In due parole posso riassumere tutto ciò che ho imparato sulla vita: vai avanti!

Robert Frost
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di elvio (del 29/02/2008 @ 16:50:30, in Scienza e Tecnologia, linkato 1517 volte)
Lasciate perdere l'effetto memoria e salvate il vostro portafoglio. Mi direte che mi sono rincoglionito, infatti tutti sanno che gli accumulatori Ni-Cd sono affetti da "effetto memoria". Cioè, gli accumulatori Ni-Cd (ma anche Ni-MH) che vengono abituati a far poco lavoro ed essere ricaricati spesso, si adattano alla "bella vita" e, la volta successiva, forniranno meno energia della precedente, poi ancora meno alla ricarica successiva, ecc. ecc. E' un vizietto questo che può far perdere anche il 40% della capacità totale dell'accumulatore. Per annullare il problema, basta scaricare completamente ogni elemento a corrente limitata e costante e poi ricaricare di nuovo. Sembra facile vero? Ma non è come sembra e vi spiego il perché. Primo problema: un accumulatore Ni-Cd non accetta correnti inverse pena la distruzione della cella. Secondo: in caso di batteria di accumulatori (cioè più elementi in serie, come è quasi sempre), non è mai possibile andare a testare, elemento per elemento, lo stato di carica di ogni cella. Terzo: a livello di produzione ogni elemento ha una caratteristica diversa dall'altro, quindi nessuna cella si può considerare identica alle sorella (anche della stessa batteria) sia in termini di capacità, che di durata, che resistenza alle sollecitazioni elettriche. Ora se noi andiamo a scaricare una batteria da 5 elementi (6V di targa), vi sembra corretto attendere che la batteria vada a zero e poi si vada a ricaricare? Chi pensa di sì, avrà sicuramente già distrutto un vagone di batterie. Il problema viene esposto graficamente qui sotto.

Nell'immagine in alto si rappresenta la condizione di scarica normale, in basso, la condizione di scarica forzata, quando cioè, senza controllare gli elementi, si forza la scarica totale. Come vedete un elemento (il più debole) è andato in inversione di polarità e la batteria, è ormai defunta. Vi chiederete, ma come si fa a monitorare l'elemento singolo se la batteria è sigillata? Non si può, si può solo controllare la tensione del pacco (essendo la tensione di uscita di una cella sufficientemente costante a 1,2 volt) come nel caso in figura bisogna staccare la scarica alla tensione di un elemento in meno (cioè 5-1 = 4 x 1,2 = 4,8 Volt) questo non porterà certo alla scarica totale di tutti gli elementi, ma salveremo la vita alla batteria. Quindi vi chiederete ma se poi l'effetto memoria mi rimane che la scarico a fare? Infatti solo i pazzi lo fanno e pure a loro danno, tantovero che le apparecchiature sofisticate come cellulari, cordless o computer fanno da soli questa funzione: quando la tensione scende sotto ad un determinato valore, staccano immediatamente l'apparecchio per salvare la batteria. Nei sistemi a ioni di litio il problema è similare solo che il rischio è più grande, perché in casi di errate polarità o di difetti di carica, la batteria può esplodere senza dare alcun segno preventivo, quindi occhio, perché potrebbe accorciarsi anche la vita dello sconsiderato smanettone che gira lì attorno!!

