Dalle impronte digitali a quelle batteriche








Le indagini giudiziarie potrebbero arricchirsi di un ulteriore strumento scientifico per scoprire i colpevoli. Anche le tracce dei batteri che vivono sulla pelle delle nostre mani potranno aiutare la polizia scientifica a scoprire l’identità di una persona.
Il detto che una persona la si riconosce dalla stretta di mano è oggi ancora più vero, ora la si può riconoscere anche dai microbi che ti passa quando ti stringe.

Secondo un recente studio condotto da Noah Fierer dell’Università del Colorado a Boulder e la sua equipe, ciascuno di noi trasporta sulle proprie mani (quindi distribuisce e lascia in giro) una comunità di microbi e batteri ben definita e diversificata esclusiva e personale. Un mix microorganico sempre diverso e ben distinguibile da quello degli altri e quindi riconoscibile.

Già si pensa di usare questa scoperta per fini ispettivi e di indagine rivolto alle forze dell’ordine scientifiche.
Scovare batteri sulla scena del crimine sarà quindi, in futuro, molto simile alla rilevazione di tracce di DNA o di impronte digitali.
Sempre Noah sostiene che le differenze tra le comunità batteriche dei vari individui potrebbero essere utilizzate anche per identificare gli oggetti con cui si è venuti in contatto in precedenza, si riuscirebbe a creare quindi una traccia storica ben ripercorribile ed abbastanza affidabile dei movimenti che ha compiuto il sospettato prima del rilevamento microorganico (si pensa che la rilevazione abbia un fattore di affidabilità molto elevato e varia dal 70 al 90%)

Ogni volta che prendiamo un bicchiere o scriviamo una e-mail quindi, oltre a lasciare le nostre solite impronte digitali, lo firmiamo con una traccia microorganica fatta coi nostri batteri personali.
Nell’esperimento hanno analizzato i batteri trovati sui mouse di 9 PC di persone diverse e li hanno confrontati con quelli delle rispettive mani. Il mix di microbi raccolti su ciascun mouse era del tutto simile a quello della mano del proprietario ed assolutamente diverso da quello degli altri e sono stati quindi in grado di assegnare ogni PC al legittimo proprietario.

Nella foto si vedono i microbi e batteri residenti su una mano svelati da una lampada ultravioletta speciale.

Saluti a tutti

fonte focus

 




 

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