caricate a piacimento ed i loro caricatori dedicati, permettono eventualmente di metterle in carica anche se sono già completamente cariche. Le Ni-Cd e le Ni-Mh hanno soltanto 1,2 Volt, hanno una limitata quantità di cicli di ricarica, sono delicate, trattengono l'energia per brevi periodi di tempo, e contengono Mercurio, Cadmio e Nickel, sostanze altamente tossiche e pericolose. Le pile a tecnologia RAM™ devono essere caricate con gli appositi caricatori. Non ricaricare le pile a tecnologia RAM™ ad esempio con caricatori per le pile al Ni-Cd o per altri tipi di batteria, questi danneggerebbero sicuramente le pile RAM™. Le pile a tecnologia RAM™, NON devono essere scaricate a fondo, pena la perdita di liquido quando esse saranno ricaricate ; è consigliabile ricaricarle di sovente, anche se sono ancora cariche. Nello sviluppare applicazioni elettriche od elettroniche, si raccomanda la seguente procedura di ricarica: assicurarsi che il voltaggio fornito ad ogni singola cella sia limitato a 1,65 Volt ± 0,5 per evitare reazioni irreversibili dell'elettrolita all'interno della cella. Il voltaggio sulla cella salendo sino a 1,7V farà diminuire la corrente sino a giungere a pochi milliampere, sino a quando il processo di ricarica sarà terminato. - La corrente necessaria per la carica delle Pile Stilo è all'incirca di 200mA quando esse sono completamente scariche, mentre è di 150mA per le MiniStilo. La corrente potrà essere non stabilizzata come ad esempio nei caricatori per celle solari. Saluti.
Ho seguito con attenzione la replica del Munnezza Day a Napoli, ho trovato un uomo attento, informato e lungimirante, prescindendo dalla critica politica, pur ben pesata ed articolata. Il discorso sul valore del materiale e lo spreco mi ha fatto molto pensare. Effettivamente ormai, anche i più attenti, tendono a non dare più l'esatto valore alle cose che ci circondano, a partire dall'abuso degli imballaggi (per carità è anche una esigenza igienica). Per esempio, al di là del valore commerciale, su una lattina di bibite non pensate che il "valore di lavorazione" sia molto più elevato quello del contenitore piuttosto che del suo contenuto? Vuoi mettere il processo di estrazione, lavorazione, fusione e stampaggio dell'alluminio in confronto con 33 cl di acqua zuccherata che c'è dentro? Per completare il valore più alto lo buttiamo via. Il problema è che ormai sempre di più tendiamo a dare un valore alle cose solo e puramente commerciale e questo è gravissimo.
Un mio vecchio amico, falegname, tempo fa' mi faceva presente questo discorso: "Mi vengono i clienti in falegnameria e mi chiedono il prezzo di una porta, io dico dalle 300 alle 500 euro secondo materiali e finiture, e mi sento dire: ma così tanto? Non si rendono conto che una porta istallata stà lì per centinaia di anni e farà sempre bene il suo lavoro senza dar mai problemi, poi vengono abbigliati con borse e maglioni di marca che costeranno pressappoco come due porte del mio preventivo e dureranno solamente una stagione ed a questo però, non fanno caso". Pensiamoci un attimo.
Una frase si dice autoreferenziale quando afferma qualcosa di sé stessa. Generalmente è semplice scrivere frasi autoreferenziali, tipo Questa frase comincia con la lettera Q oppure: Io contengo tre T, meno sarebbe scrivere: Questa frase contiene dieci parole, ventisette sillabe e sessantasei lettere o questa: Questa frase ha diciassette a, una b, nove c, sedici d, diciotto e, due f, una g, due h, diciassette i, una j, una k, una l, una m, dodici n, otto o, una p, due q, due r, dieci s, dodici t, diciassette u, due v, una w, una x, e una y. Altre frasi curiose sono le seguenti:Dieci parole fa, questa frase non era ancora iniziata.
Se questa frase non fosse esistita, qualcuno l'avrebbe inventata.
Se chiamiamo "vergine" una frase che non è mai stata letta, io non sono vergine
Non leggere questa riga.
Io ho il potere di generare l’insieme dei processi che si verificano nel tuo cervello quando leggi l’insieme delle lettere che mi compongono e pensi a me.
Hai appena iniziato a leggere la frase che hai appena finito di leggere.
Questa frase, prima che tu aprissi il libro a questa pagina, stava soffocando in mezzo alle altre pagine.