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di elvio (del 28/02/2008 @ 10:08:29, in Scienza e Tecnologia, linkato 2283 volte)
La Pila RAM™ - Ricaricabile Alcalino Manganese - è il frutto della nuova e brevettata tecnologia canadese ALCAVA che offre numerosi vantaggi sia dal punto di vista economico che ecologico. Questa pila è una cella primaria con caratteristiche migliori delle altre pile: essa presenta una tensione di 1,5 Volt e possiede una capacità di erogazione di 6 - 7 volte superiore alla pila al cloruro di zinco o zinco carbone. La differenza sta nell'elettrolita usato, consistente in una soluzione concentrata di idrossido di potassio. L'anodo è di zinco, finemente polverizzato e impastato con l'elettrolita. Il catodo è una miscela di grafite e biossido di manganese, pressato entro un cilindretto cavo tenuto da un contenitore in acciaio. Essa raggiunge una capacità che è essenzialmente più alta di una batteria Ni-Cd della stessa misura, ma il contenuto di materiali tossici è decisamente molto più basso. A causa di una più alta resistenza interna, le pile RAM™ non possono sempre rimpiazzare le batterie al Ni-Cd nelle applicazioni ad alta energia. Le applicazioni tipiche sono: Giocattoli e giochi, Stereo portatili, CD e riproduttori a nastro, macchine fotografiche e flash, pagers e telecomandi, torce, Lampade d'emergenza, notebook, Palm/Lap-Top, Ricetrasmittenti, strumenti di misura, ecc. VANTAGGI È una pila nuova per i consumatori. Fino ad ieri, si è dovuto scegliere fra le pile alcaline usa e getta 1,5 volt e gli accumulatori ricaricabili da 1,2 volt Nickel-Cadmio (Ni-Cd) le quali spesso non riescono a soddisfare le necessità dei consumatori. Non e' una tradizionale pila alcalina La nuova pila alcalina ricaricabile, offre il vantaggio di una vita più lunga delle ordinarie alcaline, unitamente al risparmio, essendo ricaricabile. Si possono ricaricare a piacimento e ridanno energia per un lungo periodo anche se rimangono inutilizzate (energia a stock per 5 anni). Inoltre, al momento dell'acquisto sono già cariche e pronte all'uso. Non è una ordinaria pila ricaricabile Il problema delle batterie ricaricabili al Ni-Cd ed in misura inferiore anche delle Ni-MH è che perdono la carica in breve tempo, e contengono sostanze tossiche e pericolose. Questa pila è invece priva di mercurio, di nickel e di cadmio. È diversa dalle altre pile ricaricabili Queste pile erogano 1,5 Volt, non hanno effetto memoria, possono essere caricate a piacimento ed i loro caricatori dedicati, permettono eventualmente di metterle in carica anche se sono già completamente cariche. Le Ni-Cd e le Ni-Mh hanno soltanto 1,2 Volt, hanno una limitata quantità di cicli di ricarica, sono delicate, trattengono l'energia per brevi periodi di tempo, e contengono Mercurio, Cadmio e Nickel, sostanze altamente tossiche e pericolose. Le pile a tecnologia RAM™ devono essere caricate con gli appositi caricatori. Non ricaricare le pile a tecnologia RAM™ ad esempio con caricatori per le pile al Ni-Cd o per altri tipi di batteria, questi danneggerebbero sicuramente le pile RAM™. Le pile a tecnologia RAM™, NON devono essere scaricate a fondo, pena la perdita di liquido quando esse saranno ricaricate ; è consigliabile ricaricarle di sovente, anche se sono ancora cariche. Nello sviluppare applicazioni elettriche od elettroniche, si raccomanda la seguente procedura di ricarica: assicurarsi che il voltaggio fornito ad ogni singola cella sia limitato a 1,65 Volt ± 0,5 per evitare reazioni irreversibili dell'elettrolita all'interno della cella. Il voltaggio sulla cella salendo sino a 1,7V farà diminuire la corrente sino a giungere a pochi milliampere, sino a quando il processo di ricarica sarà terminato. - La corrente necessaria per la carica delle Pile Stilo è all'incirca di 200mA quando esse sono completamente scariche, mentre è di 150mA per le MiniStilo. La corrente potrà essere non stabilizzata come ad esempio nei caricatori per celle solari. Saluti.

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di re dei salumi (del 27/02/2008 @ 10:51:55, in Scienza e Tecnologia, linkato 314 volte)
Roma - Cancellare un SMS spedito o ricevuto dalla SIM del proprio telefonino non è più garanzia di privacy: parola di BrickHouse Security, un'azienda di New York che ha creato un dispositivo in grado di leggere e carpire ogni tipo di informazione dai chip integrati nelle SIM card. Inclusi i dati già cancellati dall'utente. Pepata la domanda che l'azienda ha inserito nel proprio sito web a mo' di claim dello sfizioso gadget, venduto al prezzo di 149 dollari (poco più di 100 euro): "Hai mai desiderato di poter spiare il telefono di tua moglie, tuo marito, dei tuoi figli o del tuo collega, per vedere cosa fanno?". Chi risponde affermativamente al quesito potrebbe essere interessato a questo particolare card-reader, il cui utilizzo è decisamente semplice ed intuitivo: è sufficiente collegarlo al PC via USB e inserirvi la SIM card. Il dispositivo trasferirà tutte le informazioni memorizzate nel computer. Todd Morris, presidente di BrickHouse Security, dichiara che molte persone proprio con strumenti come questo scoprono la fondatezza dei propri dubbi sul comportamento del compagno: "Circa la metà delle persone sposate trova qualcosa che non va sul cellulare del partner". E l'azienda sottolinea il fatto che, nonostante esistano già dei lettori di SIM, questo è