Bandito il baccalà con le patate








Di alimentazione, diete e salute se ne parla tutti i giorni e ovunque. Tra esperti, dietologi, medici, salutisti, che attingono a teorie scientifiche, naturali, indiane, cinesi, associate, dissociate, polarizzate, ecc. non se ne puo’ più. Io credo che tutti abbiano ragione e sul settore ci vorrebbe un genio come Einstein che riesca, con una semplificazione assoluta a riunire tutte queste teorie in un unico formulato (non ci possiamo aspettare E=mC2 ma una semplificazione sì!).
Da profano in materia, mi sembra si vedere delle forti convergenze tra queste varie tipologie di esperti. Benchè tutti dicano cose diverse in quanto si rifanno a basi teoriche diverse, se si va a guardare con attenzione, sembra che tutti corrano verso la stessa direzione. Già conosciamo la teoria delle diete dissociate (che sembrano le più giuste, a livello medico e funzionale) ultimamente mi sono imbattuto anche su delle teorie (credo di provenienza cinese) in cui ad ogni cibo si associa una polarità elettrica e, come per le diete dissociate (che vedete in tabella), anche qui vi sono cibi neutri, positivi e negativi e si sconsiglia, di mangiare insieme i cibi di polarità estrema. In sintesi comunque le seguenti affermazioni credo siano valide ed accettabili da tutti: Sono molti e svariati i succhi gastrici deputati alla digestione dei cibi. Ognuno è appropriato al trattamento digestivo di un particolare alimento. Vi è una qualità di succo per la digestione della carne, un’altra per il latte, un’altra per l’acido della frutta, ecc. Questo comporta che spesso molti cibi non si amalgamano bene. (dalle ricerche di Pavlov) Il latte, per esempio, richiede un succo gastrico che è molto differente da tutti gli altri, eccettuato quello necessario per la digestione di cibi amidacei e non è facilmente digeribile se ingerito con altri alimenti, all’infuori dei cereali.

Da qui nasce la dieta dissociata Con il termine di “alimentazioni dissociate” si intendono tutti quei metodi dietetici che appunto “dissociano”, disgiungono l’usuale succedersi delle pietanze durante i singoli pasti, prendendo in considerazione la composizione chimica essenziale dei cibi (proteine, grassi, carboidrati ecc.), la loro tendenza a provocare acidosi od alcalosi, la loro natura bioelettrica, ecc. in rapporto ai processi chimici fisiologici della digestione ed alla reazione dei liquidi organici. Tra i primi ricercatori va segnalato il dr. Hay di New York, il quale già nell’anteguerra, aveva formulato una teoria sull’alimentazione che, prendendo in considerazione in modo semplice ed evidente le leggi chimiche della digestione, costituisce un notevole passo innanzi nel campo della conoscenza della dieta. Le associazioni degli alimenti elencate da Hay non vanno considerate, secondo il suo concetto, come diete, ma come una “normale alimentazione” che serve sia a scopo terapeutico per i malati, sia come mezzo profilattico per i sani, cosicché tutti coloro il cui rendimento non è massimo dovrebbero approfittare dei vantaggi di questo nuovo regime dietetico seguendolo vita natural durante. Secono Hay “lo stomaco non può promuovere contemporaneamente una digestione alcalina (adatta cioè per i carboidrati o zuccheri) ed acidificante (adatta per la digestione delle proteine). La digestione delle proteine (carne, salumi, pesce, uova, ecc.) richiede sempre molti acidi gastrici mentre quella dei carboidrati (frutta non acida, verdura e amidi in genere) viene compiuta senza che si crei alcuna acidità. Se si assume pasta e carne, ad esempio, gli enzimi che dovrebbero digerire la pasta vengano deteriorati dagli acidi gastrici secreti per digerire le proteine creando difficoltà digestive e fermentazioni, causa primaria di gonfiori e pesantezze di stomaco. Altre ricerche: Due scienziati austriaci, Kracmar e Hauswirth, misurando la polarità e la carica bioelettrica di numerosi alimenti hanno dimostrato, che mescolando proteine e carboidrati si favorisce la formazione di sostanze dannose all’integrità degli organi. Questa condizione crea il terreno adatto perché si possa instaurare una malattia. Purtroppo, gli usi e la mancanza di conoscenze a proposito, ha creato alcuni accostamenti alimentari che presentano delle serie problematiche digestive:

Prosciutto e melone.
Pesce e patate (lesse o fritte).
Caffè (l’orzo va bene) con latte.
Pastasciutta seguita da carne, pesce o formaggi.
Frutta a fine pasto
Dessert dopo il pasto
La frutta, specialmente quella acquosa (melone, anguria, ecc.) dovrebbe essere consumata da sola.


Questa è la teoria, ma noi buongustai, che non ci possiamo privare di una pastasciutta al ragù, una lasagna, un piatto di baccalà con le patate… non ce ne può fregar di meno. Saluti







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