Al confine tra le frasi autoreferenziali e quelle non-autoreferenziali si situano queste due frasi, che certamente non sono autoreferenziali, ma producono un paradosso quando vengono accostate:
La frase successiva è vera
La frase precedente è falsa
Un altro sistema, che non contiene però alcuna contraddizione, è il seguente:
La frase successiva è identica a questa tranne che per una parola.
La frase precedente è identica a questa tranne che per una parola.
Raymond Smullyan riporta nel suo 5000 a.C. alcune frasi che si elidono da sole:
C'è qualche cosa che vorrei dirvi, prima di cominciare a parlare...
Credo fermamente nell'ottimismo. Senza ottimismo, infatti, che cosa ci resterebbe?
Metà delle bugie che dicono di me sono vere.
Ti ho dato un budget illimitato e tu lo hai già superato!
Questa specie è sempre stata estinta.
Divieto di parcheggio autorizzato.
L'inflazione è un artifizio economico in virtù del quale ciascun individuo guadagna più del successivo.
La superstizione porta sfortuna.
La nostalgia non è più quella di una volta!
Sulla copertina di un'agenda compare la scritta autoreferenziale
Se vuoi riderci sopra, togliti almeno le scarpe.
Fin qui si è parlato di curiosi incroci logico-filosofici, il problema nasce quando, dalle frasi autoreferenziali scritte, si passa all'autocelebrazione parlata (usanza molto diffusa al giorno d'oggi), qui allora risulta palese la stupidità dell'interlocutore. Saluti
Lo so è una pazzia, però se cercate in rete Perendev Motor oppure Bedini Motor, troverete anche fimati che sembrano molto veritieri, brevetti e schemi costruttivi. Io vi indico due filmati sul motore di Perendev molto interessanti, ma c'è molto di più vedete anche voi. Considerando che il mondo reale non regala nulla (e questo vale sia in economia che in fisica), vedere certe immagini ci fa sobbalzare dalla sedia. Ovviamente lo scetticismo regna sovrano ma... intanto guardatevi questi link. Motore di perendev e bedini (guardatelo tutto, son due film di seguito) e poi altro motore di perendev. Fatemi sapere cosa ne pensate. Ah, dimenticavo, date una vista anche al progetto MEG Motionless Electromagnetic Generator (Generatore Elettromagnetico Immobile) che è sempre sul tema di energia gratis.
Solitamente i CD o DVD masterizzati o che utilizziamo più di frequente, prima o poi, divengono inutilizzabili. In genere, questi supporti vengono buttati via senza rendersi conto che, spesso, si possono recuperare. La causa può essere un graffio, o sporcizia sul lato di lettura ed il disco non viene più riconosciuto dal lettore oppure si inceppa a metà esecuzione. La prima cosa da fare è: 1) lavare tutto il disco con sapone liquido, meglio se neutro (va bene anche il detersivo per i piatti), strofinando bene con le dita, come facciamo con un bicchiere, poi risciacquare abbondantemente con acqua tiepida fino a togliere tutti i residui di sapone, è importante non usare spugne o panni di alcun genere. 2) asciugare prima con un panno di cotone e poi completare con aria calda (va bene anche un Phon ma a dovuta distanza) Ora provatelo sul vostro lettore. Nel caso ancora non sia leggibile, bisogna vedere se, sul lato inciso (quello opposto all'etichetta per capirci), vi siano graffi profondi sulla superficie (i graffi più gravi sono quelli ce vanno nella direzione di rotazione, non quelli radiali dal centro verso l'esterno) 3) nel caso vi fossero, prendete del dentifricio e spalmatelo energicamente con un panno in cotone inumidito sul graffio (o con i polpastrelli delle dita) fino a che il graffio non si è attenuato, e risciacquate ogni tanto per vedere il risultato 4) ripetete l'operazione se il risultato non è ancora soddisfacente (è consigliato strofinare in senso radiale e mai nel senso della circonferenza) 5) alla fine risciacquate bene il disco e provate ancora se il vostro disco è tornato in vita. 6) Provate anche con altri lettori, spesso la differenza di colore del laser può fare una grande differenza sui risultati. Se a questo punto non avete ottenuto risultati, i motivi possono essere diversi: una cattiva masterizzazione o un difetto sulla superficie interna del disco. Anche qui vi possono essere soluzioni (parziali) al problema: 7) software specifici tipo BadCopy, IsoBuster, CD Recovery Toolbox Free, (per sistemi windows) che permettono di recuperare almeno parte dei dati 8) se nemmeno così si sono ottenuti risultati, la vera soluzione, sicuramente definitiva, è la pattumiera.

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