il primo dispositivo in grado di accedere ad informazioni già cancellate, che risiedono in memoria finché non vengono sovrascritte, più o meno come avviene per un hard disk. e un utente fosse messo in allarme da questa inaffidabilità (coniugi che si fanno sorprese, ragazzini alle prese con problemi dell'adolescenza da non condividere con i genitori) Morris ha comunque un suggerimento valido per coloro che vogliono salvaguardare la propria privacy: "Prendete la SIM card e distruggetela, o tagliatela. Questo è l'unico modo per avere una garanzia che i dati vadano persi". Il New York Post, nell'illustrare il dispositivo anti-privacy, descrive i casi in cui il suo utilizzo è lecito partendo proprio dagli utenti di minore età. "Se il padre o la madre pagano la bolletta del cellulare e Sonny Boy (nomignolo del figlio under 18, ndr) lo utilizza per fissare appuntamenti per comprare stupefacenti, i genitori hanno il diritto di controllare" spiega al Post l'avvocato Bill Bierce, aggiungendo che si tratta di una facoltà che possono esercitare anche i manager di un'azienda con i cellulari dei propri dipendenti: "Un telefonino da utilizzare per lavoro può essere controllato per sapere se viene utilizzato per chiamate personali". Al di fuori di indagini condotte dalle forze dell'ordine, in tutti gli altri casi si tratta di violazione della privacy - osserva il legale. Non tutto è bianco o nero, però: secondo Bierce, i casi di "diffidenza coniugale" citati da Todd Morris rappresenterebbero una sorta di "area grigia". O, per usare un eufemismo, un'interessante voce di bilancio emergente per l'attività degli studi legali.
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di elvio (del 24/02/2008 @ 10:56:55, in Ecologia e risparmio energetico, linkato 303 volte)
Ho seguito con attenzione la replica del Munnezza Day a Napoli, ho trovato un uomo attento, informato e lungimirante, prescindendo dalla critica politica, pur ben pesata ed articolata. Il discorso sul valore del materiale e lo spreco mi ha fatto molto pensare. Effettivamente ormai, anche i più attenti, tendono a non dare più l'esatto valore alle cose che ci circondano, a partire dall'abuso degli imballaggi (per carità è anche una esigenza igienica). Per esempio, al di là del valore commerciale, su una lattina di bibite non pensate che il "valore di lavorazione" sia molto più elevato quello del contenitore piuttosto che del suo contenuto? Vuoi mettere il processo di estrazione, lavorazione, fusione e stampaggio dell'alluminio in confronto con 33 cl di acqua zuccherata che c'è dentro? Per completare il valore più alto lo buttiamo via. Il problema è che ormai sempre di più tendiamo a dare un valore alle cose solo e puramente commerciale e questo è gravissimo. Un mio vecchio amico, falegname, tempo fa' mi faceva presente questo discorso: "Mi vengono i clienti in falegnameria e mi chiedono il prezzo di una porta, io dico dalle 300 alle 500 euro secondo materiali e finiture, e mi sento dire: ma così tanto? Non si rendono conto che una porta istallata stà lì per centinaia di anni e farà sempre bene il suo lavoro senza dar mai problemi, poi vengono abbigliati con borse e maglioni di marca che costeranno pressappoco come due porte del mio preventivo e dureranno solamente una stagione ed a questo però, non fanno caso". Pensiamoci un attimo.
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di re dei salumi (del 24/02/2008 @ 09:59:17, in Attualità, linkato 425 volte)
E’ quanto risulta dai dati parziali raccolti dopo tre giorni di vita del decreto sulle confische. I più numerosi presso il Banco Popolare, ma Intesa Sanpaolo non comunica i propri numeri Il rischio che si trattasse di tanti soldi, si sapeva già, era piuttosto alto. Ora i primi dati parziali parlano di oltre 100 mila conti dormienti depositati e dimenticati in ordine sparso nelle varie banche presenti sul territorio. Sono i conti che andavano “risvegliati” entro il 17 febbraio pena la confisca da parte dello Stato che li dirotterà in un fondo a favore delle vittime dei crack finanziari e per la regolarizzazione dei lavoratori precari. A intimare lo sblocco è un decreto, pubblicato il 2 agosto 2007, che ha dato attuazione a una norma contenuta nella Finanziaria 2006, varata nell’ultimo anno del governo Berlusconi. La confisca tuttavia non scatta subito. Il ministero dell'Economia, rispondendo a una serie di quesiti sollevati dall'Abi riguardo la disciplina in materia contenuta nel Dpr 116/07, ha approvato la linea di condotta che le banche dovranno seguire per avvisare i titolari dei conti. Domande e risposte sono state raccolte in una circolare. Prima di tutto gli istituti sono chiamati a inviare una raccomandata al titolare del rapporto, all'ultimo indirizzo conosciuto, con l'invito a effettuare un'operazione entro 180 giorni per movimentare il conto. E ora passiamo ai dati, raccolti dall’agenzia Radiocor. Il Banco Popolare figura in testa con oltre 32.400 conti depositati e dimenticati dai titolari. Notevoli anche le quote di Unicredit Banca (27 mila), Ubi banca con 19.500 conti e Mps con 14 mila. Non compaiono nella ricerca invece i numeri del primo gruppo bancario nazionale, Intesa Sanpaolo, che non diffonde dati. Le banche inoltre si stanno muovendo con diverse modalità nella comunicazione delle cifre. Alcune utilizzano il proprio sito internet, mentre altre espongono le liste nelle singole filiali.
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Le nuove malattie infettive - come HIV, Sars, West Nile virus ed Ebola - stanno aumentando. Sono frutto del contatto tra uomini e animali, specialmente mammiferi “non umani”. Per ridurne l’impatto, bisogna evitare l’eccessiva promiscuità tra le diverse specie e in questo senso è fondamentale il lavoro di conservazione degli habitat naturali e della biodiversità. Queste in sintesi sono le conclusioni a cui è giunta la ricerca della Zoological Society of London, della University of Georgia e della Columbia University, che ha analizzato 335 epidemie emerse tra il 1940 e il 2004 e ha permesso di disegnare una vera e propria mappa delle “zone calde” (”hotspots”) dove potrebbe scoppiare la prossima. questo il link
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di elvio (del 22/02/2008 @ 13:08:17, in Illusioni e Giochi, linkato 936 volte)
Una frase si dice autoreferenziale quando afferma qualcosa di sé stessa. Generalmente è semplice scrivere frasi autoreferenziali, tipo Questa frase comincia con la lettera Q oppure: Io contengo tre T, meno sarebbe scrivere: Questa frase contiene dieci parole, ventisette sillabe e sessantasei lettere o questa: Questa frase ha diciassette a, una b, nove c, sedici d, diciotto e, due f, una g, due h, diciassette i, una j, una k, una l, una m, dodici n, otto o, una p, due q, due r, dieci s, dodici t, diciassette u, due v, una w, una x, e una y. Altre frasi curiose sono le seguenti:
Dieci parole fa, questa frase non era ancora iniziata.
Se questa frase non fosse esistita, qualcuno l'avrebbe inventata.
Se chiamiamo "vergine" una frase che non è mai stata letta, io non sono vergine
Non leggere questa riga.
Io ho il potere di generare l’insieme dei processi che si verificano nel tuo cervello quando leggi l’insieme delle lettere che mi compongono e pensi a me.
Hai appena iniziato a leggere la frase che hai appena finito di leggere.
Questa frase, prima che tu aprissi il libro a questa pagina, stava soffocando in mezzo alle altre pagine.
Al confine tra le frasi autoreferenziali e quelle non-autoreferenziali si situano queste due frasi, che certamente non sono autoreferenziali, ma producono un paradosso quando vengono accostate:
La frase successiva è vera
La frase precedente è falsa
Un altro sistema, che non contiene però alcuna contraddizione, è il seguente:
La frase successiva è identica a questa tranne che per una parola.
La frase precedente è identica a questa tranne che per una parola.
Raymond Smullyan riporta nel suo 5000 a.C. alcune frasi che si elidono da sole:
C'è qualche cosa che vorrei dirvi, prima di cominciare a parlare...
Credo fermamente nell'ottimismo. Senza ottimismo, infatti, che cosa ci resterebbe?
Metà delle bugie che dicono di me sono vere.
Ti ho dato un budget illimitato e tu lo hai già superato!
Questa specie è sempre stata estinta.
Divieto di parcheggio autorizzato.
L'inflazione è un artifizio economico in virtù del quale ciascun individuo guadagna più del successivo.
La superstizione porta sfortuna.
La nostalgia non è più quella di una volta!
Sulla copertina di un'agenda compare la scritta autoreferenziale
Se vuoi riderci sopra, togliti almeno le scarpe.
Fin qui si è parlato di curiosi incroci logico-filosofici, il problema nasce quando, dalle frasi autoreferenziali scritte, si passa all'autocelebrazione parlata (usanza molto diffusa al giorno d'oggi), qui allora risulta palese la stupidità dell'interlocutore. Saluti
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di elvio (del 20/02/2008 @ 18:20:14, in Ecologia e risparmio energetico, linkato 1485 volte)
Lo so è una pazzia, però se cercate in rete Perendev Motor oppure Bedini Motor, troverete anche fimati che sembrano molto veritieri, brevetti e schemi costruttivi. Io vi indico due filmati sul motore di Perendev molto interessanti, ma c'è molto di più vedete anche voi. Considerando che il mondo reale non regala nulla (e questo vale sia in economia che in fisica), vedere certe immagini ci fa sobbalzare dalla sedia. Ovviamente lo scetticismo regna sovrano ma... intanto guardatevi questi link. Motore di perendev e bedini (guardatelo tutto, son due film di seguito) e poi altro motore di perendev. Fatemi sapere cosa ne pensate. Ah, dimenticavo, date una vista anche al progetto MEG Motionless Electromagnetic Generator (Generatore Elettromagnetico Immobile) che è sempre sul tema di energia gratis.

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di pr (del 18/02/2008 @ 08:53:00, in Alta Fedeltà, linkato 393 volte)
Il primo: prendiamo un amplificatore e proviamo ad ascoltare il sistema collegato (diffusori ecc.) intorno al livello di "clipping"... se potessimo d'un tratto poter spostare più in alto proprio il livello di clipping facendo in modo che il livello di uscita effettivo fosse maggiore, percepiremmo un volume di ascolto maggiore o minore? Il secondo: Il nostro sistema uditivo integrato è un apparecchio assai strano, riesce a rendere godibili messaggi musicali con grosse carenze da un punto di vista spettrale (nel senso che tendiamo a ricostruire anche porzioni mancanti di spettro pur di godere di ciò che stiamo ascoltando) ma riesce ad essere terribilmente critico sulle "mancanze" dell'ordine di frazioni di dB (in soldoni facciamo relativamente poco caso a grosse carenze, ma siamo molto sensibili alle piccole, tanto che, a volte, le piccole possono essere determinanti quanto le grandi ...) Per la prima, credo che l'articolo di Elvio sia stato piuttosto esaustivo, per la seconda?... intanto date un'occhiata qua: http://www.renatogiussani.it/01dB.htm fino in fondo dove trovate la tabella con A, B, ecc.
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di elvio (del 17/02/2008 @ 17:33:29, in Approfondimenti, linkato 388 volte)
Solitamente i CD o DVD masterizzati o che utilizziamo più di frequente, prima o poi, divengono inutilizzabili. In genere, questi supporti vengono buttati via senza rendersi conto che, spesso, si possono recuperare. La causa può essere un graffio, o sporcizia sul lato di lettura ed il disco non viene più riconosciuto dal lettore oppure si inceppa a metà esecuzione. La prima cosa da fare è:
1) lavare tutto il disco con sapone liquido, meglio se neutro (va bene anche il detersivo per i piatti), strofinando bene con le dita, come facciamo con un bicchiere, poi risciacquare abbondantemente con acqua tiepida fino a togliere tutti i residui di sapone, è importante non usare spugne o panni di alcun genere. 2) asciugare prima con un panno di cotone e poi completare con aria calda (va bene anche un Phon ma a dovuta distanza) Ora provatelo sul vostro lettore. Nel caso ancora non sia leggibile, bisogna vedere se, sul lato inciso (quello opposto all'etichetta per capirci), vi siano graffi profondi sulla superficie (i graffi più gravi sono quelli ce vanno nella direzione di rotazione, non quelli radiali dal centro verso l'esterno) 3) nel caso vi fossero, prendete del dentifricio e spalmatelo energicamente con un panno in cotone inumidito sul graffio (o con i polpastrelli delle dita) fino a che il graffio non si è attenuato, e risciacquate ogni tanto per vedere il risultato 4) ripetete l'operazione se il risultato non è ancora soddisfacente (è consigliato strofinare in senso radiale e mai nel senso della circonferenza) 5) alla fine risciacquate bene il disco e provate ancora se il vostro disco è tornato in vita. 6) Provate anche con altri lettori, spesso la differenza di colore del laser può fare una grande differenza sui risultati. Se a questo punto non avete ottenuto risultati, i motivi possono essere diversi: una cattiva masterizzazione o un difetto sulla superficie interna del disco. Anche qui vi possono essere soluzioni (parziali) al problema: 7) software specifici tipo BadCopy, IsoBuster, CD Recovery Toolbox Free, (per sistemi windows) che permettono di recuperare almeno parte dei dati 8) se nemmeno così si sono ottenuti risultati, la vera soluzione, sicuramente definitiva, è la pattumiera.
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